Maria Letizia Primo, psichiatra, approfondisce il legame tra microbiota intestinale e sistema nervoso, soffermandosi sulle vie di comunicazione tra i due organi e sui possibili ambiti di applicazione degli psicobiotici.
Le modificazioni del microbiota associate a FMT si accompagnano a un aumento degli acidi biliari e a una riduzione dei segnali infiammatori, che potrebbero contribuire a spiegare il miglioramento dei sintomi depressivi.
NIR-PAT2 rappresenta una tecnologia di modulazione della flora batterica tramite foto-infrarossi: ripristina parzialmente l'equilibrio microbico, presentando al contempo un potenziale vantaggio nel limitare il rilascio di LPS.
Il professor Arrigo Cicero analizza il legame tra microbiota intestinale e metabolismo lipidico, soffermandosi sul ruolo della barriera intestinale e sul metabolismo degli acidi biliari.
I microbi intestinali contribuiscono a plasmare lo sviluppo precoce dell'immunità intestinale controllando il percorso compiuto dai derivati della vitamina A assunta con la dieta.
L'integrazione di vitamina D favorisce una maggiore diversità del microbiota intestinale, incrementa l'abbondanza di batteri benefici e contribuisce a ridurre l'infiammazione nei pazienti con IBD.
Un viaggio in Campania con una delegazione internazionale di ricercatori, dalle filiere agroalimentari al convegno Gut Instinct della Fondazione EBRIS. Per ritrovare, dietro le evidenze su alimentazione e microbiota, il territorio che dà forma alla dieta mediterranea.
Un webinar per approfondire il ruolo di motilità, asse intestino-cervello e microbiota nei disturbi dell’alvo, con uno sguardo alle scelte diagnostiche e all’impiego dei probiotici.
La combinazione di Levilactobacillus brevis KABP052, Lactiplantibacillus plantarum KABP051 e Pediococcus acidilactici KABP021, studiata per la sua capacità di influenzare il metabolismo degli estrogeni, è stata valutata in un trial dedicato ai sintomi e alla qualità di vita.
Trattamenti basati sul microbiota, che potenziano l'attività di specifici SCFA, potrebbero contribuire a prevenire la proliferazione eccessiva e dannosa della Candida nei soggetti vulnerabili.