Stato dell’arte
Modulare il microbiota intestinale potrebbe aiutare nella prevenzione del cancro al colon-retto. Le modalità e i meccanismi che ne stanno alla base rimangono però controversi.

Cosa aggiunge questo studio
La revisione ha lo scopo di riassumere le evidenze disponibili sull’efficacia di probiotici e simbionti nella prevenzione del cancro colon-rettale, oltre che sui possibili meccanismi d’azione.

Conclusioni
Nonostante l’eterogeneità degli studi inclusi, gli autori della revisione ipotizzano che il supplemento di probiotici o simbionti abbia effetti positivi nella prevenzione del cancro al colon-retto grazie anche alla modulazione del microbiota intestinale e della risposta immunitaria, alla riduzione del processo infiammatorio e della proliferazione di cellule tumorali. Ulteriori studi, clinici soprattutto, sono tuttavia necessari.

Il supplemento di probiotici o simbionti aiuterebbe a prevenire il tumore al colon-retto, in particolare mediante la modulazione positiva del microbiota (noto per essere implicato a più livelli nella salute dell’ospite e in particolare della barriera intestinale) e la riduzione del processo infiammatorio e della proliferazione di cellule tumorali. Data l’elevata eterogeneità degli studi finora disponibili, i risultati sono talvolta discordanti e ulteriori approfondimenti, sull’uomo soprattutto, sono perciò necessari.

È quanto conclude la revisione sistematica condotta da Bruna Cruz e colleghi della Universidade Federal de Vicosa (Brasile), di recente pubblicata su Nutrition Reviews.

Il tumore al colon-retto è la terza causa di morte oncologica al mondo. Tra i principali fattori eziologici, un microbiota intestinale alterato sembrerebbe avere un ruolo sempre più importante. Una sua manipolazione mirata con probiotici e/o prebiotici sembrerebbe quindi una valida strategia preventiva. A indagarlo sono studi preclinici e clinici (questi ultimi in numero notevolmente inferiore rispetto ai primi).

I ricercatori hanno quindi confrontato i risultati di 36 studi, solo tre dei quali sull’uomo, dimostrando quanto segue:

  • il supplemento di probiotici o simbiotici ha ridotto l’incidenza tumorale e delle lesioni preneoplastiche
  • nonostante la varietà di ceppi probiotici testati, delle dosi somministrate e della mancanza di linee guida che indichino su quali puntare, quelli appartenenti a Lactobacillus hanno mostrato la diffusione maggiore
  • la modulazione della componente batterica intestinale e della risposta immunitaria, la riduzione dell’infiammazione e dello stress ossidativo, l’induzione di apoptosi, il miglioramento dell’integrità della barriera intestinale e la produzione di metaboliti anti-tumorali sono tra i meccanismi protettivi più spesso identificati.

I risultati ottenuti nei diversi studi sembrano quindi complessivamente positivi, sebbene necessitino di essere approfonditi e standardizzati, soprattutto sull’uomo.