La flora batterica presente nella saliva e nell’intestino tenue può degradare gli allergeni delle arachidi, riducendone il riconoscimento da parte delle IgE.
Secondo gli autori, le future linee guida dovrebbero considerare, quando clinicamente possibile, anche l’impatto dei diversi antibiotici sul microbiota intestinale.
I risultati di uno uno studio retrospettivo indicano che la diarrea da acidi biliari contribuisce in modo rilevante al burden clinico dell’IBS. Ne parliamo con Luigi Colecchia, dell’Università di Bologna.
MOZAIC, un modello di intelligenza artificiale progettato per confrontare il microbiota di donatori e riceventi, ha previsto la convergenza del microbiota dopo il trapianto di microbiota fecale con un'accuratezza di circa l'80%.
I risultati suggeriscono la possibilità di utilizzare l’enzima TnAsi, l’indolo prodotto dal microbiota intestinale e il recettore AhR come bersagli terapeutici per i disturbi affettivi associati all’IBS.
Carlotta Bolliri, biologa nutrizionista, spiega come la perdita di diversità microbica e l’alterazione dell’equilibrio intestinale possano associarsi a uno stato infiammatorio e a diverse condizioni croniche.
Secondo Stephen Michael Collins, McMaster University, queste vescicole potrebbero rappresentare una promettente piattaforma per il futuro sviluppo di sistemi mirati di veicolazione di farmaci, vaccini e immunoterapie.
Ripristinare il microbiota materno mancante dopo un parto cesareo potrebbe rappresentare una nuova strategia per supportare lo sviluppo neurologico precoce.
Una formulazione topica contenente acido ialuronico, perossido di idrogeno e glicina potrebbe favorire il passaggio da un ecosistema subgengivale disbiotico a una configurazione più vicina a quella osservata nei siti periodontalmente sani.
Un indicatore delle conseguenze biologiche delle nostre scelte alimentari, dei farmaci che utilizziamo, delle condizioni sociali in cui cresciamo e delle decisioni collettive che modellano l'ambiente in cui viviamo.
Interventi mirati al microbiota intestinale del neonato, soprattutto nei bambini nati con parto cesareo, potrebbero ridurre la probabilità disturbi neurologici.