Le donne che vanno incontro ad aborti spontanei ricorrenti tendono ad avere un microbioma vaginale più ricco di batteri Gardnerella vaginalis e di anaerobi gram negativi, un dato che è correlato a un numero più alto di cellule immunitarie “natural killer”.

La tesi, sostenuta da uno studio dell’università tedesca Ruprecht-Karls di Heidelberg pubblicato su Journal of Reproductive Immunology, suggerisce l’esistenza di un nesso fra le infezioni vaginali e la tendenza a subire aborti ripetuti.

Nell’ambito dell’aborto ricorrente, condizione qualificata dall’Oms come una successione di tre o più aborti spontanei prima della 22esima settimana di gestazione, il ruolo delle infezioni vaginali è molto dibattuto in ambito clinico. Come conseguenza di ciò, le linee guida internazionali per la prevenzione non prevedono screening di routine.

Resta tuttavia importante, nell’ottica di una gravidanza sana, il ruolo dei linfociti NK periferici e uterini, i quali sono oggetto di analisi immunologiche nelle pazienti soggette ad aborti ricorrenti.

Allo scopo di trovare una correlazione, nell’ambito dell’aborto ricorrente, fra il microbioma vaginale e il sistema immunitario, i ricercatori tedeschi hanno reclutato 243 pazienti fra novembre 2011 e marzo 2016, analizzando la popolazione batterica (vaginale e uterina) e la conta dei linfociti NK.

Dalle analisi è emersa una certa prevalenza di pazienti positive alla presenza di Gardnerella vaginalis (19%) e di batteri anaerobi gram-negativi (20,5%). Nel 14,5% dei casi sono risultati assenti i batteri commensali Lactobacilli.

Tale profilo è consistente con quello di infezioni locali come la vaginosi batterica, una delle più comuni infezioni in età riproduttiva, nella quale i lactobacilli sono sostituiti da altri microorganismi anaerobi.

I risultati dello studio, di per sé, non sono sufficienti a formulare una diagnosi in questo specifico gruppo.

Il gruppo ha però scoperto un’altra correlazione: fra le pazienti con valori più elevati di linfociti NK, la prevalenza di Gardnerella vaginalis è risultata più alta rispetto alle altre pazienti.

Studi recenti indicano che le pazienti soggette ad aborti ricorrenti tendono ad avere una conta più alta di linfociti NK, e lo studio tedesco formula un’ipotesi precisa sul motivo: «La presenza di microorganismi potenzialmente patogeni», scrivono gli scienziati, «potrebbe stimolare una risposta infiammatoria che conduce a cambiamenti sistemici nei parametri immunitari».

I risultati, secondo i ricercatori, indicano una possibile associazione fra il microbioma vaginale, l’infiammazione locale, l’equilibrio del sistema immunitario e la tendenza all’aborto spontaneo. Oltre a suggerire la somministrazione di probiotici a base di lactobacilli per riequilibrare il microbioma (e con esso il sistema immunitario), i ricercatori ritengono utile l’introduzione di screening specifici per la vaginosi batterica nelle donne in stato di gravidanza.