Ripristinare il microbiota materno mancante dopo un parto cesareo potrebbe rappresentare una nuova strategia per supportare lo sviluppo neurologico precoce.
Interventi mirati al microbiota intestinale del neonato, soprattutto nei bambini nati con parto cesareo, potrebbero ridurre la probabilità disturbi neurologici.
Maria Rescigno, docente e ricercatrice presso Humanitas University di Milano, illustra uno studio dedicato al ruolo protettivo del microbiota intestinale nei confronti degli effetti collaterali della chemioterapia.
Sono stati evidenziati i meccanismi che coinvolgono l’asse intestino–cervello nell’ictus acuto, con la scoperta di potenziali biomarcatori microbici e metabolici, che possono fornire informazioni sulla previsione e il trattamento della patologia.
Favorire l’allattamento al seno e ripristinare i livelli di microbi benefici, come B. infantis, potrebbe contribuire ad attenuare l’impatto sulla salute delle disuguaglianze sociali.
La presenza di determinati microbi è correlata a importanti cambiamenti nell'espressione genica delle cellule tumorali e nell'ambiente immunitario circostante.
Maria Rescigno, docente e ricercatrice presso Humanitas University di Milano, illustra uno studio dedicato al ruolo protettivo del microbiota intestinale nei confronti degli effetti collaterali della chemioterapia.
La combinazione tra bedaquilina e curcumina manda in crisi il metabolismo di M. abscessus, bloccandone la sintesi macromolecolare e aumentandone la suscettibilità agli antibiotici.
Intervenire sul pathway microbiota-ergotioneina potrebbe rappresentare una nuova strategia per prevenire o trattare gli effetti collaterali cognitivi dei farmaci antipsicotici.
L'integrazione di creatina insieme a specifici batteri intestinali potrebbe rappresentare un nuovo trattamento contro la depressione in grado di ripristinare il metabolismo energetico cerebrale.
Il corso propone una visione integrata del microbiota come determinante della salute e approfondisce tutti i principali fattori modificabili che contribuiscono alla sua costruzione nei primi anni di vita.
William Fusco, Policlinico Gemelli di Roma, illustra il posizionamento di questa opzione terapeutica nelle linee guida e i criteri che possono orientare la scelta del clinico.
Massimo Bellini, direttore dell’Unità Operativa di Gastroenterologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, richiama il modello biopsicosociale elaborato da Douglas Drossman per spiegare come il cervello possa influenzare l’intestino.