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La dieta del microbioma, il nuovo libro di Michael Mosley

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Che l’intestino umano sia popolato da miliardi di microrganismi non è più una novità, ma non è passato così tanto tempo da quando gli scienziati sono finalmente riusciti a studiarli.

Eppure tanto è bastato per raccogliere un numero non indifferente di prove che associano questi microbi, il loro genoma e le loro interazioni con l’ambiente intestinale – in una parola, il microbioma – ai benefici più disparati per la salute, dalla possibilità di estrarre energia dal cibo al buon funzionamento delle difese immunitarie.

A fare il punto della situazione è Michael Mosley, medico e divulgatore scientifico britannico già noto per la sua Dieta Fast e ora nuovamente in libreria con La Dieta del Microbioma (casa editrice Vallardi).

A dispetto di quanto potrebbe far pensare il suo titolo, il nuovo libro di Mosley non ha come scopo principale fornire una soluzione per la perdita di peso, ma spiegare come funziona l’intestino, quali sono le funzioni del microbioma e come promuovere la salute intestinale con abitudini che favoriscono il benessere della popolazione batterica alleata della salute.

Per farlo l’autore ha parlato con diversi esperti dei settori della nutrizione e specialisti del microbioma e ha incontrato molti pazienti, di cui racconta storie e testimonianze.

Il risultato è un testo di scorrevole lettura in grado di far comprendere anche ai non esperti le complesse interazioni tra flora intestinale e salute.

Non solo microbi

Mosley non limita la sua trattazione alla descrizione della composizione e delle funzioni del microbiota, anzi, proprio per far comprendere meglio l’importanza di prendersi cura del benessere della flora intestinale spiega anche come funzionano i processi digestivi e quali sono i disturbi che più spesso colpiscono l’apparato digerente.

Il discorso si addentra poi in consigli per uno stile di vita adatto a mantenere in salute il proprio microbioma, incluse ricette e un’agenda alimentare per riavviare una flora intestinale compromessa.

I vantaggi della dieta mediterranea

Gli attori in scena sono molti, dall’abuso di antibiotici all’attività fisica, passando per le carenze di sonno, lo stress e il fumo.

Per quanto riguarda i fattori più strettamente associati all’alimentazione, Mosley, intervistato da Microbioma.it, ha sottolineato: «Sappiamo da molte ricerche sulla dieta mediterranea è legata a miglioramenti in tutti questi elementi».

«La cosa che mi colpisce in Italia è che nonostante gli adulti siano piuttosto magri rispetto al Regno Unito ci sono tassi sorprendenti di sovrappeso fra i bambini. E noi sappiamo che i bambini grassi probabilmente saranno adulti grassi».

Secondo Mosley potrebbero essere chiamati in causa sia l’ampio ricorso agli antibiotici ad uso animale e umano, deleterio per la flora intestinale, sia l’alto tasso di parti cesarei, che secondo le teorie più recenti comprometterebbero la colonizzazione dell’intestino del neonato da parte dei microbi con cui sarebbe venuto a contatto durante il passaggio nel canale vaginale.

L’esperto punta però il dito anche sulle nuove abitudini alimentari dei bambini italiani, propensi al consumo di junk food dannoso per il microbiota.

Una possibile soluzione sarebbe proprio il ritorno alle tradizioni mediterranee scegliendo una dieta ricca di legumi, vegetali e cereali integrali fonti di fibre alleate della salute del microbiota, ma non solo.

Un aiuto dai cibi fermentati

Anche i cibi fermentati, meno consumati dagli italiani che da altre popolazioni, sono alleati della flora intestinale; non a caso fra le ricette incluse nel libro di Mosley non mancano quelle per preparare lo yogurt e il kefir di latte.

Gli alimenti fermentati citati dall’autore sono però anche altri: formaggi (specialmente quelli dal forte odore), crauti, kimchi e anche il cioccolato.

Inseriti in un’alimentazione povera di zuccheri semplici e di sostanze dannose per il microbioma (come gli emulsionanti e l’alcol) anche questi cibi, insieme a spezie, erbe e alghe possono aiutare a rendere l’alimentazione una vera e propria alleata dei batteri amici della salute.

Silvia Soligon

Redazione

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