L’associazione di quattro ceppi di lattobacilli di origine vaginale al trattamento antibiotico potrebbe favorire la risoluzione clinica della vaginosi batterica e ridurre la persistenza di sintomi come secrezioni e cattivo odore. È quanto suggerisce uno studio clinico randomizzato che ha valutato la formulazione probiotica ASTARTE in aggiunta al metronidazolo.
Il beneficio osservato sembra derivare dalla capacità dei lattobacilli di accompagnare il trattamento antibiotico nella ricostituzione di un ecosistema vaginale dominato da microrganismi produttori di acido lattico. Un’azione potenzialmente utile soprattutto considerando l’elevata frequenza delle recidive che caratterizza la vaginosi batterica.
Vaginosi batterica, un ecosistema che fatica a ritrovare l’equilibrio
La vaginosi batterica è una delle più comuni alterazioni del microbiota vaginale nelle donne in età fertile. Non si tratta di un’infezione sostenuta da un unico patogeno, ma di una condizione di disbiosi caratterizzata dalla riduzione dei livelli dei lattobacilli normalmente presenti nell’ambiente vaginale e dall’aumento di una comunità eterogenea di batteri anaerobi.
Tra i microrganismi più frequentemente associati alla condizione figurano Gardnerella vaginalis, Atopobium vaginae, Prevotella, Mobiluncus e altre specie capaci di organizzarsi in comunità strutturate e, in alcuni casi, in biofilm aderenti all’epitelio vaginale.
La riduzione dei lattobacilli comporta un aumento del pH vaginale e una perdita di alcuni dei principali meccanismi di protezione dell’ecosistema. Le specie appartenenti al genere Lactobacillus, infatti, contribuiscono a mantenere un ambiente acido attraverso la produzione di acido lattico e possono contrastare la proliferazione dei microrganismi associati alla disbiosi mediante la competizione per i nutrienti e i siti di adesione.
La terapia antibiotica, generalmente a base di metronidazolo o clindamicina, è efficace nella risoluzione dell’episodio acuto. Tuttavia, il ripristino di un microbiota vaginale stabile non è sempre altrettanto rapido.
Una combinazione di quattro ceppi di origine vaginale
ASTARTE è una formulazione composta da quattro ceppi selezionati di lattobacilli:
- Lactobacillus crispatus LBV 88,
- Lacticaseibacillus rhamnosus LBV 96
- Lactobacillus jensenii LBV 116
- Lactobacillus gasseri LBV 150N.
La scelta non è casuale: Lactobacillus crispatus, L. jensenii e L. gasseri sono tra le specie frequentemente rilevate nei microbioti vaginali considerati eubiotici, mentre L. rhamnosus è noto per le sue capacità di adesione, competizione e interazione con le superfici mucosali.
L’obiettivo di una combinazione multiceppo è quindi quello di intervenire su più livelli: acidificazione dell’ambiente, ostacolo alla crescita degli anaerobi, competizione per i siti di adesione e supporto alla ricostituzione di una comunità microbica compatibile con la salute vaginale.
È importante ricordare che l’efficacia di un probiotico non può essere attribuita genericamente alla specie di appartenenza. Le proprietà biologiche sono ceppo-specifiche e i risultati osservati con una determinata combinazione non sono automaticamente trasferibili ad altri prodotti contenenti lattobacilli differenti.
Lo studio clinico: probiotici insieme al metronidazolo
In uno studio pilota randomizzato, controllato e condotto in doppio cieco, tutte le partecipanti con diagnosi di vaginosi batterica secondo i criteri di Amsel hanno ricevuto la terapia standard con metronidazolo orale, alla dose di 500 mg due volte al giorno per sette giorni.
Parallelamente, per quattro settimane, le donne sono state assegnate a ricevere i quattro ceppi probiotici oppure un placebo. L’obiettivo era valutare se il supporto probiotico fosse in grado di migliorare la risposta clinica al trattamento antibiotico, favorendo il recupero dell’ecosistema vaginale.
Al termine delle quattro settimane, nessuna delle 17 donne valutabili nel gruppo probiotico presentava ancora una vaginosi batterica diagnosticabile attraverso i criteri di Amsel.
Nel gruppo di controllo, invece, la vaginosi persisteva o era ricomparsa in 6 donne su 17, pari a circa il 35% delle partecipanti. La differenza tra i gruppi è risultata statisticamente significativa.
Migliorano anche secrezioni e odore vaginale
Secondo quanto emerge dallo studio, il punteggio di Amsel diminuisce in misura maggiore nelle donne che hanno ricevuto i lattobacilli rispetto al gruppo di controllo. In particolare, si osserva un miglioramento più evidente di due manifestazioni cliniche particolarmente rilevanti per le pazienti: la presenza di secrezioni vaginali anomale e il cattivo odore caratteristico della vaginosi.
Questi risultati suggeriscono che l’associazione tra antibiotico e probiotici possa avere un impatto percepibile non soltanto sui parametri diagnostici, ma anche sui disturbi che più frequentemente portano la donna a richiedere una valutazione ginecologica.
Il miglioramento clinico potrebbe infatti riflettere una più rapida modifica del microbiota vaginale. Riducendo la presenza dei microrganismi anaerobi e favorendo il ritorno a un ambiente acido, i lattobacilli possono limitare la produzione delle ammine volatili responsabili del cattivo odore vaginale.
Perché associare i lattobacilli all’antibiotico
L’approccio combinato risponde a due esigenze differenti. Il metronidazolo riduce rapidamente la componente anaerobia associata alla vaginosi, ma non garantisce necessariamente la ricostituzione di una comunità vaginale stabile e dominata dai lattobacilli. Il probiotico, dal canto suo, non è pensato per sostituire l’antibiotico nella fase acuta, ma per inserirsi nel periodo immediatamente successivo o concomitante, quando nell’ecosistema si libera una nicchia microbiologica.
In altre parole, l’antibiotico contribuisce a fare spazio; i lattobacilli provano a occuparlo prima che tornino a farlo le comunità associate alla vaginosi, causando così frequenti recidive.
Questo concetto è infatti particolarmente interessante nella vaginosi batterica, nella quale la recidiva non è necessariamente dovuta a una nuova esposizione esterna. Può dipendere dalla persistenza di biofilm, dalla mancata ricostituzione dei lattobacilli, da fattori ormonali, comportamentali e immunologici o dalla combinazione di più elementi.
Un probiotico composto da ceppi di origine vaginale potrebbe quindi funzionare come intervento di supporto alla resilienza dell’ecosistema, aiutandolo a ritrovare una configurazione meno permissiva nei confronti degli anaerobi.
Vitamina B2 e mucose vaginali
Di recente è stata lanciata una formulazione probiotica che combina la miscela ASTARTE con la vitamina B2 (riboflavina), una molecola biologicamente rilevante per le mucose vaginali, per il mantenimento dei lattobacilli e per l’immunità mucosale.
Uno studio del 2025 ha dimostrato che, in condizioni di laboratorio, alcune specie di lattobacilli vaginali necessitano di riboflavina esogena, insieme ad altre vitamine del gruppo B, per una crescita adeguata. Questo suggerisce che la disponibilità locale di vitamina B2 possa contribuire a determinare la capacità di alcuni probiotici di colonizzare e dominare l’ecosistema vaginale.
Conclusioni
Lo studio sulla formulazione probiotica ASTARTE ha valutato la risoluzione clinica nelle settimane successive al trattamento e non permette di stabilire definitivamente quale sia l’effetto sulle recidive a lungo termine.
Il razionale, tuttavia, è plausibile: una maggiore presenza di lattobacilli e il mantenimento di un pH acido potrebbero ridurre le condizioni che favoriscono la ricostituzione del biofilm e la proliferazione degli anaerobi.
Per il clinico, il possibile ambito d’impiego non è quindi quello della sostituzione del trattamento standard, ma quello di un supporto da considerare nelle donne con tendenza alla recidiva, precedente risposta incompleta o difficoltà nel recuperare una condizione di eubiosi dopo l’antibiotico.
Contenuto realizzato in collaborazione con Zeta Farmaceutici
Bibliografia
Laue C, et al. Effect of a yoghurt drink containing Lactobacillus strains on bacterial vaginosis in women: a double-blind, randomised, controlled clinical pilot trial. Beneficial Microbes. 2018;9(1):35-50.
ClinicalTrials.gov. Study of probiotics in the treatment of bacterial vaginosis. Identifier NCT02744638.
Achterberg P, et al. Insights into host dependency from a chemically defined medium for the human vaginal bacterium Lactobacillus crispatus. Arch Microbiol. 2025 Aug 6;207(9):212.
