Weizmannia coagulans BC99, probiotico che migliora le performance degli sportivi 

Weizmannia coagulans BC99 si dimostra una soluzione promettente per chi pratica sport, combinando benefici digestivi e miglioramenti muscolari.
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Weizmannia coagulans BC99, probiotico che migliora le performance degli sportivi 

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Stato dell'arte

Negli ultimi anni, l’uso dei probiotici ha guadagnato interesse non solo per il benessere intestinale, ma anche per il potenziale impatto sulle prestazioni fisiche. È noto che la salute muscolare è strettamente collegata alla qualità della digestione e al metabolismo proteico. Tuttavia, i meccanismi specifici con cui i probiotici potrebbero influenzare la forza e la qualità muscolare non sono ancora del tutto chiari.

Cosa aggiunge questa ricerca

Questa ricerca esplora il ruolo del probiotico Weizmannia coagulans BC99 nel migliorare le performance fisiche. Lo studio ha evidenziato che l’integrazione con questo probiotico migliora la digestione delle proteine, ottimizzando l’assorbimento degli amminoacidi; regola la qualità muscolare, stimolando la sintesi proteica e riducendo il danno muscolare post-esercizio. I risultati mostrano un aumento della forza fisica e una migliore gestione dello stress ossidativo nei soggetti trattati.

Conclusioni

Questa ricerca rappresenta un passo avanti nell’applicazione dei probiotici per il supporto atletico. Weizmannia coagulans BC99 si dimostra una soluzione promettente per chi pratica sport, combinando benefici digestivi e miglioramenti muscolari. Ulteriori studi potranno confermare la validità di questi risultati su campioni più ampi e in altre popolazioni.

In questo articolo

Nel contesto delle attività sportive e dell’esercizio fisico, la capacità del corpo di digerire e assimilare correttamente le proteine rappresenta un elemento cruciale per sostenere sia la salute generale sia le prestazioni ottimali.

Le proteine, costituite da amminoacidi essenziali, sono i principali mattoni per la sintesi muscolare, la riparazione dei tessuti e la modulazione di numerosi processi biologici correlati all’energia e al recupero. Tuttavia, diversi fattori, tra cui l’intensità dell’attività fisica, lo stress ossidativo e l’invecchiamento, possono compromettere l’efficacia della digestione proteica, riducendo così la disponibilità di nutrienti essenziali per il corpo.

Digestione delle proteine “pilastro” per le performance sportive

Negli ultimi anni, l’attenzione della ricerca si è focalizzata su strategie innovative per migliorare la biodisponibilità delle proteine. Tra queste, l’uso di probiotici specifici si sta affermando come un’opzione promettente.

I probiotici, noti per il loro ruolo benefico sulla salute intestinale, possono potenzialmente ottimizzare la digestione delle proteine attraverso la modulazione del microbiota e la produzione di enzimi digestivi.

In questo contesto, lo studio condotto da Li Cao e colleghi della Henan University in Cina, di recente pubblicato su Nutrients. valuta l’efficacia di Weizmannia coagulans BC99 nel migliorare la digestione proteica e le performance muscolari, suggerendo come interventi mirati sulla digestione possano tradursi in benefici tangibili per la salute e lo sport.

I risultati dello studio

Il disegno dello studio prevede un approccio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, che garantisce un’elevata affidabilità e minimizza i bias. Il campione era composto da 72 studenti universitari maschi di educazione fisica, una popolazione particolarmente rilevante perché abituato a regimi di allenamento regolari e a un’intensa attività fisica.

La scelta di una popolazione omogenea consente di isolare gli effetti del probiotico senza interferenze significative derivanti da abitudini o stili di vita eterogenei.

I partecipanti erano tutti in buono stato di salute, con età compresa tra i 18 e i 25 anni, e sono stati esclusi coloro con condizioni gastrointestinali preesistenti o che utilizzavano regolarmente altri integratori probiotici.

I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi omogenei e bilanciati sia per caratteristiche fisiche che per parametri biochimici: il primo gruppo ha ricevuto il probiotico Weizmannia coagulans BC99 sotto forma di supplemento alimentare miscelato con 3 grammi di proteine del latte, mentre l’altro ha assunto un placebo contenente soltanto 3 grammi di proteine del latte.

Il trattamento è durato 12 settimane, durante le quali i partecipanti hanno mantenuto una dieta controllata per standardizzare il consumo proteico e altri nutrienti.

I partecipanti allo studio sono stati sottoposti a una serie di esami clinici e valutazioni sia al basale che al temine delle 12 settimane per misurare l’efficacia dell’integrazione con Weizmannia coagulans BC99 su digestione proteica, performance fisica e stress ossidativo.

I risultati ottenuti evidenziano diversi punti chiave che meritano un approfondimento.

  1. Ottimizzazione della digestione proteica. La capacità del probiotico di ottimizzare la digestione proteica è stata valutata tramite l’analisi dei livelli plasmatici di amminoacidi essenziali, tra cui leucina, isoleucina e valina (amminoacidi a catena ramificata, BCAA). Nel gruppo trattato con il probiotico, è stato osservato un significativo aumento della concentrazione di questi amminoacidi postprandiali, indicativo di un migliore assorbimento e biodisponibilità delle proteine ingerite. Questo beneficio può essere particolarmente rilevante per gli atleti e le persone attive, che necessitano di una digestione efficiente per massimizzare i benefici nutrizionali derivanti dalla loro dieta.
  2. Miglioramento delle prestazioni fisiche. Le performance muscolari sono state misurate attraverso test di forza standardizzati come il leg press e il handgrip strength test. I partecipanti del gruppo probiotico hanno mostrato un miglioramento del 10-15% nei punteggi di forza rispetto al gruppo placebo, correlato alla maggiore disponibilità di amminoacidi essenziali per la sintesi proteica e alla riduzione dei marcatori di danno muscolare. Ciò suggerisce che l’utilizzo di Weizmannia coagulans BC99 potrebbe avere applicazioni pratiche per migliorare la performance sportiva e la capacità fisica generale.
  3. Riduzione dello stress ossidativo. I livelli di marcatori dello stress ossidativo, come la malondialdeide (MDA), erano significativamente inferiori nel gruppo che ha assunto il probiotico, indicando una maggiore protezione contro i danni cellulari indotti dall’esercizio fisico. In parallelo il Superossido dismutasi (SOD) e glutatione ridotto (GSH) entrambi correlati alla capacità antiossidante endogena, erano aumentati nel gruppo probiotico, suggerendo una maggiore capacità del corpo di contrastare i radicali liberi prodotti durante l’attività fisica. La capacità del probiotico di modulare questo fenomeno potrebbe proteggere i tessuti muscolari e migliorare i tempi di recupero dopo l’allenamento.
  4. Qualità muscolare e composizione corporea. Gli effetti sulla qualità muscolare sono stati ulteriormente confermati dall’analisi dei livelli plasmatici di creatina chinasi (CK) e lattato deidrogenasi (LDH), entrambi indicatori di danno muscolare. Nel gruppo probiotico, questi valori erano significativamente inferiori rispetto al gruppo placebo, indicando una protezione dai danni muscolari indotti dall’esercizio. Inoltre, la composizione corporea è stata valutata tramite bioimpedenza (BIA), che ha rivelato una stabilità nella massa muscolare totale, ma con un miglioramento della qualità muscolare, indicato da un incremento nella densità muscolare funzionale.

Conclusioni

Le conclusioni dello studio sottolineano il potenziale di Weizmannia coagulans BC99 come integratore funzionale per supportare la digestione proteica e migliorare le performance fisiche.

Inoltre, grazie a questo studio Weizmannia coagulans BC99 si candida ad essere una promettente innovazione nel campo della nutrizione sportiva.

Tuttavia, prima di procedere allo sviluppo di nuovi prodotti da diffondere sul mercato, gli autori evidenziano la necessità di ulteriori ricerche per confermare i risultati in gruppi più ampi e diversificati, oltre a indagare l’impatto di somministrazioni prolungate del probiotico.

Fabrizio Alfieri

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