Un webinar con Franco Vicariotto e Silvia Soligon per comprendere come il microbiota accompagni la donna nelle diverse fasi della vita e distinguere le evidenze già applicabili dalle promesse ancora affidate alla ricerca.
Secondo Stephen Michael Collins, McMaster University, queste vescicole potrebbero rappresentare una promettente piattaforma per il futuro sviluppo di sistemi mirati di veicolazione di farmaci, vaccini e immunoterapie.
Carlotta Bolliri, biologa nutrizionista, spiega come la perdita di diversità microbica e l’alterazione dell’equilibrio intestinale possano associarsi a uno stato infiammatorio e a diverse condizioni croniche.
Ripristinare il microbiota materno mancante dopo un parto cesareo potrebbe rappresentare una nuova strategia per supportare lo sviluppo neurologico precoce.
Una formulazione topica contenente acido ialuronico, perossido di idrogeno e glicina potrebbe favorire il passaggio da un ecosistema subgengivale disbiotico a una configurazione più vicina a quella osservata nei siti periodontalmente sani.
Un indicatore delle conseguenze biologiche delle nostre scelte alimentari, dei farmaci che utilizziamo, delle condizioni sociali in cui cresciamo e delle decisioni collettive che modellano l'ambiente in cui viviamo.
Interventi mirati al microbiota intestinale del neonato, soprattutto nei bambini nati con parto cesareo, potrebbero ridurre la probabilità disturbi neurologici.
Favorire l’allattamento al seno e ripristinare i livelli di microbi benefici, come B. infantis, potrebbe contribuire ad attenuare l’impatto sulla salute delle disuguaglianze sociali.
La presenza di determinati microbi è correlata a importanti cambiamenti nell'espressione genica delle cellule tumorali e nell'ambiente immunitario circostante.
Maria Rescigno, docente e ricercatrice presso Humanitas University di Milano, illustra uno studio dedicato al ruolo protettivo del microbiota intestinale nei confronti degli effetti collaterali della chemioterapia.