• Database metagenomici
• Tra genetica e stili di vita
• Conclusioni

Stato dell’arte
Al momento della nascita, la madre trasmette al neonato il microbiota intestinale. I primi colonizzatori intestinali, come Actinobacteria e Bacteroidia, creano nel tratto gastrointestinale il serbatoio microbico dal quale, successivamente, si svilupperà la futura comunità batterica intestinale. Tuttavia, non è noto come la composizione del microbiota intestinale individuale resista e rimanga stabile nel tempo.

Cosa aggiunge questo studio
I ricercatori, utilizzando due database di sequenze metagenomiche, hanno analizzato la stabilità di alcuni ceppi microbici tra coppie di gemelli in età infantile che convivono e gemelli adulti fino a 80 anni di età, che hanno vissuto separati per un periodo compreso tra 1 a 59 anni.

Conclusioni
Alcune popolazioni microbiche intestinali possono essere condivise tra i gemelli anche dopo anni trascorsi separatamente; tuttavia, i cambiamenti a lungo termine nelle condizioni ambientali dell’ospite possono influire sulla stabilità e sulla composizione della comunità microbica intestinale.

I gemelli condividono lo stesso microbiota intestinale al momento della nascita? E cosa succede negli anni successivi? Per rispondere a queste domande Hyunmin Koo e colleghi hanno utilizzato uno strumento di bioinformatica per il rilevamento genomico dei ceppi batterici sviluppato presso la University of Alabama a Birmingham, negli Stati Uniti. E grazie a questa analisi hanno dimostrato l’esistenza di ceppi microbici intestinali condivisi nei gemelli, anche dopo anni trascorsi separatamente.

Database metagenomici

Il team di ricercatori aveva già sviluppato e utilizzato in alcuni studi questo sistema di rilevamento dei ceppi batterici. Nel 2017 avevano scoperto che i microbi provenienti dai donatori fecali per l’infezione ricorrente da C. difficile erano in grado di rimanere nell’individuo che li ha ricevuti per mesi dopo il trapianto fecale; inoltre, di recente gli stessi ricercatori hanno scoperto che i ceppi microbici sono caratteristici di ogni individuo e hanno monitorato i cambiamenti del microbiota a seguito di trattamenti antibiotici.

Il presente studio ha utilizzato database metagenomici ottenuti dai campioni fecali di 8 bambini gemelli e 50 gemelli adulti. Dal momento che i gemelli hanno la stessa madre e hanno vissuto probabilmente in condizioni ambientali simili durante l’infanzia, i ricercatori hanno ipotizzato che possano condividere anche alcuni ceppi microbici intestinali.

Tra genetica e stili di vita

Dai risultati ottenuti è infatti emerso che i gemelli che vivono ancora insieme possiedono un microbiota intestinale molto simile rispetto ai gemelli adulti che hanno vissuto separati per un periodo di tempo.

Per la maggior parte delle coppie di bambini gemelli (3 su 4) è stata osservata una rilevante condivisione di ceppi, in particolare B. vulgatus e Alistipes putredinis.

Tra i gemelli adulti, quelli che avevano vissuto separatamente per meno di 10 anni condividevano un numero di ceppi significativamente superiore rispetto alle coppie di gemelli che avevano trascorso separati periodi più lunghi, da 10 a 60 anni.

È interessante notare che le coppie di gemelli di 80 anni che avevano vissuto insieme per 79 anni, ed erano poi stati separati per un anno, hanno mostrato, tra tutti i gemelli adulti, il numero più alto di coppie di ceppi correlati, ovvero B. vulgatus, Eubacteriumeleens e Bifidobacterium adolescentis. A seguire, i gemelli di 56 anni che avevano vissuto insieme per 51 anni ed erano stati poi separati per cinque anni, i gemelli di 73 anni che hanno vissuto insieme per 66 anni ed erano stati separati per sette anni e i gemelli di 36 anni che erano stati separati per 19 anni.

I ceppi a condivisione singola sono stati osservati in tre gruppi di gemelli che avevano vissuto separati tra i 22 e i 54 anni, ma questi ceppi condivisi sporadici non hanno mostrato una correlazione con la durata del periodo vissuto separatamente.

I risultati ottenuti dimostrano che i ceppi microbici rimangono nell’intestino di alcuni individui per periodi più lunghi di quanto fosse stato ipotizzato finora, probabilmente fino a un decennio. Tuttavia, un limite di questo studio è rappresentato dalla disponibilità di un singolo punto temporale di analisi per i gemelli adulti; inoltre, mancano informazioni sui metadati riguardanti le abitudini personali e mediche note per alterare la comunità microbica intestinale.

Conclusioni

In sintesi, mentre alcuni ceppi microbici possono rimanere stabilmente nell’intestino anche in tarda età, cambiamenti ambientali che si verificano nel corso della vita, come l’assunzione di antibiotici e la dieta, possono alterare la composizione stabile della comunità microbica intestinale, essenziale per mantenere nell’uomo uno stato di salute.