Il microbioma oculare è costituito da una vasta gamma di batteri e funghi. Sebbene sia stata stabilita la presenza di un microbioma oculare, è ancora dibattuto se un gruppo “principale” di commensali sia costantemente presente e se una disbiosi del microbiota residente possa essere correlata con la malattia dell’occhio secco (DED, dry eye disease).
Uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista The ocular surface, ha indagato il microbioma oculare in individui con malattia dell’occhio secco per identificare le caratteristiche del loro microbioma oculare che abbiano rilevanza per la salute e/o significato diagnostico.
Composizione del microbiota oculare
È stato ipotizzato che la superficie oculare abbia un microbioma centrale “minimo” stabile e a bassa diversità, del quale tutti gli individui condividono un certo numero di taxa.
Viene riportata la presenza di Corynebacterium, Cutibacterium e Staphylococcus coagulasi-negativo. Inoltre, è stato dimostrato che il sistema immunitario innato dell’epitelio della superficie oculare può distinguere tra batteri patogeni e non patogeni.
I microrganismi commensali contribuiscono al mantenimento della salute oculare inibendo l’apoptosi, preservando la barriera e interagendo con il sistema immunitario dell’ospite. Ad esempio, è stato dimostrato che il commensale Corynebacterium induce la produzione di interleuchina-17 da parte delle cellule T presenti nella congiuntiva.
Malattia dell’occhio secco e microbiota
La malattia dell’occhio secco (DED, dry eye disease) colpisce milioni di persone in tutto il mondo. È causata dalla perdita dell’omeostasi del film lacrimale, con conseguente danno cellulare, infiammazione e dolore. Gli squilibri nella composizione microbica sono considerati un meccanismo alla base dello sviluppo della malattia.
È stato precedentemente segnalato che la disbiosi è associata ad altri disturbi della superficie oculare come la blefarite da stafilococco.
Complessivamente, nei campioni di 91 individui (61 con occhio secco, 30 controlli sani) sono stati rilevati 24 phyla, con il phylum più abbondante rappresentato da Actinobacteria, seguito da Firmicutes e Proteobacteria. A livello di genere, sono stati rilevati un totale di 405 generi diversi e mediante analisi colturale sono stati identificati sei generi principali: Corynebacterium, Staphylococcus, Streptococcus, Enterococcus, Cutibacterium e Micrococcus. Inoltre, un piccolo numero di isolati è stato identificato come Schaalia, Ruminococcaceae, Enhydrobacter, Dermacoccus e Kocuria.
Solo 4 generi avevano un’abbondanza relativa media superiore al 2%: Corynebacterium (39% e 35%), Staphylococcus (15% e 22%), Cutibacterium (5% e 10%) e un genere non classificato appartenente alle Neisseriaceae (8% e 10%). La ricerca di un microrganismo dominante ha evidenziato che, nel 90% dei casi, si trattava di un Corynebacterium, seguito da Moraxella o Staphylococcus, indipendentemente dallo stato di DED.
Come cambia con l’occhio secco
Gli studi riportano un numero significativamente più elevato di CFU nel gruppo DED rispetto ai controlli. È stato rilevato che Blautia risulta maggiormente associato alla DED, confermando i risultati di studi precedenti su malattie oculari che mostravano come, in pazienti con malattie congiuntivali allergiche refrattive, Blautia fosse l’unico genere che aumentava significativamente in abbondanza tra i casi lievi e gravi della condizione.
Anche Corynebacterium, a seconda della specie, è associato positivamente o negativamente alla DED. In particolare, C. pseudogenitalium-tuberculostearicum e C. mastitidis sono associati negativamente alla DED e associati positivamente a una superficie oculare sana. Nei soggetti analizzati, provenienti dalla clinica per l’occhio secco, è stata mostrata una minore ricchezza in termini di specie, con un microbiota meno diversificato.
Importante il risultato in termini di salute oculare e possibili effetti del trattamento antibiotico, con profili di resistenza di Staphylococcus aureus isolati da pazienti con DED che non differivano da quelli generalmente registrati per questa specie.
Conclusioni
Le analisi non colturali hanno mostrato che i generi più abbondanti erano Staphylococcus, Corynebacterium e Cutibacterium, in accordo con le analisi colturali. L’analisi di regressione logistica ha indicato che Blautia e Corynebacterium sono associati a DED grave; questo aspetto dovrebbe essere ulteriormente approfondito in studi futuri.
