La bocca e l’intestino ospitano due delle comunità microbiche più ricche del corpo umano, entrambe correlate alla salute e alle malattie. Un nuovo studio conferma l’ipotesi che il microbiota umano non sia del tutto “personale” dimostrando la trasmissione di microbi tra persone che convivono e la loro migrazione tra la bocca e l’intestino.
I risultati, pubblicati su Cell Press Blue, suggeriscono inoltre un’elevata trasmissibilità interpersonale del microbioma orale tra i partner e un’associazione tra le specie intestinali altamente trasmissibili e le malattie cardiometaboliche.
Precedenti studi avevano già dimostrato che le comunità microbiche dell’organismo, in particolare quella orale e intestinale, non sono entità isolate, ma vengono continuamente rimodellate attraverso la trasmissione di microrganismi tra individui, soprattutto se conviventi. Tuttavia non erano ancora stati chiariti i meccanismi che regolano la trasmissione interindividuale dei microrganismi dei diversi distretti corporei e in che misura i microbi presenti nella bocca potessero trasferirsi all’intestino.
Per rispondere a queste domande, Vitor Heidrich dell’Università di Trento e i suoi colleghi hanno analizzato il microbiota di oltre 800 persone per analizzarei ceppi microbici che possono rivelare la trasmissione tra individui.
Microrganismi domestici
I ricercatori hanno osservato che i conviventi condividono tra loro un maggior numero di ceppi batterici presenti nel cavo orale e nell’intestino. La condivisione di microbi orali è risultata maggiore tra partner.
Il microbiota orale ha anche mostrato un maggiore ricambio di ceppi nel tempo rispetto al microbiota intestinale, anche se la composizione generale di entrambe le comunità è rimasta stabile. Il microbiota orale presentava anche una quota maggiore di specie altamente trasmissibili rispetto al microbiota intestinale, tra cui microbi che possono agire come patogeni opportunisti e specie che sono state associate al cancro del colon-retto.
Trasmissione microbica
Molte delle specie intestinali altamente trasmissibili all’interno delle famiglie sono state associate a una condizione di salute peggiore e in particolare al diabete di tipo 2.
Quando il team ha confrontato campioni prelevati dalla bocca e dalle feci delle stesse persone, solo una piccola frazione di specie microbiche è apparsa in entrambi i campioni. Tuttavia, quando la stessa specie veniva identificata sia nella bocca che nell’intestino, si trattava spesso dello stesso ceppo. Questi ceppi condivisi tendevano ad essere abbondanti nella bocca e rari nelle feci, il che suggerisce che molti di essi siano microbi orali che hanno raggiunto l’intestino attraverso la saliva che viene deglutita.
«I risultati delineano il potenziale dell’analisi ad alta risoluzione della condivisione dei ceppi nello stabilire un quadro di riferimento per comprendere come le interazioni umane e le caratteristiche microbiche si combinano tra loro per determinare la trasmissione del microbiota e le sue conseguenze per la salute umana» concludono i ricercatori.
