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Cirrosi: sviluppo di epatocarcinoma potrebbe dipendere dal microbiota intestinale

I ricercatori del Policlinico Gemelli di Roma hanno recentemente pubblicato uno studio sulla correlazione tra microbiota intestinale e sviluppo di epatocarcinoma in pazienti affetti da cirrosi epatica. La cirrosi epatica, infatti, può innescare modifiche nel microbiota intestinale che possono riflettersi sulla progressione della malattia stessa e sul peggioramento di alcuni outcome clinici. Uno di questi è lo sviluppo di noduli tumorali a livello del fegato.

Al MIBIOC, il primo congresso internazionale sul rapporto tra microbiota e cancro, promosso dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, abbiamo incontrato Francesca Ponziani, autrice dello studio in questione. Ecco cosa ci ha detto.

«Questo studio è stato svolto in collaborazione con l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Siamo partiti dal valutare in che modo l’infiammazione derivata dall’intestino potesse influenzare lo sviluppo di tumore del fegato. Dal nostro studio abbiamo evidenziato che i pazienti con cirrosi ed epatocarcinoma avevano una spiccata infiammazione a livello del microambiente intestinale, un aumento della permeabilità intestinale e della traslocazione batterica rispetto ai controlli sani. In questi pazienti in particolare abbiamo osservato una riduzione di specie batteriche benefiche come Bifidobacterium e Akkermansia, con un conseguente maggiore stimolo infiammatorio a livello dell’intestino. Abbiamo identificato anche cellule circolanti derivanti dal sistema immunitario, ma di fenotipo soppressorio più che infiammatorio e stimolatorio. Ciò significa che probabilmente in questi pazienti l’infiammazione derivante dall’intestino e la permeabilità intestinale possono svolgere un ruolo molto particolare, ovvero quello di stimolare continuamente il sistema immunitario che dopo un certo lasso di tempo entra in stand by. Un condizione che “addormenta” la risposta infiammatoria contro i tumori.»

«Di converso – conclude Ponziani – anche l’infiammazione derivante dall’intestino esercita un effetto diretto di tipo oncogenico a livello epatico e quindi tutti questi meccanismi possono essere coinvolti nell’aumentare il rischio di sviluppare epatocarcinoma nei pazienti con cirrosi epatica.»

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