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Oncologia: antibiotici riducono l’efficacia degli inibitori del checkpoint immunitario

Gli antibiotici possono compromettere la risposta all'immunoterapia, riducendo la sopravvivenza. Lo dimostra uno studio su JAMA Oncology.
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Oncologia: antibiotici riducono l’efficacia degli inibitori del checkpoint immunitario

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Stato dell'arte
L’esposizione ad antibiotici ad ampio spettro sembrerebbe influenzare la risposta a inibitori del checkpoint immunitario (ICI) in alcune forme tumorali (cancro del rene e del polmone non a piccole cellule). Meno chiari sono invece gli effetti in altre situazioni patologiche.
Cosa aggiunge questa ricerca
Scopo dello studio è stato valutare gli effetti di una terapia con antibiotici ad ampio spettro somministrata a 196 pazienti con diversi tipi di tumore, sia prima sia in contemporanea a ICI.
Conclusioni
In generale, il pre-trattamento antibiotico influisce negativamente sull’efficacia degli ICI, riducendo la sopravvivenza media e, di contro, incrementando il rischio di resistenza alla terapia oncologica.

In questo articolo

Indipendentemente dal tipo di tumore, il pre-trattamento con antibiotici ad ampio spettro compromette la risposta a farmaci inibitori del checkpoint immunitario (ICI), riducendo la sopravvivenza dei pazienti. Di contro, una co-somministrazione sembrerebbe non influire sulla loro efficacia.

Lo dimostra lo studio coordinato da David J. Pinato dell’Imperial College of London (UK), di recente pubblicato su JAMA Oncology.

Gli ICI si inseriscono tra le nuove opzioni di trattamento oncologico e sono utilizzati per vari tipi di tumore. La loro efficacia sembrerebbe tuttavia influenzata dalla componente batterica intestinale e perciò compromessa in caso di terapie con antibiotici ad ampio spettro. Dati a riguardo sono disponibili solo in caso di neoplasie renali o polmonari non a piccole cellule (NSCLC). Essendo il panorama oncologico molto più articolato, approfondire questo punto è quanto mai fondamentale per una corretta gestione clinica.

A tal proposito, i ricercatori inglesi hanno confrontato la risposta agli ICI di 196 pazienti colpiti da diverse forme tumorali (NSCLC n=119; melanoma n=38; altri n=39) pretrattati con antibiotici ad ampio spettro (pATB) o in terapia combinata (ICI + antibiotici; cATB).

Analizzando i dati clinici è emerso che:

  • a 189 pazienti (96%) sono stati somministrati farmaci PD/PD-L1 (anti-programmed cell death) come prima linea di trattamento
  • la sopravvivenza media è risultata pari a 14,6 mesi, la durata media di terapia con ICI di 3,3 mesi
  • il disease control rate (DCR) è risultato pari al 46%. Nel dettaglio, dei 196 pazienti, 2 hanno mostrato una completa risposta terapeutica (1%), 65 una risposta parziale (33%), 23 una condizione di stabilità (12%)
  • 29 pazienti hanno ricevuto beta-lattamici entro 30 giorni dall’inizio del trattamento ICI, 68 in co-somministrazione
  • le infezioni del tratto respiratorio sono risultate comuni in entrambi i gruppi (pATB n=16; cATB n=38) come del resto gli eventi avversi immuno-correlati
  • il gruppo pATB, ma non quello cATB, ha dimostrato una significativa diminuzione della sopravvivenza (HR 7,4 vs 0,9), oltre che un peggioramento degli indici di risposta al trattamento ICI e della progressione di malattia
  • l’associazione tra pATB e riduzione della sopravvivenza (OS) è risultata indipendente sia dall’antibiotico somministrato sia dalla tipologia tumore, registrando valori di 2,5 vs 26 mesi (NSCLC), 3,9 vs 14 mesi (melanoma) e 1,1 vs 11 mesi (altri) rispettivamente nel gruppo pATB e cATB.

In conclusione, il pre-trattamento antibiotico sembrerebbe quindi associato a una ridotta risposta a ICI nella cura di svariate condizioni tumorali. Ulteriori studi sono tuttavia necessari al fine di approfondire i meccanismi che stanno alla base di questa interazione, a quanto pare mediata dal microbioma.

Silvia Radrezza
Laureata in Farmacia presso l’Univ. degli Studi di Ferrara, consegue un Master di 1° livello in Ricerca Clinica all’ Univ. degli Studi di Milano. Borsista all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS dal 2017 al 2018, è ora post-doc presso Max Planck Institute of Molecular Cell Biology and Genetics a Dresda (Germania).

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