Oncologia: microbiota dei tessuti tumorali coinvolto nello sviluppo di metastasi?

Uno studio recente indaga il ruolo del microbiota tumorale nella formazione di metastasi e nella progressione della malattia.
CONDIVIDI →
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Oncologia: microbiota dei tessuti tumorali coinvolto nello sviluppo di metastasi?

CONDIVIDI →
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Stato dell’arte
Il microbiota tumorale può influenzare la prognosi del paziente oncologico e la sua risposta al trattamento. Tuttavia, non è chiaro se il microbiota tumorale svolga un ruolo significativo nella progressione della malattia.

Cosa aggiunge questa ricerca
Mediante esperimenti su un modello murino di cancro al seno, i ricercatori hanno scoperto che durante la colonizzazione metastatica, i batteri intracellulari possono “viaggiare” attraverso il sistema circolatorio insieme alle cellule tumorali. Inoltre, sono in grado di modulare l’actina, un componente dello scheletro cellulare, e promuovere la sopravvivenza delle cellule tumorali. L’uso di antibiotici non ha influenzato la crescita iniziale del tumore, ma ha ridotto la formazione di metastasi polmonari. Infine, specifici ceppi batterici isolati dal microbiota tumorale hanno promosso la formazione di metastasi nei top
i.

Conclusioni
I risultati suggeriscono che il microbiota tumorale può svolgere un ruolo importante nello sviluppo delle metastas
i.

Diversi studi hanno dimostrato la presenza di microbi all’interno di diversi tipi di tumori, ma le loro funzioni biologiche rimangono poco chiare. 

Una nuova ricerca, pubblicata su Cell, suggerisce che il microbiota tumorale può promuovere la formazione di metastasi e la sopravvivenza delle cellule tumorali. I risultati indicano quindi che studi sulla modulazione del microbiota tumorale potrebbero contribuire alla ricerca in campo oncologico. 

I tumori non sono “sterili”

«Il nostro studio rivela che il comportamento delle cellule tumorali è controllato anche dai microbi presenti al loro interno e che, al contrario di quanto si riteneva in passato, i tumori non sono “sterili”»,  afferma l’autore dello studio Shang Cai, del Westlake Laboratory of Life Sciences and Biomedicine di Hangzhou, in Cina.

Peraltro sono sempre più numerose le evidenze secondo cui il microbiota tumorale può influenzare il rischio di sviluppare un cancro, la prognosi del paziente e la sua risposta al trattamento. 

Ciò che resta ancora da capire è se il microbiota tumorale svolga realmente un ruolo significativo nella progressione della malattia.

Per capire come il microbiota tumorale possa influenzare la progressione della malattia, Shang Cai e i suoi colleghi hanno analizzato un modello murino di cancro al seno.

Batteri che “dirottano” le cellule metastatiche

I ricercatori hanno rilevato nei topi diversi tipi di batteri, tra cui Staphylococcus, Enterococcus, Streptococcus e Lactobacillus, sia nei tessuti normali sia in quelli tumorali, ma in questi ultimi sono stati osservati livelli minori di microbi anaerobi.

I ricercatori hanno inoltre scoperto che all’interno delle cellule tumorali dei topi sono presenti numerosi batteri, incluse specie batteriche simili a quelle presenti nei tumori al seno umani.

Nelle fasi avanzate della malattia, i topi hanno sviluppato metastasi polmonari, la cui formazione è risultata associata alla presenza di uno specifico microbiota tumorale. 

Ciò suggerisce che i microbi intracellulari potrebbero essere coinvolti nello sviluppo di metastasi. 

Infatti, la scomparsa dei batteri intracellulari in seguito al trattamento con antibiotici ha ridotto la formazione di metastasi polmonari, ma non ha influenzato la crescita iniziale del tumore. 

I ricercatori hanno inoltre scoperto che i microbi intracellulari hanno “viaggiato” insieme alle cellule tumorali attraverso il sistema circolatorio durante il processo di metastatizzazione.

«I microbi potrebbero quindi “dirottare” le cellule tumorali, il che sottolinea l’ampio valore clinico della comprensione del ruolo della comunità microbica residente nel tumore nella progressione della malattia», afferma Shang Cai.

Modulare il microbiota per prevenire le metastasi?

Successivamente, i ricercatori hanno scoperto che i batteri sono in grado di modulare l’actina, un componente dello scheletro cellulare, aumentando così la “forza” delle cellule nei confronti dello stress meccanico a cui vanno incontro quando viaggiano nel flusso sanguigno. 

Questa maggiore resistenza allo stress può promuovere la sopravvivenza cellulare durante la progressione della malattia.

Inoltre, iniettando nel tumore primario dei topi specifici batteri, tra cui Staphylococcus xylosus e Lactobacillus animalis, i ricercatori hanno dimostrato che il microbiota tumorale può promuovere la formazione di metastasi. 

«Inizialmente siamo rimasti sorpresi dal fatto che livelli così bassi di batteri potessero esercitare un ruolo cruciale nella formazione di metastasi. Ciò che è ancora più sorprendente è che una sola iniezione di batteri può causare la metastatizzazione di un tumore che raramente si diffonde nel resto dell’organismo», afferma il ricercatore. 

Conclusioni

«Il microbiota intracellulare potrebbe quindi rappresentare un potenziale target per prevenire lo sviluppo delle metastasi in diversi tipi di cancro in fase iniziale, evitando così trattamenti successivi. Tuttavia, i risultati non indicano che l’uso di antibiotici porterà benefici ai pazienti oncologici, ma saranno necessari ulteriori studi per capire come modulare il microbiota tumorale per migliorare l’efficacia dei trattamenti antitumorali» concludono i ricercatori. 

Potrebbe interessarti