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Carie dentale nei cavalli: il ruolo del microbiota del cavo orale

Specifici batteri in grado di acidificare l’ambiente sono responsabili della carie negli equini. Lo sostiene uno studio su Equine Veterinary Journal.
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Stato dell'arte
La carie dentale è una problematica che colpisce molti equini. Manca tuttavia una visione complessiva a livello microbiologico.
Cosa aggiunge questa ricerca
Scopo dello studio è stato quello di analizzare il microbiota equino in presenza di carie utilizzando approcci di indagine avanzati (next generation sequencing).
Conclusioni
Analogamente ad altri animali, batteri in grado di acidificare l’ambiente quali Streptococcus spp. sono tra i principali responsabili della carie negli equini. Differente è infatti il profilo batterico.

In questo articolo

La presenza di carie è correlata a un diverso profilo batterico. In particolare, Streptococcus spp. sono tra i principali responsabili dello sviluppo di carie negli equini a livello delle guance caudali. Veillonella spp. hanno invece mostrato una positiva correlazione con le carie in posizione rostrale. Conoscere queste relazioni è utile nel pianificare interventi preventivi e/o risolutivi.

Lo sostiene lo studio di D. Borkent e colleghi della University of Edinburgh (UK), di recente pubblicazione su Equine Veterinary Journal.

Carie dentale nei cavalli, un problema frequente

In generale, la carie dentale è il risultato della fermentazione di carboidrati da parte di microorganismi acidogenici con la conseguente demineralizzazione e indebolimento del dente.

Nei cavalli la carie è un problema comune e può essere periferica (carie periferica equina o PC se colpisce i denti laterali) o infundibulare (IC) se colpisce la sezione centrale. Negli equini però, gli attori coinvolti rimangono tuttavia da chiarire.

Per approfondire questo aspetto, i ricercatori hanno applicato le nuove tecniche di indagine genetica (next generation sequencing) a campioni di placca sopra-gengivale di 63 cavalli, 45 dei quali con PC, caratterizzandone il profilo microbiologico.  Ecco cosa ne è emerso.

Lo studio sul microbiota del cavo orale

L’analisi di 56 campioni prelevati da denti con PC e 44 da denti sani (gruppo controllo) ha dimostrato nel primo caso la presenza di 1854 OTUs corrispondenti a 21 phyla, 40 classi, 64 ordini, 125 famiglie, 204 generi e 102 specie. Confrontando però più in dettaglio le caratteristiche batteriche dei due gruppi:

  • 91 è il numero di OTUs medio nel gruppo PC (40-283 come range), 97 in quello controllo (40- 221)
  • nessuna differenza significativa in base alla posizione dei denti per il campionamento (rostrale o caudale)
  • l’abbondanza relativa dei Firmicutes in gruppo PC è maggiore del gruppo controllo (76.8% vs 70.7%). Valori inferiori invece per Proteobacteria (8.8% vs 15.5%)
  • a livello di genere, Streptococcus, Gemella, Actinomyces, Arthrobacter, Lactobacillus, Veillonella e Actinobacillus sono risultati i principali nel gruppo PC, Streptococcus, Gemella, Actinomyces, Actinobacillus, Arthrobacter, Veillonella ed Eikenella in quello controllo
  • dei 303 taxa identificati almeno a livello di genere, 51 sono risultati discriminanti tra i due gruppi, 14 associati a PC (Streptococcus, Olsenella e Scardovia soprattutto) e 37 a quello controllo (Gemella e Actinobacillus in particolare)
  • dei 161 taxa identificati almeno a livello di famiglia invece, 29 sono risultati differentemente espressi tra i gruppi (PC n=10, controllo n=23)

Concludendo poi con il confronto tra le componenti batteriche in diverse posizioni dentali (rostrale o caudale) del gruppo con PC e quello controllo:

  • dei 262 taxa identificati a partire dal genere, 42 sono discriminanti la posizione rostrale e caudale nel gruppo PC e controllo, tre dei quali associati con quelli rostrali, 10 con i caudali e 29 con il gruppo controllo
  • Veillonella, Streptococcus e Corynebacterium sono risultati essere i generi più fortemente associati rispettivamente al gruppo PC con carie rostrale, caudale e al gruppo controllo

Conclusioni

In conclusione dunque, differenze di composizione ed espressione batterica sono state registrate tra i denti con carie e non. In particolare, Streptoccus spp. è il genere che maggiormente differenzia denti con carie da quelli sani.

Quando i denti rostrali del gruppo PC sono confrontati con quelli rostrali dello stesso, Veillonella ha mostrato l’associazione più forte con la posizione rostrale, Streptococcus spp. con la caudale, Corynebacterium invece con il gruppo controllo.

Silvia Radrezza
Laureata in Farmacia presso l’Univ. degli Studi di Ferrara, consegue un Master di 1° livello in Ricerca Clinica all’ Univ. degli Studi di Milano. Borsista all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS dal 2017 al 2018, è ora post-doc presso Max Planck Institute of Molecular Cell Biology and Genetics a Dresda (Germania).

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