L. reuteri LMG P-27481: un nuovo candidato per modulare barriera e infiammazione

Durante il Congresso Probiotics, Prebiotics and New Foods, che si è tenuto a settembre a Roma, Microbioma.it ha intervistato Veronica Ojetti, dell’Ospedale San Carlo di Nancy. 

Nell’intervista vengono presentati i risultati di uno studio pilota monocentrico che ha valutato l’impatto di Limosilactobacillus reuteri LMG P-27481 sul microbiota intestinale e su alcuni indicatori di funzione di barriera in soggetti sani. Il ceppo, brevettato e caratterizzato da un profilo di sicurezza favorevole (assenza di trasmissione plasmidica e sensibilità agli antibiotici) e da potenziali proprietà antinfiammatorie con incremento di interleuchina-10, è stato somministrato in gocce (5 al giorno) per 28 giorni consecutivi. Sono stati arruolati 20 volontari sani (10 uomini e 10 donne, età mediana circa 35 anni) presso l’Ospedale San Carlo di Nancy di Roma, con raccolta di campioni fecali e compilazione di questionari sui sintomi gastrointestinali all’arruolamento, al termine del trattamento e dopo 14 giorni di follow up dalla sospensione. 

Dopo 28 giorni, Ojetti riferisce una riduzione della permeabilità intestinale e un miglioramento dell’effetto barriera, in linea con evidenze precedenti sul ruolo di L. reuteri nella modulazione della permeabilità. Tuttavia, a 14 giorni dalla sospensione, tali parametri tendevano a rientrare verso i valori basali, fenomeno interpretato come espressione della resilienza del microbiota. Sul versante funzionale, viene segnalato un incremento della produzione di acidi grassi a corta catena, in particolare di butirrato, con un aumento riportato dal 10% al 40% dopo trattamento, coerente con un potenziale effetto antinfiammatorio e di supporto alla barriera; anche questo outcome tendeva a ridursi nel follow up. Vengono inoltre menzionati cambiamenti su specifici taxa e un aumento del triptofano, elemento che si inserirebbe nelle ipotesi sul possibile profilo “psicobiotico” di L. reuteri

Sul piano clinico-sintomatologico, pur in una popolazione sostanzialmente asintomatica, Ojetti indica miglioramenti significativi su gonfiore addominale e sensazione di aria/gas, con segnali di normalizzazione dell’alvo: incremento delle evacuazioni nei soggetti con stipsi e riduzione delle scariche in chi riferiva alvo più frequente. Nel complesso, i dati preliminari dello studio pilota suggeriscono effetti benefici, ma potenzialmente transitori, indicando la necessità di ricerche  più ampie e di strategie di somministrazione più prolungate o cicliche per valutare la persistenza dei benefici nel tempo.

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