I microbi intestinali contribuiscono a plasmare lo sviluppo precoce dell'immunità intestinale controllando il percorso compiuto dai derivati della vitamina A assunta con la dieta.
La combinazione di Levilactobacillus brevis KABP052, Lactiplantibacillus plantarum KABP051 e Pediococcus acidilactici KABP021, studiata per la sua capacità di influenzare il metabolismo degli estrogeni, è stata valutata in un trial dedicato ai sintomi e alla qualità di vita.
Trattamenti basati sul microbiota, che potenziano l'attività di specifici SCFA, potrebbero contribuire a prevenire la proliferazione eccessiva e dannosa della Candida nei soggetti vulnerabili.
TLR5 potrebbe rappresentare un nuovo bersaglio terapeutico per il trattamento o la prevenzione della fibrosi polmonare idiopatica, attraverso la modulazione delle alterazioni del microbiota polmonare conseguenti al danno tissutale.
Franco Scaldaferri, gastroenterologo del Policlinico A. Gemelli di Roma, illustra il passaggio dalla diagnosi di esclusione alla diagnosi positiva e approfondisce le evidenze sull’impiego della combinazione di olio di menta piperita e cumino.
La somministrazione orale di tributirina aumenta i livelli intestinali di butirrato, alleviando il dolore all'ATM attraverso la regolazione epigenetica di geni come Nop14.
La prevenzione del diabete deve tenere conto delle interazioni tra dieta e microbiota, poiché i livelli di alcuni microbi intestinali sembrano associati al rischio di diabete in modo diverso a seconda dell'assunzione di fibre.
La disbiosi del microbiota intestinale indotta dalla delezione di GGT1 compromette la spermatogenesi attraverso diversi meccanismi molecolari che coinvolgono STAT5B e Klk1b.
William Fusco, Policlinico Gemelli di Roma, ci parla della auto-brewery syndrome, la rara condizione in cui batteri o funghi presenti nell’intestino fermentano gli zuccheri introdotti con la dieta e producono etanolo.