È stato pubblicato sulla rivista Hepatology Communications uno dei primi studi che indaga l’associazione tra il viroma intestinale e il disturbo da abuso di alcol.
Bernd Schnabl e il suo team di ricercatori della University of California a San Diego ha individuato le variazione dei virus presenti nell’intestino in condizioni di abuso di alcol e ha indagato le connessioni che questi batteriofagi hanno con il microbiota batterico.
Abuso di alcol e intestino
La malattia da abuso di alcol è una tra le maggiori cause di patologie epatologiche al mondo. Le conseguenze dell’abuso di alcol a livello epatico includono steatosi, steatoepatite, steatofibrosi e nei casi più gravi cirrosi. Tali condizioni possono migliorare autonomamente sospendendo l’assunzione di alcol per due settimane.
La patogenesi dei danni epatici provocati dall’alcol non è stata completamente compresa, ma si ritiene che cambiamenti del microbiota intestinale possano rappresentare un fattore di rischio aggiuntivo per la progressione della malattia.
Poco è però noto riguardo ai cambiamenti del viroma intestinale in pazienti con malattia da uso di alcol e come esso vari in relazione alla progressione, o remissione, della patologia.
In questo studio sono stati coinvolti 62 pazienti con una problematica di alcohol use disorder (AUD) e 16 controlli sani.
Sono emerse significative differenze soprattutto per ciò che riguarda il viroma, che include la popolazione di batteriofagi residenti nell’intestino.
In dettaglio, nei soggetti di controllo sono risultati essere significativamente più rappresentati i fagi che hanno come target Propionibacterium (n. 8), Enterobacteria (n. 5) e Salmonella, Lactobacillus, Cronobacter, Escherichia e Luconostoc (n. 5); mentre, nei soggetti con AUD sono risultati più abbondanti batteriofagi che hanno come target Streptococcus (n.1) e Lactococcus (n.2).
Effetti dell’astinenza
L’astinenza dall’alcol per due settimane riduce sensibilmente la steatosi epatica. Inoltre, è stato notato come il viroma intestinale sia differente tra controlli e pazienti AUD, ma anche tra pazienti AUD che assumono alcol e pazienti AUD che ne hanno interrotta l’assunzione.
In dettaglio, batteriofagi che hanno come target Lactococcus, Leunoctoc, Streptococcus spp, Propionibacterium e Lactobacillus spp sono risultati più abbondanti nei soggetti AUD in astinenza da alcol rispetto ai soggetti AUD che continuano ad assumere alcol.
Al contrario, fagi che hanno come bersaglio i Lattobacilli sono risultati significativamente diminuiti nei soggetti AUD che hanno sospeso l’assunzione di alcol rispetto a quelli che continuano a berne.
Sono state evidenziate delle differenze a livello di viroma intestinale anche in relazione alla progressione o non progressione della malattia epatica: fagi che hanno come target Enterobatteri e Lattococchi sono più abbondanti in pazienti con AUD e malattia epatica cronica.
Correlazione batteri-virus in pazienti con malattia epatica
Enterobacteria, Escherichia e Sterptococcus sono le sole specie batteriche che, in associazione con i batteriofagi che le hanno per target, hanno mostrato un’interazione statisticamente significativa.
In particolare, la correlazione tra Enterobatteri e i batteriofagi che li hanno per bersaglio aumenta progressivamente con l’aggravamento e la progressione della malattia epatica.
Al contrario, la correlazione tra fagi che hanno gli Streptococchi come bersaglio e tali batteri diventa progressivamente negativa con la progressione del danno epatico.
Conclusioni
In questo studio è stato valutato per la prima volta come la composizione del microbiota intestinale possa essere alterata attraverso l’interazione e le relazioni tra fagi e batteri e vice versa e come questo crosstalk possa essere modulato nel contesto e nella progressione della malattia da abuso di alcol.
È anche emerso come l’astinenza dall’alcol sia in grado ristabilire gli equilibri nel microbiota intestinale, facendo ipotizzare che la disbiosi indotta dall’uso di alcol sia reversibile.