Una persona presenta confusione mentale e un tasso di alcol nel sangue elevato, ma sostiene di non aver bevuto. Tra le possibili spiegazioni, rarissime, c’è la auto-brewery syndrome, o sindrome da fermentazione intestinale. William Fusco, gastroenterologo del Policlinico Gemelli di Roma, ne ha parlato agli IBS Days di Bologna, sottolineando che per riconoscerla bisogna anzitutto conoscerne l’esistenza.
In questa condizione, batteri o funghi presenti nell’intestino fermentano gli zuccheri introdotti con la dieta e producono etanolo, che passa nel sangue. Il risultato può somigliare a un’intossicazione da alcol assunto dall’esterno, con conseguenze anche per il fegato e il rischio che i sintomi vengano attribuiti erroneamente al consumo di bevande alcoliche.
La diagnosi, spiega Fusco, è complessa e non segue ancora una metodica pienamente standardizzata. Quando il sospetto clinico è fondato, si può valutare l’andamento dell’etanolemia dopo l’assunzione controllata di glucosio. Individuare se la fermentazione è sostenuta da funghi o batteri permette poi di orientare il trattamento, rispettivamente con antimicotici o antibiotici.
