Probiotici, prebiotici e salute umana
Considerando l’importanza della composizione del microbiota intestinale per il mantenimento della salute umana, la somministrazione di probiotici e prebiotici è emersa come una delle strategie più efficaci per mantenere o ristabilire l’eubiosi, il corretto rapporto simbiotico tra l’organismo umano e i microrganismi che vivono costantemente associati ad esso.
La scelta del probiotico
La scelta del tipo appropriato di probiotico sulla base delle evidenze scientifiche è spesso però ancora una sfida, soprattutto per la loro eterogeneità. Mano a mano che i dati di letteratura si accumulano, tuttavia, appare sempre più chiaro che esistono precisi ceppi probiotici per determinate condizioni patologiche o disturbi. Uno specifico probiotico o una sua formulazione può risultare infatti efficace per un disturbo e non esserlo per un altro, anche se simile. Alcuni possono avere valenza preventiva, altri di trattamento. Queste differenze si devono principalmente ai meccanismi d’azione dei singoli ceppi, al loro target di colonizzazione e/o alla loro effettiva capacità di ristabilire un microbioma locale eubiotico.
Tra i probiotici più studiati e attualmente utilizzati nella pratica clinica troviamo diversi ceppi di Saccharomyces cerevisiae var. boulardii (abbreviato in S. boulardii), tra cui il ceppo CNCM I-1079, e Lactobacillus rhamnosus (attualmente rinominato in Lacticaseibacillus rhamnosus) ceppo GG (sinonimo di ATCC 53103).
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