I lipidi N-acilici sono molecole note per influenzare lo stato di salute e di malattia dell’uomo, ma gli strumenti di ricerca finora sviluppati spesso non sono in grado di rilevarli nei database attualmente disponibili.
Di recente, un gruppo di ricercatori ha scoperto centinaia di lipidi N-acilici finora non noti, molti dei quali prodotti dai microbi intestinali (postbiotici), che sono risultati correlati alla funzione immunitaria e a disturbi neurocognitivi.
I risultati, pubblicati su Cell, suggeriscono che i lipidi N-acilici sono molecole rilevanti, ma ancora poco studiate, i cui livelli possono essere influenzati dalla dieta e dai microbi intestinali.
«Prevediamo che questo nuovo strumento di ricerca stimolerà lo sviluppo di ulteriori strategie per individuare lipidi acilici e contribuirà a mettere in luce ulteriori associazioni biologiche», affermano i ricercatori.
Alla scoperta degli N-acilici lipidi
I lipidi N-acilici sono costituiti da un acido grasso e un’ammina e sono noti per svolgere ruoli importanti nell’organismo, tra cui il controllo dell’appetito e la regolazione dell’insulina.
Per rilevare e comprendere al meglio questa molecole, Helena Mannochio-Russo della University of California di San Diego e i suoi colleghi hanno creato uno nuovo strumento di ricerca per analizzare i database metabolomici pubblici.
I ricercatori hanno identificato centinaia di lipidi N-acilici, molti dei quali finora non noti. Queste molecole sono state riscontrate negli esseri umani, nei roditori, negli alimenti, nelle piante e nei microbi.
Il microbiota intestinale sembra produrre molti di questi lipidi, i cui livelli possono essere influenzati anche dalla dieta e dagli antibiotici.
Per valutare come i microbi intestinali e questi lipidi possano essere correlati a problemi cognitivi nei pazienti con HIV, il team ha analizzato campioni di feci di persone con e senza questa condizione. Alcuni lipidi N-acilici, in particolare quelli legati agli acidi grassi a catena corta, sono risultati più elevati nei pazienti con HIV e i loro livelli sono risultati associati a marcatori immunitari e alla carica virale.
Obiettivi terapeutici
Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che i lipidi N-acilici derivati da molecole come cadaverina e putrescina sono più elevati nei pazienti con disturbi neurocognitivi associati all’HIV. Coltivando batteri intestinali in vitro, il team ha anche confermato che alcuni microbi possono produrre questi lipidi, compresi quelli a base di cadaverina.
Inoltre, è stato osservato che questi lipidi sembrano influenzare lo sviluppo e le funzioni delle cellule immunitarie.
Questi risultati suggeriscono che alcuni lipidi N-acilici potrebbero essere utilizzati come biomarcatori o bersagli terapeutici. Inoltre, il nuovo strumento di ricerca potrebbe consentire ai ricercatori di rianalizzare studi precedenti e di scoprire ulteriori informazioni sui lipidi N-acilici e sul loro ruolo nell’organismo.
