Durante la 13ma edizione del Probiotics, Prebiotics and New Foods Congress, Microbioma.it ha intervistato Lorenza Putignani, dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, per approfondire il tema della ricerca traslazionale nel campo del microbioma.
La ricerca traslazionale ha avuto un ruolo centrale nel progresso delle scienze del microbioma, soprattutto grazie al contributo dato alla standardizzazione delle piattaforme omiche, delle pipeline analitiche e delle procedure di laboratorio. Oggi, superata la fase puramente descrittiva, la sfida principale è trasformare le conoscenze sul microbioma in strumenti diagnostici e terapeutici realmente applicabili nella pratica clinica. In questa prospettiva, il sequenziamento di nuova generazione continua a rappresentare una risorsa fondamentale per definire la composizione ecologica delle comunità microbiche, ma viene sempre più affiancato da approcci basati sulla spettrometria di massa, che consentono una caratterizzazione funzionale più approfondita attraverso metabolomica e metaproteomica.
L’integrazione di questi livelli di analisi è essenziale per arrivare a una descrizione più completa del microbioma, capace di unire la dimensione ecologica e quella funzionale in un quadro interpretativo unico. Sebbene gran parte delle evidenze finora disponibili riguardi il microbioma intestinale, le prospettive future richiedono di estendere questi approcci standardizzati anche ad altri distretti, come il microbioma respiratorio e cutaneo. Rafforzare ulteriormente la standardizzazione metodologica sarà decisivo per costruire pipeline diagnostiche più solide, in grado di definire profili microbici mirati. Su queste basi sarà possibile sviluppare strategie terapeutiche sempre più precise, che includano la somministrazione di probiotici, le modifiche nutrizionali e il trapianto di microbiota fecale.
Nel complesso, la ricerca traslazionale si conferma come il ponte necessario tra innovazione di laboratorio e applicazione clinica del microbioma nella medicina di precisione.








