Da uno studio pubblicato su Contraception, condotto dalla Virginia Commonwealth University di Richmond negli Stati Uniti, sembrerebbe che l’uso di contraccettivi orali combinati promuova la colonizzazione vaginale di lattobacilli benefici, riducendo al contempo il rischio di vaginosi batterica.

Il microbioma vaginale svolge un ruolo fondamentale nella salute della donna. Ad esempio, alcuni lattobacilli proteggono l’ambiente vaginale dai patogeni, favorendo uno stato di eubiosi. Tra questi il Lactobacillus crispatus, che previene l’infezione da Chlamydia trachomatis, inibisce la crescita di Neisseria gonorrhoeae e aumenta la protezione dall’HIV. Al contrario, la vaginosi batterica è uno stato di disbiosi in cui avvengono una riduzione di lattobacilli e un aumento di batteri neutrofili anaerobici.

Questo processo incrementa la predisposizione alla trasmissione di HIV e altre malattie sessualmente trasmissibili e può comportare lesioni all’epitelio vaginale.

I ricercatori statunitensi, coordinati da Kimberly K. Jefferson, hanno svolto uno studio retrospettivo su un campione di donne facenti parte del Vaginal Human Microbiome Project, al fine di determinare il livello di influenza dei contraccettivi ormonali sul microbiota vaginale.

Sono stati selezionati 682 soggetti che, al momento della raccolta dei dati, utilizzavano un singolo metodo anticoncezionale tra contraccettivi orali combinati (CoC), depot medrossiprogesterone acetato (DMPA), sistema di rilascio intrauterino di levonorgestrel (LNG-IUS) e profilattico.

I tamponi vaginali dei soggetti sono stati analizzati tramite amplificazione mediante PCR delle regioni ipervariabili V1-V3 della sequenza genica 16S rRNA.

Dai risultati è emerso che l’uso di CoC avrebbe effetti positivi per la salute, quali un aumento di lattobacilli (in particolare Lactobacillus crispatus e Lactobacillus jensenii) e una riduzione di batteri associati alla disbiosi. Una motivazione plausibile è che l’estrogeno presente stimoli l’accumulo di glicogeno nell’epitelio vaginale, favorendo la colonizzazione dei lattobacilli.

L’utilizzo di tutti gli altri contraccettivi, invece, si è rivelato collegato alla proliferazione di diversi taxa associati alla vaginosi batterica: Atopobium vaginae e Prevotella bivia per il DMPA, Prevotella e Lachnospiraceae per il LNG-IUS, Gardnerella vaginalis e Lachnospiraceae per il profilattico.

I dati indicano che i CoC intervengono in maniera positiva nella composizione della flora batterica vaginale, dimostrandosi preferibili rispetto agli altri tipi di contraccettivi presi in esame. La scelta dell’anticoncezionale, quindi, sembrerebbe modificare la composizione del microbiota vaginale e di conseguenza potrebbe avere effetti positivi sulla salute della donna.