C’è un paradosso con cui ogni nutrizionista si confronta ormai quotidianamente: le informazioni su alimentazione e salute sono ovunque, ma orientarsi è diventato più difficile. La frammentazione delle fonti, la velocità dei social e l’ingresso dell’intelligenza artificiale generativa nel “campo di gioco” stanno cambiando non solo come le persone cercano risposte, ma anche da chi se le fanno spiegare.
È in questa cornice che si inserisce l’ottava edizione della Yakult Academy on Nutrition Communication, dedicata a “Social e nutrizione: strategie, tono di voce e AI per comunicare in modo efficace”, con iscrizioni aperte fino al 16 febbraio 2026 (ore 13.00) e un impianto didattico che promette di essere più interattivo, più pratico e più centrato sulle nuove abitudini digitali.
L’edizione 2026 parte da un dato di scenario che vale la pena prendere sul serio perché racconta un cambiamento culturale: in Italia la ricerca di informazioni su sintomi, malattie e terapie passa in misura crescente attraverso internet e strumenti di AI; e una quota rilevante di persone usa già l’AI generativa per informarsi sulla salute. In parallelo, però, emerge un segnale incoraggiante per chi lavora con metodo: i divulgatori professionisti – scienziati, ricercatori e docenti – vengono percepiti come le figure più affidabili rispetto a influencer, personaggi pubblici o istituzioni.
Per i nutrizionisti questo significa una cosa molto concreta: l’autorevolezza non è più “solo” una questione di curriculum o competenze cliniche. È anche capacità di tradurre correttamente le evidenze, scegliere il formato giusto, riconoscere i meccanismi della disinformazione e presidiare i canali in cui le persone si informano davvero. Ed è qui che un percorso formativo mirato sulla comunicazione digitale diventa, di fatto, una competenza professionale strategica.
Un corso post-laurea pensato per la pratica quotidiana
La Yakult Academy 2026 è presentata come un corso post-laurea progettato per fornire competenze di comunicazione digitale a chi opera nelle scienze della nutrizione e degli alimenti, con l’ambizione esplicita di contrastare la disinformazione in ambito scientifico e aiutare i professionisti a produrre contenuti chiari, accessibili e scientificamente corretti.
Il progetto è organizzato dal Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con la Scuola di Studi Superiori in Alimenti e Nutrizione dell’Università di Parma e con la Società Italiana di Nutrizione Umana, con il supporto incondizionato di Yakult Italia.
Un aspetto è la traiettoria delle edizioni precedenti: il corso ha già formato circa 200 professionisti, segno che esiste una domanda reale di strumenti “ponte” tra scienza e conversazione pubblica. E, soprattutto, il programma 2026 insiste su un equilibrio delicato: da un lato rigore e responsabilità, dall’altro padronanza dei linguaggi dei social, senza banalizzare i contenuti o rincorrere trend a tutti i costi.
Il cuore delle novità 2026 è il potenziamento del modulo dedicato all’intelligenza artificiale generativa, già introdotto nella precedente edizione e ora riproposto in chiave più pratica. L’obiettivo dichiarato è insegnare a sfruttare l’AI nel lavoro quotidiano per creare contenuti accurati e di qualità, in modo consapevole e strutturato.
Per un nutrizionista, “usare l’AI” non può tradursi in un copia-incolla di risposte ben scritte ma non verificabili. Significa, piuttosto, imparare a costruire prompt che obblighino il modello a rispettare fonti e limiti, a distinguere tra ipotesi e dati, a mantenere coerenza con le linee guida e con l’etica professionale. In altre parole: l’AI come strumento di efficienza e supporto editoriale, non come scorciatoia cognitiva. È un cambio di postura che richiede addestramento, perché la disinformazione non nasce solo dalla mala fede: spesso nasce da semplificazioni, fraintendimenti, conflitti di interesse non gestiti o dalla pressione a “pubblicare” più velocemente degli altri.
Lezioni, casi reali e linguaggi delle piattaforme
Il comunicato descrive un’edizione più dinamica: lezioni alternate a momenti interattivi, casi di studio e testimonianze dirette, con strumenti pensati per essere applicabili subito nella pratica professionale. Si esplorano le piattaforme più utilizzate in Italia, da Instagram a TikTok, lavorando su linguaggi, formati, tono di voce e codici comunicativi: dal post informativo ai video brevi, fino ai reel e all’uso strategico degli emoji.
Qui il punto non è “imparare a fare i creator”, ma capire come si costruisce comprensione in pochi secondi senza perdere accuratezza. Anche perché la nutrizione è un campo particolarmente esposto a promesse miracolistiche, messaggi polarizzati e scorciatoie narrative. Saper riconoscere questi meccanismi è spesso il primo passo per non subirli.
La community cresce: nasce il Progetto Alumni
Accanto alla didattica, l’edizione 2026 introduce un elemento di continuità: il Progetto Alumni, pensato per mantenere viva la community dei nutrizionisti formati negli anni, favorendo aggiornamento continuo, condivisione di esperienze e networking. La rete di alumni viene descritta come ormai consolidata e vicina ai duecento partecipanti complessivi.
In un’epoca in cui gli strumenti cambiano rapidamente, una community strutturata può diventare un “filtro” di qualità: un luogo in cui confrontare casi, discutere scelte comunicative, capire cosa funziona davvero senza scendere a compromessi con l’affidabilità.
L’incontro inaugurale è fissato per il 19 marzo 2026 alle 18.30 al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, con un intervento intitolato “Dentro il futuro: l’AI che cambia la salute” affidato a Iacopo Cricelli, imprenditore in ambito medico e fondatore e amministratore delegato di Genomedics. L’invito è rivolto sia agli iscritti 2026 sia agli ex partecipanti, coerentemente con l’idea di community e continuità.
Docenti e organizzazione: posti limitati, formula mista
La faculty indicata comprende Daniele Del Rio, Daniela Martini, Barbara Sgarzi, Antonella Losa e Arianna Rolandi.
Sul piano organizzativo, il corso è presentato come gratuito, a numero chiuso (20 iscritti), con modalità mista tra presenza ed e-learning. La sessione in presenza è prevista il 19 e 20 marzo 2026 a Milano, in Sala Biancamano, e al termine è previsto un attestato di partecipazione.
Perché interessa i nutrizionisti (anche quelli che “non amano i social”)
Il messaggio di fondo, al di là dell’evento in sé, è che la comunicazione digitale non è più un accessorio: è una parte del lavoro professionale. Può servire a intercettare bisogni reali, prevenire fraintendimenti, ridurre l’impatto delle fake news e costruire fiducia con pazienti e utenti. Ma richiede metodo: lo stesso rigore che si applica alle evidenze va tradotto in regole operative per contenuti, tono di voce, scelta delle fonti, gestione dell’AI e coerenza reputazionale tra online e offline.







