In questa intervista, Marika Falcone dell’Ospedale San Raffaele di Milano ha approfondito il ruolo del microbiota intestinale nella regolazione del sistema immunitario e nel possibile sviluppo delle malattie autoimmuni extraintestinali.
Se in passato l’attenzione era concentrata soprattutto sulle malattie infiammatorie croniche intestinali, oggi emerge con sempre maggiore chiarezza come l’intestino rappresenti un nodo centrale nella modulazione dei linfociti T coinvolti in patologie come la sclerosi multipla e il diabete di tipo 1.
La ricerca si sta concentrando sui meccanismi attraverso cui il microbiota influenza l’attivazione e l’aggressività dei linfociti autoreattivi, anche attraverso i metaboliti prodotti a livello intestinale, che possono favorire la migrazione di queste cellule verso i tessuti periferici bersaglio, come il sistema nervoso centrale e le isole pancreatiche. Comprendere questi processi è fondamentale per aprire nuove prospettive cliniche: l’obiettivo futuro è modulare il microbiota intestinale per prevenire la malattia o migliorarne il decorso, anche intervenendo nei pazienti che non rispondono alle terapie immunoregolatorie. In quest’ottica, il microbiota potrebbe diventare non solo un biomarcatore di risposta terapeutica, ma anche un vero bersaglio terapeutico nelle principali malattie autoimmuni.








