Da Alfasigma un probiotico che riduce il colesterolo

Contiene il ceppo Lactobacillus plantarum ECGC 13110402 e ha dimostrato di ridurre l’ipercolesterolemia

Alfasigma lancia un nuovo integratore alimentare a base di Lactobacillus plantarum ECGC 13110402 (LPLDL®) e monacolina K che ha dimostrato di ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” in soggetti che presentano valori borderline, ossia LDL compresi tra 115 mg/dl a 160 mg/dL. Il nome commerciale è Ezimega 3.

L’ipercolesterolemia è uno dei maggiori fattori di rischio cardiovascolari e nei casi più gravi è fondamentale assumere farmaci che riducano le concentrazioni di colesterolo nel sangue. Il problema, dal punto di vista clinico, sono i cosiddetti borderline.

Soggetti in cui il colesterolo LDL risulta leggermente elevato, ma non tale da giustificare l’assunzione di farmaci ipocolesterolemizzanti, come le statine. In molti casi intervenendo sulla dieta è possibile riportare il quadro sotto controllo. Ma non sempre è possibile.

È un problema spesso sottovalutato dal momento che l’aumento dei livelli di colesterolo non si manifesta con sintomi diretti. L’ipercolesterolemia è di per sé un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari (infarto e ictus) e il rischio è tanto maggiore quanto maggiore è la colesterolemia.

Lactobacillus plantarum ECGC 13110402

Oggi, grazie alla ricerca Alfasigma, è disponibile il pioniere di una nuova classe di integratori. L’attività di integratori sul profilo lipidico è una nuova frontiera, su cui la ricerca scientifica si è molto concentrata negli ultimi anni.

Il nuovo integratore di Alfasigma contiene Lactobacillus plantarum ECGC 13110402, un ceppo probiotico brevettato che ha dimostrato un’azione sul profilo lipidico. Completano l’azione del nuovo nutraceutico la monacolina K (3 mg) ricavata dal riso rosso fermentato, un componente che, come da claim EFSA, contribuisce al mantenimento dei normali livelli di colesterolo nel sangue.

Uno studio randomizzato, controllato con placebo e in doppio cieco pubblicato su Plos one ha dimostrato che questo ceppo probiotico è in grado di ridurre in misura significativa i livelli di LDL senza registrare eventi avversi.

Arrigo Cicero: «Non sempre la dieta è sufficiente»

«Il livello di colesterolemia LDL nei soggetti sani dovrebbe essere sempre inferiore a 115 mg/dL. L’aggressività del colesterolo aumenta in funzione della compresenza di altri fattori di rischio come fumo di sigaretta, pressione arteriosa elevata, alterazioni del metabolismo degli zuccheri, sedentarietà e sovrappeso» spiega Arrigo F. G. Cicero, dell’Università di Bologna e Presidente della Società Italiana di Nutraceutica (SINut).

Alcuni integratori alimentari sono in grado di interagire con i meccanismi fisiologici che controllano i livelli di colesterolo nel sangue. Il riso rosso fermentato per esempio può inibire la produzione di colesterolo da parte del fegato. Altri, come le fibre o specifici probiotici, possono inibire l’assorbimento di colesterolo da parte dell’intestino.

La corretta alimentazione deve essere sempre alla base della prevenzione delle malattie cardiovascolari. Ma il problema principale delle diete ipocolesterolemizzanti è che sono spesso poco efficaci. «Spesso la dieta incide positivamente sul rischio di malattie cardiovascolari – continua Cicero – riducendo il livello di fattori di rischio come ipertensione, glicemia, ipertrigliceridemia, iperuricemia, sovrappeso e infiammazione sistemica, ma l’impatto sulla colesterolemia è scarso: fra il 5 ed il 10%.  Ecco perché gli integratori che agiscono sulla colesterolemia potrebbero essere indicati in un’ampia fetta di popolazione che non riesce ad ottimizzare la propria colesterolemia con la sola dieta, ma che non ha un rischio di malattia cardiovascolare tanto alto da giustificare l’uso di farmaci specifici».

Il nuovo nutraceutico agisce sul colesterolo grazie ad una sostanza “classica” come la monacolina K, affiancato al probiotico Lactobacillus plantarum ECGC 13110402 che, con 4 mld UFC, ha dimostrato un’azione sul profilo lipidico sfruttando due meccanismi fisiologici estremamente interrelati tra loro.

«La doppia via d’azione da un punto di vista funzionale è la sua carta vincente» conclude Cicero. «Da un punto di vista scientifico, è particolarmente innovativa l’idea di interagire con la flora batterica intestinale, arricchendola di batteri specifici in grado di “mangiare” il colesterolo; a conferma, i dati clinici disponibili sono particolarmente promettenti».

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