Antidepressivi più efficaci con il trapianto di microbiota intestinale? I risultati di uno studio clinico

La depressione è una condizione comune che influisce sull’umore, sul sonno, sull’appetito e sulla salute fisica. Sebbene il trattamento con i soli antidepressivi standard porti benefici a molti pazienti, una buona percentuale di chi ne fa uso non raggiunge la remissione completa. Di recente, un gruppo di ricercatori ha scoperto che combinare il trapianto di microbiota con un farmaco antidepressivo potrebbe aiutare i pazienti a migliorare più rapidamente.

I risultati, pubblicati su Cell Host & Microbe, suggeriscono che rimodellare il microbiota intestinale potrebbe aiutare gli antidepressivi ad agire più rapidamente ed efficacemente, probabilmente attraverso effetti sugli acidi biliari e sull’infiammazione.

Precedenti studi hanno dimostrato che i microbi intestinali influenzano le funzioni cerebrali e, di conseguenza, è stato ipotizzato che possano influire anche sulla risposta agli antidepressivi. Tuttavia, non era stato ancora chiarito se trattamenti basati sul microbiota intestinale potessero migliorare l’efficacia di questi farmaci.

Per rispondere a questa domanda, i ricercatori guidati da Jing Li della Capital Medical University di Pechino, in Cina, hanno verificato se il trapianto di microbiota fecale potesse migliorare l’efficacia di escitalopram, un antidepressivo standard.

Miglioramento più rapido

I ricercatori hanno suddiviso i 60 partecipanti in due gruppi, che hanno ricevuto rispettivamente un trapianto fecale o un placebo per 2 settimane e sono stati monitorati per le successive 8 settimane.

Sebbene il trapianto fecale non abbia migliorato il tasso di remissione all’ottava settimana, è stata riscontrata sia a 2 che a 8 settimane una riduzione del 50% dei punteggi di depressione in un numero maggiore di pazienti trattati rispetto al gruppo di controllo.

Il trapianto fecale potrebbe quindi aver potenziato l’effetto antidepressivo del farmaco, pur non migliorando il tasso di remissione.

Cambiamenti microbici

Il trapianto fecale è stato ben tollerato e le analisi hanno suggerito che i microbi del donatore hanno parzialmente colonizzato l’intestino dei riceventi. Inoltre, è stato osservato che dopo 2 settimane il trapianto fecale ha aumentato la diversità microbica e ha spostato le comunità intestinali dei riceventi verso una composizione più simile a quella del donatore, con una diminuzione di alcuni batteri correlati all’infiammazione.

Ulteriori analisi hanno suggerito che questi cambiamenti erano accompagnati da un aumento degli acidi biliari e da una riduzione dei segnali infiammatori, che potrebbero contribuire a spiegare il miglioramento dei sintomi depressivi.

«Sebbene lo studio non abbia raggiunto l’endpoint principale, ovvero la completa remissione dei sintomi, i risultati suggeriscono che il trapianto fecale potrebbe fornire una via sicura per migliorare l’efficacia di escitalopram attraverso la regolazione del metabolismo degli acidi biliari e dell’infiammazione mediata dal microbiota» concludono i ricercatori.

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