Sindrome di Sjögren: batteri, funghi e virus intestinali rivelano una firma microbica alterata

I microbi intestinali possono influenzare numerose patologie, tra cui le malattie autoimmuni. Un recente studio ha dimostrato che la sindrome di Sjögren, una malattia autoimmune che causa secchezza oculare e orale, potrebbe essere collegata a profonde alterazioni del microbiota intestinale.

I risultati, pubblicati su Cell Reports Medicine, suggeriscono quindi che il monitoraggio del microbiota intestinale potrebbe in futuro contribuire alla comprensione, alla diagnosi o alla gestione della sindrome di Sjögren.

Ricerche precedenti hanno suggerito che le malattie autoimmuni possano essere influenzate dal microbiota intestinale, composto da batteri, virus e funghi. In particolare, di recente è stato dimostrato un ruolo della disbiosi intestinale nella sindrome di Sjögren primaria, una condizione autoimmune che causa secchezza oculare e orale. Tuttavia, la maggior parte degli studi si è concentrata prevalentemente sui batteri, trascurando il potenziale contributo di virus e funghi e le complesse interazioni all’interno dell’ecosistema intestinale.

Pertanto, i ricercatori guidati da Changming Chen del Second Affiliated Hospital of Guizhou University of Traditional Chinese Medicine, in Cina, hanno analizzato campioni di feci di 206 persone affette da sindrome di Sjögren e di 355 individui sani, caratterizzando in modo completo il batterioma, il micobioma e il viroma intestinali.

Firma microbica

I partecipanti allo studio affetti da sindrome di Sjögren sono risultati caratterizzati da una maggiore quantità di batteri infiammatori come Streptococcus, Veillonella e Ligilactobacillus, mentre gli individui sani avevano una maggiore quantità di batteri associati alla salute intestinale, tra cui Faecalibacterium, Roseburia e alcune specie di Bacteroides.

Inoltre, è stato osservato che i pazienti con sindrome di Sjögren presentavano anche una maggiore quantità di funghi come Candida e Malassezia, insieme ad alterazioni dei virus intestinali.

Poiché batteri, funghi e virus formano reti interconnesse, i modelli di apprendimento automatico addestrati utilizzando queste firme microbiche sono risultati in grado di distinguere i soggetti con sindrome di Sjögren dagli individui sani.

Risposte infiammatorie

Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che i pazienti con sindrome di Sjögren presentavano una minore quantità di metaboliti protettivi come il butirrato e una maggiore quantità di metaboliti infiammatori o tossici rispetto agli individui sani.

Inoltre, diversi batteri, presenti in quantità maggiori nei soggetti con sindrome di Sjögren, così come alcuni ceppi di Candida, sono risultati associati a metaboliti dannosi. Infine, nelle cellule immunitarie coltivate in laboratorio, alcuni microbi associati alla sindrome hanno innescato risposte infiammatorie. 

Sebbene i risultati ottenuti dovranno essere confermati nella pratica clinica, secondo gli autori questo studio multi-regno e multiomico fornisce una risorsa completa per comprendere le alterazioni del microbiota intestinale nella sindrome di Sjögren, identifica marcatori diagnostici affidabili e offre approfondimenti meccanicistici sulle interazioni ospite-microbo che potrebbero essere utili per future strategie terapeutiche.

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