Effetto probiotico in soggetti obesi con ipertensione

Probiotici multi-ceppo, quando combinati con una dieta a restrizione calorica, migliorano il metabolismo glicemico e lipidico in maniera più efficace del solo intervento dietetico in soggetti ipertesi e obesi.

È quanto conclude lo studio di Karine Scanci da Silva Pontes e colleghi dell’Università di Rio de Janeiro (Brasile), di recente pubblicato su Clinical Nutrition

Obesità, un problema globale

L’obesità ha toccato livelli di epidemia, con il 43% degli adulti sovrappeso e il 16% di obesi nel mondo al 2022. L’obesità si collega a un peggioramento delle condizioni fisiologiche e metaboliche con, di contro, un aumento del rischio di fattori cardiovascolari come ipertensione, dislipidemia e diabete di tipo 2

La perdita di peso può migliorare queste condizioni, e sono molti ad oggi gli interventi alimentari adottati per le diverse necessità. Il microbiota intestinale ha mostrato un ruolo importante nel sovrappeso-obesità e disordini metabolici con un meccanismo di base che include una leggera infiammazione cronica e metaboliti che influenzano il metabolismo energetico. 

Ripristinare l’equilibrio del microbiota intestinale, alterato in occasioni di sovrappeso/obesità, può alleviare i disordini metabolici e ridurre l’adiposità. Manca tuttavia un consenso sugli effetti di probiotici multi-ceppo sull’adiposità, livelli di adipochine circolanti, omeostasi glicemica e profilo lipidico in soggetti con ipertensione ed eccesso di peso corporeo in dieta a restrizione calorica. 

A tal proposito, i ricercatori hanno condotto uno studio usando una miscela di probiotici (Lactobacillus acidophilus La-14, Bifidobacterium lactis Bl-04, Bifidobacterium longum Bl-05, Lactobacillus casei Lc-11, Lactobacillus rhamnosus Lr-32, Lactobacillus plantarum Lp-115, Lactobacillus salivarius Ls-33, Bifidobacterium brevis Bb-03). Lo studio ha coinvolto 66 individui ipertesi e sovrappeso/obesi per 12 settimane in uno studio randomizzato, suddividendoli nel gruppo controllo (n=34), quindi solo in restrizione calorica, o probiotico (n=32). 

Di questi, 51 hanno concluso lo studio dimostrando come:

  • Il gruppo controllo (n=28) ha registrato livelli di trigliceridi significativamente inferiori della controparte all’inizio dello studio.
  • Nel gruppo probiotici si è invece visto un decremento del grasso corporeo totale, anche se potrebbe essere attribuito solo alla parallela restrizione calorica.
  • A 12 settimane in entrambi i gruppi si è registrata una diminuzione di peso, solo nel gruppo probiotico invece per emoglobina glicata, trigliceridi ed enzimi quali transaminasi glutammico-ossalacetica e transaminasi glutammico-piruvica.
  • L’introito di macronutrienti è risultato significativamente diminuito nel gruppo probiotico, soprattutto in termini di calorie, proteine, lipidi, acidi grassi saturi e monoinsaturi e colesterolo. Diminuito per entrambi i gruppi invece l’apporto di micronutrienti.

Conclusioni

In conclusione, nonostante il supplemento probiotico non abbia apportato cambiamenti significativi nel livello di adiposità rispetto a una sola restrizione dietetica, come precedentemente evidenziato, ha dimostrato un importante contributo nel benessere metabolico glicemico e lipidico supportandone il loro generale beneficio in soggetti obesi e ipertesi.

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