Stipsi e diarrea: due lati della stessa medaglia? Il punto con Giovanni Marasco

Un webinar per approfondire il ruolo di motilità, asse intestino-cervello e microbiota nei disturbi dell’alvo, con uno sguardo alle scelte diagnostiche e all’impiego dei probiotici.

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Stipsi e diarrea: quanto sono distanti e che cosa può accomunarle, soprattutto quando si alternano nello stesso paziente? È la domanda da cui partirà il webinar con Giovanni Marasco, gastroenterologo dell’Università di Bologna, dedicato a un problema quotidiano nella pratica clinica: interpretare i disturbi dell’alvo, riconoscere i meccanismi che possono contribuire ai sintomi e costruire un percorso di gestione coerente.

L’incontro offrirà l’occasione per approfondire il rapporto tra motilità, sensibilità viscerale, asse cervello–intestino e microbiota, seguendo un filo concreto: quali informazioni aiutano davvero a inquadrare il paziente e quali, invece, rischiano di aggiungere complessità senza orientare le decisioni?

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Il punto di partenza sarà proprio la motilità. Quali alterazioni del transito, dei pattern motori e dei riflessi possono entrare in gioco nella stipsi e nella diarrea, anche in momenti diversi? E quanto conta il modo in cui il paziente percepisce e interpreta gli stimoli intestinali? La discussione affronterà il ruolo della sensibilità viscerale nell’urgenza, nel tenesmo e nei comportamenti di evitamento o ritenzione, per arrivare a una domanda altrettanto rilevante: come parlare di stress e asse cervello–intestino senza che il paziente si senta dire che è «tutto nella sua testa»?

Dal sintomo alla diagnosi: quali domande fare

Una parte centrale del webinar sarà dedicata all’inquadramento clinico. Quando considerare un disturbo dell’interazione intestino–cervello, o DGBI, e in particolare una sindrome dell’intestino irritabile? Quali elementi richiedono invece di approfondire la ricerca di una causa organica?

L’attenzione si concentrerà anche sull’IBS a pattern misto, nella quale l’alternanza dei sintomi pone interrogativi specifici. Come riconoscerla e quali errori evitare prima di attribuire a questa condizione una diarrea o una stipsi?

Dai segnali d’allarme agli esami essenziali, l’obiettivo sarà ragionare su un percorso diagnostico proporzionato alla storia del paziente, considerando età, sesso, familiarità e durata dei disturbi. Troveranno spazio anche le domande su farmaci, integratori e comportamenti: dall’uso di lassativi e antidiarroici agli antibiotici, fino alle fibre assunte autonomamente. Aspetti da esplorare nell’anamnesi per comprendere meglio l’andamento dei sintomi e le risposte ai trattamenti già tentati.

Microbiota e metaboliti: che cosa serve sapere nella pratica

Il microbiota sarà affrontato a partire dai quesiti che emergono in ambulatorio. Che cosa sappiamo delle sue alterazioni nell’IBS, nella stipsi e nella diarrea? Quali concetti sono sufficientemente solidi e quali restano controversi?

La discussione toccherà gli acidi grassi a catena corta, i gas e gli altri prodotti della fermentazione, interrogandosi sul possibile collegamento tra attività microbica e sintomi. Ci sarà spazio anche per gli acidi biliari, la barriera intestinale e l’infiammazione a bassa intensità: quando considerarli nel ragionamento clinico e in quali sottogruppi di pazienti approfondirne il ruolo?

Un passaggio riguarderà la storia di un’infezione intestinale e il suo peso nell’inquadramento dell’IBS post-infettiva. Si parlerà inoltre di sovracrescita batterica dell’intestino tenue, o SIBO, e di test del microbioma, con una domanda trasversale: quando un’ipotesi o un esame aiutano a orientare la gestione e quando rischiano di diventare una spiegazione generica dei disturbi?

Probiotici: dalla scelta alla valutazione della risposta

L’ultima parte dell’incontro entrerà nel merito dell’impiego dei probiotici nei DGBI e nell’IBS. Il confronto partirà dagli errori più frequenti: aspettative poco realistiche, scelta del prodotto, durata dell’integrazione e contesti d’uso.

Il tema della ceppo-specificità offrirà lo spunto per discutere come leggere le evidenze e comunicarle al paziente. In quali situazioni considerare un probiotico? Quali risultati osservare e dopo quanto tempo valutare una risposta o una mancata risposta? Quali condizioni richiedono maggiore cautela?

La prospettiva sarà quella di un percorso graduale, nel quale discutere come integrare dieta, fibre, eventuale approccio low FODMAP, farmaci e neuromodulazione, senza sovraccaricare il paziente di interventi difficili da seguire e valutare.

A chiudere il webinar saranno tre messaggi operativi per i professionisti: un’occasione per ricondurre la complessità dei meccanismi alle domande da porre in ambulatorio e alle decisioni da condividere con il paziente.

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Redazione
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