Dossier: probiotici per ripristinare il microbiota intestinale

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In questo articolo

Intolleranza al lattosio: due probiotici riducono la sintomatologia intestinale


Stato dell’arte
In presenza di disturbi gastrointestinali e/o intolleranze alimentari, l’eliminazione dei cibi fonte del problema è l’approccio più diffuso, seppur non sempre efficace. Un aiuto potrebbe venire dai probiotici.

Cosa aggiunge questo studio
Lo studio valuta l’efficacia della combinazione di Bifidobacterium longum BB536, Lactobacillus rhamnosus HN001 e vitamina B6 nell’alleviare la sintomatologia di soggetti intolleranti al lattosio non responsivi a una dieta “lactose-free”.

Conclusioni
La formulazione testata sembrerebbe efficace nel migliorare la sintomatologia modulando la composizione del microbioma intestinale e il relativo metabolismo. Ulteriori studi sono tuttavia necessari al fine di convalidarne l’utilizzo nella pratica clinica.



Per gli intolleranti al lattosio non responsivi a una dieta “lactose-free” la combinazione di Bifidobacterium longum BB536, Lactobacillus rhamnosus HN001 e vitamina B6 potrebbe rappresentare una valida soluzione, riducendo gonfiore e costipazione.

Lo dimostra lo studio coordinato da Paola Vitellio dell’Università di Bari Aldo Moro, di recente pubblicazione su Nutrients. 

Fra tutte, quella al lattosio è probabilmente l’intolleranza più diffusa, tanto da colpire circa il 75% della popolazione mondiale. La causa è da ricercarsi nella totale o parziale mancanza della lattasi, l’enzima per la scissione del lattosio in glucosio e galattosio.

Intervenire sulla dieta eliminando la fonte del disturbo è l’approccio più diffuso, anche se non sempre efficace. Un’opzione potrebbe essere dunque quella di manipolare il microbioma intestinale.

La somministrazione di probiotici mirati, a base di batteri lattici in particolare, ha dimostrato infatti di essere un trattamento efficace in svariati disturbi gastrointestinali, anche in concomitanza con intolleranze vere e proprie, soprattutto attraverso la produzione di acidi grassi a catena corta (SCFAs) che promuovono il rilascio di fattori neuroendocrini, il rilassamento dei tessuti e la corretta peristalsi intestinale. Oltre ai probiotici, anche la vitamina B6 sembrerebbe avere effetti positivi. Da qui l’idea dei ricercatori italiani di integrarli in una singola somministrazione.

23 soggetti intolleranti e non responsivi alla dieta senza lattosio sono stati quindi randomizzati in doppio cieco a ricevere per 30 giorni una formulazione a base di Bifidobacterium longum BB536 (4 x 109 CFU), Lactobacillus rhamnosus HN001 (1x 109 CFU) e vitamina B6 (1.4 mg) o placebo per poi scambiare i gruppi dopo un periodo di 15 giorni di wash-out (cross-over). Obiettivo principale dello studio è stato quello di valutare l’eventuale miglioramento di sintomi gastrointestinali, quali gonfiore e dolore addominale, tramite la “scala analogico visiva” (VAS) e cambiamenti nella peristalsi intestinale con la “scala delle feci di Bristol” (1-2: costipazione; 3-4: feci nella norma; 5-7: diarrea). Oltre a questi parametri sono stati considerati valori antropometrici, abitudini alimentari, la composizione del microbioma e del metaboloma fecale. Vediamo brevemente i principali risultati.

Rispetto al placebo, la formulazione probiotici-vitamina B6:

  • ha diminuito significativamente il gonfiore addominale
  • ha consentito l’aumento della percentuale di pazienti (dal 30,4% al 73,9%) con una normale consistenza fecale (punteggio 3-4 della scala Bristol). In particolare, degli 8 pazienti inizialmente costipati (punteggio 1-2 della scala Bristol), 7 (pari all’87,5%) hanno riportato valori nella norma dopo il trattamento; mentre degli 8 pazienti con diarrea (punteggio 5 della scala Bristol) solo 3 (pari al 37,5%) hanno raggiunto valori nel range di normalità
  • ha aumentato il numero medio di OTUs (Unità Tassonomiche Operative) fecali (233 vs 179 del gruppo con placebo), un dato che dimostra uno shift positivo per il microbiota intestinale. Non sono emerse differenze nei due gruppi per quanto riguarda l’indice di Shannon e la beta-diversity
  • ha incrementato l’abbondanza relativa di ceppi coinvolti nel metabolismo del lattosio, tra cui il genere Bifidobacterium. I bifidobatteri sono associati a una maggiore tolleranza al lattosio e in diversi studi sono stati dimostrati benefici in termini di sollievo dai sintomi negli individui affetti da intolleranza al lattosio. Inoltre, è stato osservato un aumento del phylum Proteobacteria e dei generi Slackia, Enterococcus, Thricoccus, e una riduzione dei generi Klesbiella, Serratia ed Enterobacter ha alterato il contenuto di metaboliti fecali aumentando significativamente ad esempio la concentrazione di acido acetico, acido 2-metil-propanoico, nonenale, 3-metil indolizina. Di contro, 1-butanolo, fenolo, 1-esadecanolo, limonene ed esanale sono risultati più presenti nelle feci del gruppo placebo
  • ha evidenziato correlazioni significative tra il metaboloma e il microbioma fecale. Nel dettaglio, i generi Bifidobacterium, Slackia, Dialister hanno registrato un’associazione positiva con acido acetico, acido 2-metil-propanoico, D-limonene e 2-nonenale, il genere Lactobacillus con l’acido acetico, mentre Enterobacter e Serratia con 1-butanolo e fenolo. È stata osservata invece una correlazione negativa tra l’abbondanza relativa di Bifidobacterium e il gonfiore e dolore addominale, tra i generi Bifidobacterium e Lactobacillus con il fenolo, e tra Enterobacter e Serratia con acido acetico, acido 2-metil-propanoico, D-limonene e 2-nonenale.

La combinazione di B. longum BB536, L. rhamnosus HN001 e vitamina B6, attraverso una modulazione della composizione e del metabolismo dei microrganismi che popolano l’intestino, si presenta quindi come un potenziale candidato nell’alleviare la sintomatologia gastrointestinale in soggetti intolleranti al lattosio che non traggono benefici da una sua eliminazione dalla dieta. I risultati ottenuti dovranno però essere confermati da ulteriori studi, condotti su un arco temporale più ampio, per poter confermare l’utilità della formulazione qui proposta e testata nella pratica clinica corrente.

Fonte

Effects of Bifidobacterium longum and Lactobacillus rhamnosus on Gut Microbiota in Patients with Lactose Intolerance and Persisting Functional Gastrointestinal Symptoms: A Randomised, Double-Blind, Cross-Over Study. Paola Vitellio et al. Nutrients 2019, 11, 886.

Redazione
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