La ricerca sui probiotici in menopausa sta rapidamente passando da una domanda generale «il microbiota conta?» a una ben più utile per la pratica clinica: quali funzioni batteriche possono essere selezionate e quali benefici producono nelle donne?
Una combinazione di Levilactobacillus brevis KABP052, Lactiplantibacillus plantarum KABP051 e Pediococcus acidilactici KABP021 offre un esempio di questo approccio. Studiata prima per la sua capacità di influenzare il metabolismo degli estrogeni, è stata poi valutata in un trial dedicato ai sintomi e alla qualità di vita.
Il primo lavoro, coordinato da Shinichi Honda dei laboratori di ricerca di Kaneka Corporation in Giappone e pubblicato sul Journal of Medicinal Food, ha osservato concentrazioni di estrone ed estradiolo più elevate rispetto al placebo dopo 12 settimane. Nel secondo, pubblicato su Menopause, María Rodríguez-Palmero di AB-Biotics a Sant Cugat del Vallès, in Spagna, e colleghi hanno rilevato un miglioramento dei sintomi riferiti dalle partecipanti dopo tre mesi di assunzione.
Estroboloma, il punto di partenza
Il metabolismo degli estrogeni non segue un percorso a senso unico. Una parte viene coniugata nel fegato e raggiunge l’intestino attraverso la bile. Qui alcuni batteri, comunemente presenti nella donna in età fertile e scarsamente presenti nella donna in menopausa, producono un enzima, la β-glucuronidasi, che possiede la capacità di deconiugare gli estrogeni rendendone possibile il riassorbimento plasmatico ed il successivo utilizzo a livello degli organi bersaglio.
Al contrario, l’assenza di questa popolazione batterica nel microbiota intestinale comporta una maggior escrezione degli estrogeni circolanti
L’insieme delle attività microbiche coinvolte nel metabolismo estrogenico è noto come estroboloma.
La caratteristica interessante della combinazione studiata è la selezione dei ceppi in base alle loro funzioni. Esaminando in laboratorio 84 ceppi batterici, Honda e colleghi hanno identificato in L. brevis KABP052 una spiccata attività β-glucuronidasica e la capacità di deconiugare estrone ed estradiolo. L. plantarum KABP051 e P. acidilactici KABP021 sono stati inclusi nella formulazione perché capaci di controllare la flogosi intestinale e la sindrome dell’intestino iper-permeabile (leaky Gut) conferendo al preparato un’attività complementare e sinergica utile durante la menopausa.
Il razionale biologico è stato quindi messo alla prova in uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco controllato verso placebo, condotto su 115 donne giapponesi sane tra i 45 e i 55 anni in peri o postmenopausa. Dopo 12 settimane, i livelli circolanti di estrone ed estradiolo sono risultati significativamente superiori nel gruppo che ha assunto il probiotico rispetto al gruppo placebo, anche tenendo conto dell’età e dei valori ormonali iniziali. Durante il periodo osservato, i livelli estrogenici del gruppo probiotico si sono mantenuti più stabili, mentre quelli del gruppo placebo sono diminuiti.
Il trial fornisce così un primo riscontro nell’uomo a un’ipotesi nata dalla selezione funzionale dei ceppi.
Dai livelli ormonali ai sintomi quotidiani
La domanda successiva era quella più vicina all’esperienza delle donne: la stessa combinazione può accompagnarsi a un miglioramento percepibile durante la transizione menopausale?
Per approfondire questo aspetto, Rodríguez-Palmero e colleghi hanno condotto in Spagna uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo su 245 donne di 45–60 anni, in perimenopausa o nei primi anni di postmenopausa. Le partecipanti hanno assunto per tre mesi la combinazione dei tre ceppi, alla dose di un miliardo di UFC al giorno, oppure un placebo. Sintomi e qualità di vita sono stati valutati mediante questionari.
Il punteggio complessivo della Menopause Rating Scale II è migliorato in misura significativa nel gruppo probiotico rispetto al placebo. La differenza media globale è stata di un punto, con un risultato particolarmente evidente nel dominio somato-vegetativo. Anche la qualità di vita misurata con la scala Utian ha mostrato un miglioramento superiore nel gruppo probiotico.
Una nuova direzione per la ricerca clinica
I due studi costruiscono una sequenza interessante da tanti punti di vista: selezione di un ceppo per una funzione enzimatica, osservazione di un effetto sui livelli ormonali e successiva valutazione degli esiti riferiti dalle donne. È un modello di ricerca che può rendere più mirato lo sviluppo di probiotici per la menopausa.
In ogni caso, la prospettiva aperta da questi lavori è rivoluzionaria: il microbiota intestinale non è più solo un fattore che si modifica durante la transizione verso la menopausa, ma può rappresentare un possibile bersaglio di interventi selezionati e clinicamente verificati.
Contenuto realizzato in collaborazione con Laboratori Baldacci
Fonti
Supplementation with a Probiotic Formula Having β-Glucuronidase Activity Modulates Serum Estrogen Levels in Healthy Peri- and Postmenopausal Women. https://doi.org/10.1089/jmf.2023.k.0320
Efficacy of a probiotic formula in the management of menopausal symptoms and quality of life: a randomized controlled trial. https://doi.org/10.1097/GME.0000000000002871
Lactiplantibacillus plantarum (CECT7484 and CECT7485) and Pedioccoccus acidilactici (CECT7483) enhance actin cytoskeleton and CYP1A1 expression restoring epithelial permeability alterations induced by irritable bowel syndrome mediators. https://doi.org/10.1080/19490976.2025.2452235
