Uno studio pubblicato sulla rivista Experimental & Molecular Medicine ha esplorato gli effetti del cannabidiolo (CBD), un composto non psicoattivo derivato dalla Cannabis sativa, sulla resistenza fisica nei topi. I risultati suggeriscono che il CBD potrebbe migliorare la performance fisica attraverso la modulazione del microbiota intestinale e la promozione della biogenesi mitocondriale nei muscoli scheletrici.
CBD, muscoli e microbiota: cosa sappiamo
La pianta di Cannabis sativa è utilizzata da millenni a scopo medico e ricreativo e contiene oltre 100 fitocannabinoidi, tra cui il THC (psicoattivo) e il CBD (non psicoattivo).
Il CBD è stato studiato per i numerosi effetti benefici, come azioni antiepilettiche, neuroprotettive e antinfiammatorie. Attualmente, l’unico farmaco a base di CBD approvato dalla FDA è l’Epidiolex, per alcune forme di epilessia genetica.
Il CBD, inoltre, è stato recentemente rimosso dalla lista delle sostanze proibite dall’Agenzia Mondiale Antidoping, favorendone l’uso nello sport. Studi preclinici suggeriscono che il CBD migliori la funzione muscolare, ma i dati sull’efficacia nell’essere umano restano contrastanti. Inoltre, il microbiota intestinale gioca un ruolo chiave nella performance fisica e il CBD sembra modificarne la composizione, con effetti positivi su metabolismo, infiammazione e funzione cognitiva.
Effetti del CBD sulla resistenza fisica
Nello studio coordinato da Jeon-Kyung Kim ed Eun Ju BaeI della School of Pharmacy and Institute of New Drug Development dell’Università Nazionale di Jeonbuk (Jeonbuk National University) nella Repubblica di Corea, i topi trattati con CBD (30 mg/kg al giorno per 4 settimane) hanno mostrato un aumento significativo della distanza percorsa e del tempo di corsa.
Questo miglioramento è stato accompagnato da una transizione delle fibre muscolari da un tipo glicolitico (rapido) a un tipo ossidativo (lento), indicata da un aumento delle fibre muscolari positive alla succinato deidrogenasi (SDH). Inoltre, il CBD ha ridotto il rapporto di scambio respiratorio, suggerendo un passaggio dall’ossidazione del glucosio a quella degli acidi grassi.
Il trattamento con CBD, inoltre, ha aumentato la biogenesi mitocondriale, evidenziata da un incremento del contenuto di DNA mitocondriale e della fusione mitocondriale. L’analisi molecolare ha mostrato l’attivazione delle vie cAMP-PKA-CREB (cAMP response element-binding protein), che regolano la biogenesi mitocondriale attraverso l’espressione del coattivatore PGC-1α (coattivatore 1 del proliferatore gamma del perossisoma), una proteina che regola l’espressione di geni coinvolti nel metabolismo energetico. Questi cambiamenti hanno migliorato la capacità ossidativa dei muscoli, favorendo una maggiore resistenza alla fatica.
Ruolo del microbiota intestinale
Il microbiota intestinale dei topi trattati con CBD ha subito modifiche significative. L’analisi del DNA 16S ha rivelato un aumento di batteri appartenenti alle famiglie Erysipelotrichaceae e Bifidobacteriaceae, in particolare del ceppo Bifidobacterium animalis (denominato KBP-1). L’uso di antibiotici per eliminare questi batteri ha annullato gli effetti positivi del CBD sulla resistenza fisica e sulla biogenesi mitocondriale, confermando il ruolo cruciale del microbiota.
A ulteriore conferma, il trattamento con Bifidobacterium animalis KBP-1 ha migliorato la resistenza fisica nei topi, replicando gli effetti del CBD. L’analisi genomica del ceppo KBP-1 ha evidenziato un’elevata espressione di geni coinvolti nella biosintesi e nel trasporto di aminoacidi ramificati (BCAA) e nel metabolismo dell’acido lattico.
Implicazioni cliniche
Questo studio suggerisce che il CBD e il ceppo batterico KBP-1 potrebbero essere utilizzati per migliorare la resistenza fisica e la salute muscolare. Sebbene il CBD abbia mostrato effetti diretti sui muscoli scheletrici, anche il microbiota intestinale sembra giocare un ruolo di primo piano. Questi risultati aprono nuove prospettive per lo sviluppo di terapie basate sul microbiota e sull’uso di cannabinoidi per migliorare la performance fisica e il recupero muscolare.
Studi futuri potrebbero approfondire il ruolo del microbiota e dei metaboliti prodotti da KBP-1, oltre a valutare l’efficacia del CBD e dei probiotici in contesti clinici.
In sintesi, il CBD e il ceppo batterico KBP-1 rappresentano promettenti agenti per migliorare la resistenza fisica e la salute muscolare, con potenziali applicazioni nel campo della medicina sportiva e della riabilitazione.
