Neonati: svezzamento fondamentale per lo sviluppo del microbiota intestinale

La colonizzazione microbica dell’intestino umano inizia alla nascita. Alterazioni del microbiota intestinale nei primi anni di vita possono avere un impatto a lungo termine sulla salute. Un recente studio rafforza l’ipotesi che lo sviluppo del microbiota intestinale del neonato è influenzato da fattori come la modalità del parto, la dieta e l’uso di antibiotici.

I risultati, pubblicati su Nature Medicine, rivelano in particolare come la comunità dei microbi intestinali si evolva durante la prima infanzia, soprattutto durante fasi di transizione chiave come lo svezzamento.

Sebbene siano state ottenute numerose informazioni sulla composizione complessiva del microbiota intestinale del neonato, non è ancora chiaro come i singoli ceppi batterici si evolvano e si adattino. 

Per esempio, studi recenti dimostrano che alcuni ceppi batterici possono persistere nel microbiota intestinale del neonato in rapida evoluzione, ma non è ancora chiaro come mutazioni in specifici geni differiscano tra le specie batteriche e come rispondano ai cambiamenti dell’ambiente intestinale.

Per comprendere come le comunità microbiche si sviluppano e cambiano nel tempo, Sanjam Sawhney della Washington University School of Medicine di St. Louis, in Missouri, e i suoi colleghi hanno esaminato oltre 1.000 campioni di feci prelevati da 26 coppie di gemelli e dalle loro madri.

Comunità batteriche in evoluzione

I ricercatori hanno raccolto campioni di feci dei neonati dalla nascita fino all’età di otto anni. Dai risultati ottenuti è emerso che il microbiota dei neonati inizialmente differisce da quello degli adulti, con modelli di composizione batterica distinti nei primi anni di vita.

In particolare, è emerso che i neonati sono caratterizzati da un microbiota più diversificato rispetto alle loro madri e che il numero di ceppi batterici aumenta con la maturazione intestinale dalla nascita fino ai tre anni. Inoltre, alcuni batteri, tra cui Veillonella parvula e Bifidobacterium longum, sono risultati più comuni nei neonati, mentre altri, come Anaerostipes hadrus, erano più diffusi nelle madri.

Ulteriori analisi hanno dimostrato che la composizione del microbiota dei neonati varia a seconda dell’età ed è influenzata da fattori come la modalità di parto, l’uso di antibiotici e l’allattamento al seno o con latte artificiale. 

Nei neonati allattati al seno il microbiota passava più lentamente a forme simili a quelle degli adulti, mentre quello dei neonati alimentati con latte in formula si modificava più rapidamente. Il team ha inoltre individuato nove diversi tipi di microbiota, o enterotipi, correlati alla dieta.

Effetti a lungo termine

Ulteriori analisi hanno rivelato che il microbiota intestinale dei neonati accumula mutazioni più rapidamente di quello delle madri, soprattutto durante i primi nove mesi di vita. Un fattore chiave che determina questo fenomeno è lo svezzamento, che segna un cambiamento radicale nello sviluppo del microbiota.

I ceppi batterici che persistono durante lo svezzamento mostrano tassi di mutazione più elevati e presentano un numero maggiore di enzimi coinvolti nella scomposizione dei carboidrati, il che potrebbe essere correlato ai cambiamenti nella dieta. 

I ricercatori hanno inoltre osservato che dopo lo svezzamento il microbiota intestinale dei neonati inizia ad assomigliare maggiormente a quello delle madri.

I risultati evidenziano dunque come le prime fasi di alimentazione e di transizione, come lo svezzamento, possano avere effetti duraturi sul microbiota intestinale, con implicazioni per lo sviluppo del sistema immunitario e del metabolismo.

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