In questa intervista Maria Rescigno (Humanitas University, Rozzano) affronta il ruolo della disbiosi in gravidanza e nel periodo perinatale, delineando due possibili traiettorie cliniche.
Nella prima parte, dedica attenzione alla preeclampsia e alle complicanze placentari: secondo i dati discussi, una disbiosi può modificare alcuni metaboliti circolanti, in particolare il glucosio, con ripercussioni sull’attività delle cellule natural killer, cruciali per la corretta vascolarizzazione della placenta. Quando queste cellule non sono adeguatamente attivate, la vascolarizzazione placentare risulta compromessa e aumenta il rischio di esiti avversi, incluso l’aborto spontaneo, evidenziato soprattutto in modelli preclinici.
Nella seconda parte, il focus si sposta sulle prime fasi di vita del neonato e sull’impatto degli antibiotici assunti dalla madre: pur essendo spesso indispensabili, possono alterare il microbiota e ridurre la produzione e il trasferimento di immunoglobuline A (IgA) nel latte materno, indebolendo una protezione chiave per l’intestino immaturo del neonato. In assenza di IgA, batteri come le Enterobacteriaceae (ad esempio Escherichia coli) possono attraversare una barriera ancora fragile, entrare in circolo e favorire la sepsi.
Tra le possibili strategie, Rescigno cita l’integrazione con latte fermentato per sostenere lo sviluppo delle IgA e la valutazione di antibiotici che non colpiscano popolazioni batteriche (come le Clostridiaceae) coinvolte nell’induzione della risposta IgA.








