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Tumore del fegato, modulare il microbiota intestinale per favorire recupero dopo resezione chirurgica

I risultati di un recente studio suggeriscono che modulare il microbiota intestinale nei pazienti con carcinoma epatico può migliorare gli esiti della chirurgia.
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Tumore del fegato, modulare il microbiota intestinale per favorire recupero dopo resezione chirurgica

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Stato dell’arte
Il carcinoma epatocellulare è il tipo più comune di carcinoma epatico primario ed è la terza causa di morte per tumore. Un approccio terapeutico comune per i pazienti con carcinoma epatico in fase iniziale è la chirurgia. Tuttavia, il recupero della funzione epatica dopo l’intervento chirurgico può richiedere tempi lunghi.

Cosa aggiunge questa ricerca
I ricercatori hanno analizzato la funzione epatica e la composizione del microbiota intestinale in un gruppo di pazienti con carcinoma epatico sottoposti a un intervento di resezione. Dai dati ottenuti è emerso che Bifidobacterium longum è assente nei pazienti con tempi di recupero della funzione epatica maggiori. Inoltre, il trasferimento di microbi intestinali da questi pazienti ai topi ha rallentato anche il loro recupero dopo un intervento al fegato, mentre il trattamento con B. Longum ha migliorato la funzione epatica e accelerato la ripresa. Anche nei pazienti che hanno ricevuto un cocktail di batteri probiotici, tra cui B. Longum, è stato riscontrato un recupero della funzione epatica più rapido rispetto ai controlli.

Conclusioni
I risultati suggeriscono che modulare il microbiota intestinale nei pazienti con carcinoma epatico può migliorare gli esiti della chirurgia.

Il carcinoma epatocellulare è il tipo più comune di carcinoma epatico primario e rappresenta la terza causa di morte per cancro. 

Recenti studi dimostrano che in pazienti con questa neoplasia il batterio intestinale Bifidobacterium longum può accelerare il recupero della funzione epatica dopo un intervento chirurgico. I risultati, pubblicati su Cell Host & Microbe, suggeriscono che modulare il microbiota intestinale nei pazienti con carcinoma epatico può migliorare gli esiti della chirurgia.

«Lo studio – affermano gli autori – ha consentito di identificare un trattamento in grado di migliorare il recupero della funzione epatica postoperatoria nei pazienti carcinoma epatocellulare sottoposti a resezione epatica».

Epatocarcinoma, recupero post intervento

L’intervento chirurgico per rimuovere il tumore, così come alcuni dei tessuti sani che lo circondano, è un approccio terapeutico comune in caso di tumore al fegato in stadio iniziale.

Tuttavia, il recupero postoperatorio della funzione epatica può richiedere tempi lunghi. 

I ricercatori guidati da Jingjing Yu della Huazhong University of Science and Technology a Wuhan, in Cina, hanno quindi deciso di analizzare la funzione epatica in oltre 600 persone con tumore al fegato sottoposte a un intervento chirurgico. 

Circa la metà dei partecipanti allo studio ha dimostrato un ritardo nel recupero della funzione epatica, meno probabilità di sopravvivere due anni dopo l’intervento chirurgico e livelli più elevati di batteri appartenenti ai generi Bifidobacterium, Holdemanella, Coprococcus e Dorea e alle famiglie Esipelotrichaceae e Christensenellaee. 

Dai dati ottenuti è emerso che Bifidobacterium ha contribuito in maniera più importante alla ripresa della funzione epatica; in particolare B. Longum è risultata la specie più abbondante nel microbiota dei pazienti con un normale recupero della funzione epatica.

«I nostri risultati indicano che l’arricchimento delle specie Bifidobacterium, in particolare B. Longum, è associato a una normale ripresa della funzione epatica nel periodo postoperatorio» 

Cocktail probiotico 

Il trasferimento ai topi di microbi intestinali da pazienti con tempi di recupero più lunghi ha rallentato nei roditori la ripresa della funzione epatica dopo un intervento di chirurgia, mentre il trattamento dei topi con B. Longum ha migliorato la funzione epatica e accelerato il recupero postoperatorio. 

Per convalidare questi risultati, i ricercatori hanno condotto una piccola sperimentazione clinica su 186 pazienti con tumore al fegato, metà dei quali ha ricevuto un cocktail di batteri probiotici, tra cui B. Longum, dopo un intervento epatico. 

In questo gruppo di pazienti i ricercatori hanno osservato un recupero epatico più rapido e maggiori probabilità di sopravvivere un anno dopo l’intervento chirurgico rispetto ai controlli.

Conclusioni

«Questi benefici, attribuibili a una riduzione dell’infiammazione e della fibrosi epatica e alla proliferazione degli epatociti, sono stati associati a cambiamenti in pathway metabolici chiave. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per chiarire i meccanismi molecolari attraverso i quali B. Longum migliora il recupero della funzione epatica», concludono i ricercatori.

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