• Malattie coronariche e terapie antinfiammatorie
• Lo studio sul Lactobacillus plantarum 299v
• Conclusioni

Stato dell’arte
Recenti studi dimostrano che la terapia antinfiammatoria sistemica riduce eventi cardiovascolari in pazienti affetti da coronaropatia. Tali effetti benefici sono stati ottenuti anche tramite l’assunzione del probiotico Lactobacillus plantarum 299v, senza però analizzare un probabile coinvolgimento del probiotico nella regolazione dell’infiammazione.

Cosa aggiunge questo studio
Lo studio valuta gli effetti della somministrazione del probiotico Lactobacillus plantarum 299v in pazienti affetti da coronaropatia, prevalentemente tramite analisi del trascrittoma di cellule mononucleate del sangue periferico.

Conclusioni
I risultati ottenuti evidenziano l’effetto antinfiammatorio sistemico del probiotico. Si nota inoltre un’importante regolazione della risposta immunitaria.

La somministrazione del probiotico Lactobacillus plantarum 299v ha dimostrato di migliorare la funzionalità vascolare endoteliale e di indurre un significativo effetto antinfiammatorio in uomini affetti da coronaropatia.

Sono questi i risultati di uno studio coordinato da Michael Widlansky (Medical College of Wisconsin), pubblicato di recente sulla rivista Scientific Reports.

Malattie coronariche e terapie antinfiammatorie

Negli ultimi anni è stato evidenziato come terapie antinfiammatorie portino a miglioramenti nella sintomatologia clinica di pazienti affetti da coronaropatie. Inoltre, dati sempre più convincenti evidenziano un coinvolgimento del microbiota intestinale nella regolazione di infiammazioni sistemiche. 

In tale contesto, un precedente studio del gruppo di Widlansky aveva già dimostrato che l’assunzione di Lactobacillus plantarum 299v risultava in una migliore funzionalità endoteliale vascolare, ridotti livelli di interleuchine 8 e 12 e maggiore produzione di acido propionico in pazienti affetti da coronaropatia. 

L’ipotesi avanzata dai ricercatori suggeriva un probabile effetto antinfiammatorio sistemico dovuto al probiotico. 

Lo studio sul Lactobacillus plantarum 299v

Per dimostrare ciò, il gruppo di ricerca ha selezionato 15 uomini affetti da coronaropatia stabile, con età compresa tra i 56 e i 70 anni, e assunzione di alcol non superiore a poche volte a settimana (gruppo non-DAU, Daily Alcohol Users) e 4 pazienti, che riportavano un consumo quotidiano di alcol (gruppo DAU) e che sono stati separati dalle analisi principali. 

Per valutare l’effetto antinfiammatorio del Lactobacillus plantarum 299v, i ricercatori hanno somministrato a entrambi i gruppi di studio 20 miliardi CFU (unità formanti colonie) del probiotico per sei settimane, per poi valutarne l’effetto su diversi parametri.

Lactobacillus plantarum 299v ha comportato un miglioramento dei parametri di rischio cardiovascolare e di risposta infiammatoria. Il rischio vascolare è stato valutato registrando la dilatazione flusso-mediata dell’arteria brachiale. 

I ricercatori hanno notato un aumento significativo di tale parametro post-trattamento con il probiotico, un dato consistente con quanto già dimostrato in precedenza.

Per quanto riguarda la risposta infiammatoria, gli studiosi hanno notato una diminuzione dei livelli delle principali interleuchine (IL-8, IL-12) e della leptina.

Tali risultati dimostrano, nel complesso, un miglioramento delle condizioni cliniche dei 15 pazienti presi in esame.

È stato inoltre osservato che Lactobacillus plantarum 299v induce un cambiamento nel trascrittoma di cellule mononucleate del sangue periferico. 

Il plasma prelevato dai 15 soggetti del gruppo principale di studio è stato incubato con cellule mononucleate del sangue periferico per evidenziare possibili effetti sul trascrittoma. I ricercatori hanno notato un cambiamento nell’espressione di più di 1.300 geni che, tramite utilizzo di software e database specifici, hanno permesso di evidenziare in particolare quanto segue:

  • Un significativo effetto antinfiammatorio sistemico, tramite downregolazione dei pathway indotti da IL-1β e TNF-α, degradazione del triptofano e upregolazione della subunità alfa del recettore per IL-10.
  • Soppressione della risposta immunitaria innata, tramite attivazione dei recettori toll-like.
  • Soppressione della risposta immunitaria adattiva, tramite linfociti T regolatori CD4+.
  • Sottoespressione dei geni GBP1, JAK2 e TNFSF10, risultati essere inversamente correlati a cambiamenti della dilatazione flusso-mediata dell’arteria brachiale. Rimane tuttavia da capire il coinvolgimento di tali geni in disfunzioni dell’endotelio vascolare.

Infine è stato osservato che il consumo quotidiano di alcol previene gli effetti benefici del Lactobacillus plantarum 299v.

Lo studio del trascrittoma di cellule mononucleate del sangue periferico è stato esteso anche ai 4 soggetti che riportavano un consumo quotidiano di alcol. In questo caso, si è purtroppo notata una significativa diminuzione degli effetti antinfiammatori apportati dal probiotico.

Tale risultato necessita comunque di approfondimenti con un gruppo di pazienti ben più corposo e variegato, in modo da ottenere dati più attendibili e statisticamente significativi.

Conclusioni

In conclusione, si può affermare che il probiotico Lactobacillus plantarum 299v ha dimostrato di avere un potente effetto antinfiammatorio sistemico e di portare a regolazione della risposta immunitaria in pazienti affetti da coronaropatia stabile, in assenza di consumo quotidiano di alcol.

L’utilizzo di questo probiotico nella pratica clinica potrebbe quindi rappresentare, in futuro, un valido coadiuvante delle terapie farmacologiche attualmente in uso.