• Microbiota intestinale e SLA
• Antibiotici e processi neurologici

Stato dell’arte
Una mutazione nel gene C9orf72 è la variante genetica più comune che contribuisce allo sviluppo della sclerosi laterale amiotrofica (SLA), una malattia neurodegenerativa caratterizzata dalla progressiva perdita di neuroni cruciali per il movimento, la parola e le attività cognitive. Tuttavia, solo alcuni individui portatori della mutazione sviluppano la SLA.

Cosa aggiunge questo studio
Studiando due popolazioni di topi con la stessa mutazione nel gene C9orf72, i ricercatori hanno scoperto che l’alterazione del microbiota intestinale mediante la somministrazione di antibiotici o un trapianto fecale potrebbe prevenire o migliorare i sintomi della malattia.

Conclusioni
I risultati suggeriscono che un’alterazione in senso infiammatorio del microbiota intestinale potrebbe essere responsabile della comparsa di sintomi della SLA nei topi privi di C9orf72.

Secondo un recente studio, nei topi con una mutazione genetica comune associata alla sclerosi laterale amiotrofica, la modulazione del microbiota intestinale potrebbe prevenire o migliorare i sintomi della malattia.

I risultati, pubblicati su Nature, potrebbero spiegare perché solo alcuni individui portatori della mutazione sviluppano la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), caratterizzata dalla progressiva perdita di neuroni cruciali per il movimento, la parola e le attività cognitive.

Kevin Eggan dell’Harvard University e i suoi colleghi hanno quindi creato un modello murino di SLA con una mutazione nel gene C9orf72. In questi topi è stato rilevato uno stato infiammatorio nel sistema nervoso e nel resto del corpo, che ha ridotto la durata della vita.

Tuttavia, i ricercatori hanno notato che nei topi allevati presso la Harvard University è stata registrata una durata di vita inferiore e sintomi della SLA peggiori rispetto ai topi allevati presso il Broad Institute of MIT and Harvard. «Queste osservazioni ci hanno spinti a indagare come i due diversi ambienti potessero aver contribuito a questi risultati», afferma Kevin Eggan.

Microbiota intestinale e SLA

Per comprendere le differenze tra le due popolazioni di topi, il team di ricercatori ha confrontato i profili microbici degli animali allevati nelle due strutture.

Hanno così scoperto che batteri come Helicobacter, Pasteurella pneumotropica e Tritrichomonas muris erano più comuni nei topi allevati a Harvard. I roditori ospitati presso il Broad Institute erano invece caratterizzati da un maggior numero di specie di microbi intestinali e da livelli minori di cellule immunitarie infiammatorie nel sangue e nel midollo spinale.

Per verificare se il microbiota intestinale abbia contribuito all’infiammazione osservata nei topi allevati ad Harvard, i ricercatori hanno somministrato agli animali antibiotici prima che comparisse la malattia e hanno quindi mostrato i sintomi correlati per 200 giorni.

Antibiotici e processi neurologici

Dai dati ottenuti, è emerso che il trattamento antibiotico ha impedito la sintesi di molecole infiammatorie e ridotto altri segni di infiammazione, tra cui la presenza di anticorpi autoimmuni e l’ingrossamento della milza.

Nei topi trattati con antibiotici, l’infiltrazione nel midollo spinale di diversi tipi di cellule immunitarie è risultata minore rispetto agli animali non trattati. Inoltre, l’infiammazione nei topi allevati ad Harvard è risultata ridotta in seguito a trapianto fecale con biomasse ottenute dagli animali allevati al Broad Institute.

«I nostri risultati indicano che quando la funzione del gene C9orf72 diminuisce, l’ambiente in generale – e in particolare il microbiota intestinale – è in grado di influire sulla durata della vita e sulla comparsa di fenomeni autoimmunitari, di stati infiammatori a livello neuronale e di deficit motori», affermano i ricercatori.

Ricerche precedenti hanno dimostrato che il microbiota intestinale delle persone con SLA è diverso da quello degli individui sani. Il nuovo studio fornisce ulteriori prove del fatto che il microbiota intestinale svolge un ruolo importante nella salute cerebrale. I risultati suggeriscono inoltre che la modulazione microbica dell’infiammazione al di fuori del cervello potrebbe essere responsabile di come i sintomi della SLA si manifestano nei topi privi del gene C9orf72.

Traduzione dall’inglese a cura della redazione