• Infiammazione, microbiota e cancerogenesi
• I batteri coinvolti

Stato dell’arte
Durante la differenziazione e proliferazione cellulare, l’accumularsi di alcune mutazioni geniche aumenta considerevolmente il rischio di tumore. Infiammazione, età, patogeni o agenti tossici esterni sono tra i principali fattori che inducono queste mutazioni.

Cosa aggiunge questo studio
Lo studio, sulla base delle evidenze disponibili, valuta il possibile ruolo dei batteri nell’infiammazione dei dotti mammari e nella conseguente alterata differenziazione delle cellule staminali come causa di tumore al seno.

Conclusioni
L’ipotesi testata sembrerebbe supportata da evidenze. I batteri coinvolti nel metabolismo del lattosio, normalmente presenti nel latte mammario e nello yogurt, sembrerebbero tuttavia svolgere un ruolo protettivo, riducendo l’infiammazione.

Batteri patogeni, che colonizzano anche distretti anatomici diversi da quello mammario, sembrerebbero coinvolti nello sviluppo del tumore al seno. L’infiammazione sembrerebbe essere infatti uno dei fattori responsabili di un’alterata proliferazione e differenziazione cellulare, con conseguente accumulo di mutazioni genetiche, condizione chiave per la carcinogenesi. Di contro, batteri “buoni” come quelli coinvolti nel metabolismo del lattosio sembrerebbero avere un ruolo protettivo, riducendo l’infiammazione.

È quanto sostiene lo studio di Auday Marwaha e colleghi della Lancaster University (USA), recentemente pubblicato su Medical Hypotheses.

Infiammazione, microbiota e cancerogenesi

Le mutazioni a carico delle cellule staminali sono alla base dello sviluppo tumorale. Tra i fattori predisponenti troviamo l’infiammazione. Durante un processo infiammatorio, infatti, il corretto schema di divisione e differenziazione cellulare viene alterato. Con l’età i meccanismi di riparazione di eventuali mutazioni geniche si riducono sempre più, aumentando di contro la probabilità di carcinogenesi.

Il ruolo dei batteri nel processo infiammatorio e tumorale è noto. Di seguito quanto emerso per quanto riguarda in particolare il tumore al seno.

Il latte materno è tutt’altro che sterile. stafilococchi, streptococchi, Corynebacteria, batteri lattici, Propionibacteria e bifidobatteri sono infatti altamente espressi e trasportati dal circolo sanguigno, insieme a eventuali patogeni.

In caso di tumore al seno, infatti, la popolazione batterica dei dotti mammari risulta alterata, seppur non sia stata ancora identificata una composizione caratteristica data l’elevata inter-variabilità.

I batteri coinvolti

Infezioni batteriche di altri distretti anatomici sembrerebbero inoltre influenzare lo sviluppo di questo tumore, come per esempio nel caso delle periodontiti. Questa condizione, principalmente causata da Porphryomonas gingivalis, Fusobacterium nucleatum, Treponemadenticola, Aggregatibacter actinomycetemcomitans e Tannerella forsythia, è stata infatti correlata a un maggior rischio di demenza senile, aterosclerosi, artrite reumatoide e cancro, incluso quello al seno. Tale correlazione sembrerebbe sostenuta dalla circolazione sistemica dei patogeni che, trovando condizioni favorevoli alla loro proliferazione, colonizzano il sito e ne alterano la differenziazione cellulare, inducendo un processo infiammatorio.

Un adeguato consumo di prodotti caseari, yogurt e formaggi a basso contenuto di grassi ha invece dimostrato di ridurre significativamente il rischio di tumore al seno. La presenza di batteri fermentanti il lattosio sembrerebbe esserne la chiave, data la loro presunta capacità di ostacolare la colonizzazione e la proliferazione di patogeni.