La storia del mondo in 100 microrganismi

La storia del mondo in 100 microrganismi: un libro che spalanca non una, ma 100 finestre sull’infinitamente piccolo che influenza la nostra esistenza.
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Metti insieme un microbiologo, esperto di comunicazione scientifica e un astronomo appassionato di divulgazione, dosa con cura i contributi, mescola accuratamente il tutto et voilà. Il libro è pronto. Ed è sicuramente ben riuscito.

Nel loro libro, Florian Freistetter, Helmut Jungwirth (La storia del mondo in 100 microrganismi, Edizioni Aboca 2022, 270 pagine, 19,50 euro) ci raccontano attraverso cento storie emozionanti e bizzarre come funziona il corpo umano, come siamo diventati ciò che oggi siamo e come possiamo evitare la nostra stessa estinzione

La storia dell’umanità, la vita quotidiana, il nostro benessere fisico, il nostro ambiente: tutto è influenzato da questo mondo “invisibile” popolato di creature di cui fino a poco tempo fa ignoravamo l’esistenza. 

Ci sono più batteri sulla Terra che stelle nell’universo: non c’è praticamente nessun posto, su questo pianeta, dove non si riescano a trovare microrganismi, dalle profondità marine alle rocce delle montagne più alte, fino ai crateri dei vulcani. 

I microrganismi nelle rocce, per esempio, si sono adattati in modo ottimale al loro ambiente e quasi nulla li può infastidire. Si stima che se un asteroide si schiantasse sulla Terra non riuscirebbe a raggiungerli. 

Ok ma poi ci sono i batteri buoni e quelli cattivi. Quelli che provocano malattie e, nell’altra metà campo quelli senza i quali non ci sarebbero cioccolato, birra, pane, formaggio.

Sempre restando dalla parte dei “buoni”, sarebbe meglio dire “potenzialmente buoni”, Freistetter e Jungwirth ci raccontano nuove frontiere della ricerca che puntano a sfruttare questi esseri infinitesimali per aiutarci a combattere il cambiamento climatico, per bloccare la diffusione delle scorie radioattive (rendendole non trasportabili con l’acqua). 

I microbi erano qui molto prima di noi e continueranno a esserci ancora a lungo dopo che ce ne saremo andati. Ci abbiamo messo molto tempo per scoprirli e oggi siamo in grado di raccontare le loro storie. La loro storia è la nostra storia.

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