Dal microbioma al colesterolo: le evidenze cliniche su LRC™ per la salute cardiometabolica dopo i 40 anni

Lactobacillus reuteri NCIMB 30242, identificato da Novonesis come LRC™, è un ingrediente clinicamente studiato per alcuni parametri rilevanti nella costruzione della healthy longevity.

Una nuova lettura post-hoc dei dati clinici su Lactobacillus reuteri NCIMB 30242, identificato da Novonesis come LRC™, concentra l’attenzione sui soggetti con più di 40 anni. La riduzione del colesterolo totale e l’aumento della vitamina D osservati in questo sottogruppo aprono una prospettiva interessante per lo sviluppo di soluzioni nutraceutiche dedicate alla salute cardiometabolica nella mezza età.

Un recente articolo pubblicato su Microbioma.it aveva analizzato LRC™ soprattutto come possibile candidato per il supporto della salute cardiovascolare, soffermandosi sull’attività della idrolasi dei sali biliari, sulla riduzione dell’assorbimento degli steroli e sugli effetti osservati sul profilo lipidico e sulla 25-idrossivitamina D. 

La nuova prospettiva sposta il baricentro dall’effetto sul singolo biomarcatore alla fase della vita nella quale quell’effetto potrebbe acquisire maggiore rilevanza. L’attenzione si concentra infatti sugli adulti sopra i 40 anni, un segmento nel quale iniziano spesso a emergere i primi segnali di alterazione metabolica e, contemporaneamente, cresce l’interesse verso strategie di healthy aging e mantenimento della salute nel lungo periodo.

Non si tratta, quindi, di attribuire a LRC™ un effetto “anti-age” o di presentarlo come un probiotico capace di prolungare la vita. Il punto è piuttosto comprendere se un ceppo documentato per il suo impatto su colesterolo e vitamina D possa trovare spazio all’interno di una proposta più ampia di healthy longevity, rivolta a persone che vogliono preservare funzionalità, autonomia e benessere prima che l’invecchiamento sia associato a una condizione di fragilità.

La healthy longevity comincia prima della terza età

Il concetto di healthy longevity supera la semplice estensione della durata della vita. La Banca Mondiale lo associa al mantenimento di un buon funzionamento fisico, cognitivo e sociale lungo il corso dell’esistenza, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’invecchiamento in salute come il processo attraverso il quale viene sviluppata e mantenuta la capacità funzionale necessaria al benessere in età avanzata.

Questa impostazione ha conseguenze rilevanti anche per il mercato degli integratori. Il consumatore della healthy longevity non coincide necessariamente con il consumatore anziano. Può essere una persona di 40 o 50 anni ancora attiva, che non percepisce sé stessa come “senior”, ma che comincia a osservare cambiamenti nei valori di colesterolo, nella composizione corporea, nei livelli di energia o nei parametri metabolici.

Alcune indagini di mercato indicano che, negli Stati Uniti, la consapevolezza relativa all’healthy aging inizia spesso proprio intorno ai 40 anni, talvolta in seguito alla comparsa di valori elevati di colesterolo o di altri parametri cardiovascolari. Si registra inoltre un aumento progressivo, con l’età, della consapevolezza riguardo a ipercolesterolemia, ipertensione e rischio cardiovascolare. 

Il passaggio dei 40 anni non rappresenta naturalmente un interruttore biologico. Il rischio cardiometabolico si costruisce molto prima. Uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology ha mostrato che sia i livelli di LDL a 40 anni sia l’esposizione cumulativa al colesterolo LDL tra i 18 e i 40 anni risultano associati al successivo rischio di eventi cardiovascolari. 

Dal punto di vista del mercato, tuttavia, la mezza età può rappresentare un momento decisivo: il rischio non nasce a 40 anni, ma è spesso in questa fase che il consumatore diventa maggiormente disposto a intervenire.

Cosa emerge dall’analisi post-hoc negli over 40

I dati di partenza derivano dallo studio randomizzato, multicentrico, in doppio cieco e controllato con placebo pubblicato nel 2012, nel quale 127 adulti tra 20 e 75 anni, con livelli di colesterolo moderatamente superiori alla norma, hanno assunto per nove settimane L. reuteri NCIMB 30242 oppure placebo.

Nel campione complessivo, il consumo del probiotico era stato associato a riduzioni significative del colesterolo LDL, del colesterolo totale, del colesterolo non-HDL e dell’apolipoproteina B-100. Una successiva analisi post-hoc, pubblicata nel 2013, aveva inoltre rilevato un aumento medio della 25-idrossivitamina D circolante rispetto al placebo. 

Novonesis introduce un’ulteriore segmentazione dei risultati, isolando i dati relativi a 90 partecipanti con più di 40 anni.

In questo sottogruppo, il consumo di LRC™ è stato associato a una differenza relativa del colesterolo totale rispetto al placebo pari a −8,6% dopo sei settimane e a −7,2% dopo nove settimane. Le differenze risultavano statisticamente significative, rispettivamente con valori di p pari a 0,001 e 0,004.

Per quanto riguarda la vitamina D, dopo nove settimane il gruppo LRC™ ha mostrato una differenza relativa di circa +25% rispetto al placebo, con un valore di p inferiore a 0,05. L’intervento prevedeva due capsule al giorno, con una potenza nominale di 2,5 miliardi di unità formanti colonia per capsula.

La coerenza con i risultati osservati nel campione complessivo rende il dato interessante, soprattutto perché riguarda una popolazione nella quale la gestione del colesterolo e dello stato vitaminico tende ad assumere una maggiore rilevanza. 

Colesterolo e vitamina D: un doppio territorio di differenziazione

La rilevanza commerciale di LRC™ deriva anche dalla possibilità di costruire uno storytelling scientifico che non ruota intorno a un unico parametro.

Per il colesterolo, il razionale biologico è legato all’attività dell’idrolasi dei sali biliari, o BSH. Il ceppo è in grado di deconiugare i sali biliari nell’intestino, un processo che può ridurre il riassorbimento degli acidi biliari e degli steroli alimentari e biliari. L’organismo è quindi chiamato a utilizzare una maggiore quantità di colesterolo per sintetizzare nuovi acidi biliari, contribuendo al miglioramento del profilo lipidico osservato nello studio clinico. 

Il dato sulla vitamina D aggiunge un secondo elemento, ma richiede una comunicazione più prudente. L’aumento osservato riguarda la concentrazione circolante di 25-idrossivitamina D e non implica che il microrganismo produca direttamente vitamina D. I meccanismi alla base del fenomeno non sono stati ancora definitivamente chiariti e potrebbero coinvolgere la disponibilità intestinale dei lipidi, il metabolismo degli acidi biliari, processi di assorbimento o altri effetti metabolici e infiammatori. 

Allo stesso modo, né la riduzione del colesterolo totale né l’aumento della 25-idrossivitamina D dimostrano, da soli, che il ceppo riduca gli eventi cardiovascolari o migliori direttamente la longevità. Gli studi disponibili hanno misurato biomarcatori intermedi durante un periodo di nove settimane, non endpoint clinici o funzionali di lungo termine.

Il valore della nuova angolatura sta quindi nel collegare questi biomarcatori a una strategia di mantenimento della salute nella mezza età, senza trasformarli in una promessa di prevenzione delle malattie o di prolungamento della vita.

Dall’ingrediente alla piattaforma healthy longevity

Per le aziende nutraceutiche, il sottogruppo over 40 consente innanzitutto di definire con maggiore precisione il pubblico potenziale. Non più soltanto persone con un problema di colesterolo già riconosciuto, ma adulti tra i 40 e i 65 anni interessati a un approccio proattivo alla salute cardiometabolica.

Questo target può essere raggiunto attraverso una comunicazione diversa da quella tradizionalmente associata alla terza età. Il messaggio può concentrarsi sul mantenimento delle proprie abitudini, della vitalità e della capacità di continuare a svolgere le attività considerate importanti, inserendo la salute cardiovascolare all’interno di una visione più ampia di autonomia e benessere futuro.

LRC™ permette inoltre di unire tre territori di innovazione: microbioma, metabolismo lipidico e healthy aging. Questa convergenza può differenziare il ceppo sia dai probiotici generalisti, ancora prevalentemente legati al benessere digestivo, sia dagli ingredienti tradizionalmente utilizzati nelle formulazioni per il controllo del colesterolo.

Dal punto di vista formulativo, Novonesis riporta per la soluzione in capsula una potenza dichiarata a fine shelf life e una stabilità fino a 24 mesi a 25 °C. L’azienda indica inoltre opportunità applicative in capsule vegetali, compresse masticabili, stick e shot, oltre alla possibilità di sviluppare blend probiotici. L’estensione a formati diversi dalla capsula clinicamente studiata richiede comunque una verifica specifica della stabilità, della dose effettivamente erogata e della corrispondenza con le condizioni d’uso documentate.

Evidenze cliniche per un nuovo posizionamento cardiometabolico

Nei partecipanti con più di 40 anni, LRC™ ha mostrato risultati quantitativamente rilevanti: rispetto al placebo, il colesterolo totale si è ridotto dell’8,6% dopo sei settimane e del 7,2% dopo nove settimane, mentre la 25-idrossivitamina D circolante è aumentata di circa il 25% al termine dell’intervento. È soprattutto questa combinazione di risultati clinici, insieme al razionale legato al metabolismo degli acidi biliari, a sostenere il possibile posizionamento del ceppo nel supporto della salute cardiometabolica dalla mezza età.

LRC™ può quindi essere presentato non genericamente come un “probiotico della longevità”, ma come un ingrediente clinicamente studiato per alcuni parametri rilevanti nella costruzione della healthy longevity. La nuova analisi individua quindi un pubblico più preciso — gli adulti sopra i 40 anni — disegna un collegamento tra microbioma, metabolismo del colesterolo e gestione proattiva della salute nel lungo periodo.

Contenuto realizzato con la sponsorizzazione non condizionante di Novonesis

Bibliografia

Novonesis. Heart health, cholesterol & related markers. L. reuteri, LRC™. Materiale B2B, 2026.

Jones ML, Martoni CJ, Prakash S. Cholesterol lowering and inhibition of sterol absorption by Lactobacillus reuteri NCIMB 30242: a randomized controlled trial. Eur J Clin Nutr. 2012;66:1234-1241. doi: 10.1038/ejcn.2012.126.

Jones ML, Martoni CJ, Prakash S. Oral supplementation with probiotic L. reuteri NCIMB 30242 increases mean circulating 25-hydroxyvitamin D: a post hoc analysis of a randomized controlled trial. J Clin Endocrinol Metab. 2013;98:2944-2951. doi: 10.1210/jc.2012-4262.

Domanski MJ, Tian X, Wu CO, et al. Time Course of LDL Cholesterol Exposure and Cardiovascular Disease Event Risk. J Am Coll Cardiol. 2020;76:1507-1516. doi: 10.1016/j.jacc.2020.07.059.

World Bank. Unlocking the Power of Healthy Longevity: Demographic Change, Non-communicable Diseases, and Human Capital. 2024.

World Health Organization. Healthy ageing and functional ability.

Contenuto realizzato con la sponsorizzazione non condizionante di Novonesis

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