Mesalantis, Giuliani lancia il probiotico Bifidobacterium longum 35624®

Un integratore rivolto al riequilibrio del microbiota intestinale in un ambito clinico ad alta rilevanza come la sindrome dell’intestino irritabile.

Giuliani amplia la propria offerta nell’area della salute intestinale con Mesalantis, integratore alimentare a base del ceppo probiotico Bifidobacterium longum ssp. longum 35624®, rivolto al riequilibrio del microbiota intestinale in un ambito clinico ad alta rilevanza come la sindrome dell’intestino irritabile, o IBS. 

Il lancio si inserisce in una fase in cui il mercato dei probiotici è sempre più orientato verso soluzioni ceppo-specifiche, supportate da evidenze cliniche e posizionate non più genericamente sul “benessere intestinale”, ma su aree di bisogno più definite.

Un posizionamento centrato sulla ceppo-specificità

Il “cuore” di Mesalantis è Bifidobacterium longum ssp. longum 35624®, ceppo depositato come NCIMB41003 e isolato originariamente dalle feci di un neonato sano. Ogni capsula contiene 1 miliardo di UFC; la posologia indicata è di una capsula al giorno con un bicchiere d’acqua. La confezione è da 30 capsule, senza glutine, naturalmente priva di lattosio e adatta anche a persone che seguono un regime alimentare vegano. Il marchio 35624 è un trademark di Novonesis Group.

Il messaggio scientifico è chiaro: nel campo dei probiotici non è sufficiente ragionare a livello di specie batterica. Le evidenze devono essere attribuite al singolo ceppo, perché attività metaboliche, capacità di interazione con l’ospite e possibili effetti clinici non sono automaticamente trasferibili da un ceppo all’altro. È un passaggio rilevante anche dal punto di vista del mercato, perché sposta la competizione dalla semplice e generica presenza di “bifidobatteri” alla qualità del razionale scientifico, della documentazione clinica e della coerenza tra ceppo, dose e area d’impiego.

La coerenza tra ceppo specificicità e area d’impiego: B. longum35624®

L’associazione tra la sindrome dell’intestino irritabile e la presenza di disbiosi, con conseguente disturbo della comunicazione lungo l’asse microbiota-intestino-cervello, risulta un aspetto clinico ad oggi consolidato. Le attuali linee guida nazionali e internazionali confermano un beneficio derivante dall’uso dei probiotici in tale ambito, tuttavia, ne resta limitata la raccomandazione. Una delle principali cause di questo approccio è determinata dalla presenza nel mercato di numerosi probiotici con caratteristiche ceppo-specifiche troppo diverse tra loro. Tale diversità, risulta amplificata dalla struttura e dai parametri analizzati negli studi clinici che ne vogliono comprovare l’efficacia. In questo panorama, risulta funzionale individuare dei parametri standard di miglioramento clinico della sindrome dell’intestino irritabile, come una riduzione dell’IBS Severity Symptom Score di 50 punti, e definire clinicamente l’efficacia del singolo ceppo, per un suo uso standardizzato e razionale.

La scelta Giuliani di inserirsi nel mercato dei probiotici, con B. longum 35624®, è coerente con la filosofia aziendale di offrire risposte concrete ai bisogni del paziente gastroenterologico. Infatti, B. longum 35624®, trova spazio nella sindrome dell’intestino irritabile, poiché esistono diversi studi clinici su questo ceppo che valutano l’IBS-SSS stabilendo un cut-off uniforme di significatività clinica, offrendo una coerenza dei risultati che dimostrano con almeno 4 studi clinici un significativo miglioramento clinico in più del 60% dei 448 pazienti valutati, tra adulti e pediatrici.

Un lancio che riflette l’evoluzione del mercato dei probiotici

Con Mesalantis, Giuliani entra in un segmento in cui la domanda di soluzioni probiotiche appare sempre meno generalista. La comunicazione del prodotto non punta infatti su un concetto indistinto di equilibrio intestinale, ma su un ceppo specifico, su un target clinico definito e su una letteratura che collega microbiota, sintomi dell’IBS, risposta immunitaria intestinale e asse intestino-cervello.

Per il medico, questo approccio può facilitare una lettura più razionale del ruolo dei probiotici nella gestione integrata dell’IBS, fermo restando che il trattamento della sindrome dell’intestino irritabile richiede un inquadramento personalizzato, basato sul sottotipo clinico, sulla gravità dei sintomi, sull’eventuale presenza di fattori psicologici o dietetici e sull’esclusione dei segni d’allarme.

Il lancio di Giuliani conferma una tendenza ormai evidente nel settore dei biotici: il valore di un prodotto non dipende soltanto dalla categoria “probiotico”, ma dalla capacità di costruire un posizionamento credibile attorno a un ceppo identificato, una dose documentata, un’area d’impiego coerente e un corpus di evidenze aggiornato. In questo scenario, Mesalantis si presenta come una nuova proposta per l’area dell’IBS, con un claim centrato sulla salute intestinale e un razionale scientifico che guarda alla modulazione del microbiota come parte della più ampia fisiopatologia dell’asse intestino-cervello.


Fonti

O’Mahony L, et al. Lactobacillus and Bifidobacterium in Irritable Bowel Syndrome: Symptom Responses and Relationship to Cytokine Profiles. Gastroenterology. 2005;128:541–551.

Sabaté JM, Iglicki F. Effect of Bifidobacterium longum 35624 on disease severity and quality of life in patients with irritable bowel syndrome. World Journal of Gastroenterology. 2022;28(7):732–744.

Lenoir M, et al. An 8-Week Course of Bifidobacterium longum 35624® Is Associated with a Reduction in the Symptoms of Irritable Bowel Syndrome. Probiotics and Antimicrobial Proteins. 2025;17:315–327.

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