Cerca
Close this search box.

Cibi fermentati e probiotici. Morelli: «Devono diventare abitudine quotidiana»

Dove nasce e perché tanto interesse per i probiotici, i prebiotici, i postbiotici e i nuovi alimenti? È questa la domanda che abbiamo posto al prof. Lorenzo Morelli, Direttore DiSTAS dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Piacenza – Cremona, in occasione della 10ª edizione del congresso Probiotics, prebiotics & new foods di Roma.

Secondo Morelli, la storia inizia venti anni fa, quando si iniziò a parlare di batteri che ingeriti soli oppure all’interno di un alimento potevano conferire un beneficio per la salute come la regolarizzazione del ciclo mestruale, della stipsi o della diarrea. Tutto ciò, unito alle nuove tecniche di indagine metagenomica, oggi ha portato a riconsiderare il microbiota come un vero e proprio nuovo organo.

L’intestino e i batteri che vivono in esso sono stati classificati come un nuovo organo del nostro corpo, un organo dimenticato, negletto, per cui è necessario introdurre nella dieta quotidiana cibi funzionali, cioè alimenti che o sono stati fermentati o vi è stata aggiunta una quantità di batteri in grado di nutrire questo organo, proprio come i muscoli o la vista, perché ci può assicurare una serie di funzioni positive. Prima fra tutte la riduzione dell’incidenza di diverse malattie.

CONDIVIDI →

Potrebbe interessarti

Oppure effettua il login