I risultati di uno uno studio retrospettivo indicano che la diarrea da acidi biliari contribuisce in modo rilevante al burden clinico dell’IBS. Ne parliamo con Luigi Colecchia, dell’Università di Bologna.
Carlotta Bolliri, biologa nutrizionista, spiega come la perdita di diversità microbica e l’alterazione dell’equilibrio intestinale possano associarsi a uno stato infiammatorio e a diverse condizioni croniche.
Secondo Stephen Michael Collins, McMaster University, queste vescicole potrebbero rappresentare una promettente piattaforma per il futuro sviluppo di sistemi mirati di veicolazione di farmaci, vaccini e immunoterapie.
Ripristinare il microbiota materno mancante dopo un parto cesareo potrebbe rappresentare una nuova strategia per supportare lo sviluppo neurologico precoce.
Una formulazione topica contenente acido ialuronico, perossido di idrogeno e glicina potrebbe favorire il passaggio da un ecosistema subgengivale disbiotico a una configurazione più vicina a quella osservata nei siti periodontalmente sani.
Un indicatore delle conseguenze biologiche delle nostre scelte alimentari, dei farmaci che utilizziamo, delle condizioni sociali in cui cresciamo e delle decisioni collettive che modellano l'ambiente in cui viviamo.
Interventi mirati al microbiota intestinale del neonato, soprattutto nei bambini nati con parto cesareo, potrebbero ridurre la probabilità disturbi neurologici.
Favorire l’allattamento al seno e ripristinare i livelli di microbi benefici, come B. infantis, potrebbe contribuire ad attenuare l’impatto sulla salute delle disuguaglianze sociali.
La presenza di determinati microbi è correlata a importanti cambiamenti nell'espressione genica delle cellule tumorali e nell'ambiente immunitario circostante.