Il benessere gastrointestinale nei bambini sottoposti a terapia antibiotica rappresenta una problematica clinica di grande importanza. Un effetto collaterale comune di tali terapie è la diarrea associata agli antibiotici (AAD). Gli antibiotici alterano la composizione del microbiota intestinale, favorendo la proliferazione di patogeni enterici responsabili della diarrea¹²³.
Diversi studi confermano che la somministrazione di antibiotici provoca disbiosi del microbiota intestinale, riducendo la diversità microbica, alterando l’abbondanza di specifici taxa, modificando l’espressione genica e l’attività proteica e compromettendo il metaboloma intestinale. Questo porta a una riduzione della resistenza alla colonizzazione da parte di batteri nocivi².
Le alterazioni indotte dagli antibiotici nel microbiota intestinale compromettono anche le interazioni ospite-microbo, aumentando l’infettività e le infezioni acute dell’intestino². Inoltre, la terapia antibiotica indebolisce la barriera intestinale, altera la produzione di citochine e riduce la secrezione di antimicrobici⁴.
L’integrazione di probiotici, ripristinando l’equilibrio della microbiota intestinale, può contribuire a ridurre i sintomi gastrointestinali e gli effetti collaterali degli antibiotici, consentendo una migliore aderenza alla terapia antibiotica¹¹.
Possibile insorgenza ritardata dopo antibioticoterapia
La diarrea associata agli antibiotici (AAD) è definita dalla presenza di almeno tre scariche di feci molli o liquide al giorno per almeno 24 ore, durante un trattamento antibiotico o nei due mesi successivi alla sua interruzione, non spiegabili da altre cause¹. Ogni antibiotico può causare AAD, che non si manifesta necessariamente come una reazione avversa immediata e può verificarsi anche settimane o mesi dopo l’assunzione del farmaco¹.
L’epidemiologia varia in base alla classe di antibiotici (incidenza maggiore con penicilline, cefalosporine e macrolidi), all’età (maggiore rischio per bambini sotto i 6 anni e adulti sopra i 65 anni), allo stato di salute e all’eventuale ospedalizzazione¹. Nei bambini, la prevalenza di AAD varia solitamente tra il 5% e il 30%, con picchi fino all’80% nei piccoli ricoverati⁵. Negli adulti, varia tra il 5% e il 70%, con maggior incidenza nei pazienti ospedalizzati¹.
Le evidenze di studi clinici randomizzati e controllati
Il riequilibrio del microbiota, grazie all’integrazione del ceppo L. reuteri DSM 17938 (10^8 CFU/die), ha dimostrato di ridurre significativamente la frequenza e l’intensità dei disturbi gastrointestinali associati alla terapia antibiotica in età pediatrica⁶.
In uno studio clinico randomizzato in doppio cieco, controllato verso placebo, 40 soggetti pediatrici (età media 12,3 anni) hanno ricevuto una terapia di eradicazione di H. pylori della durata di 10 giorni. La terapia consisteva in amoxicillina e omeprazolo per i primi 5 giorni, seguiti da claritromicina, omeprazolo e tinidazolo per i successivi 5 giorni.
Durante questo periodo, ai partecipanti è stato somministrato placebo o L. reuteri ATCC 55730 (108 CFU/die), ceppo madre di L. reuteri DSM 17938⁶. I bambini hanno completato la Scala di Valutazione dei Sintomi Gastrointestinali (GSRS)⁷ all’inizio, durante e dopo l’uso del probiotico. I dati raccolti prima (1 settimana prima dell’intervento), durante (5° e 10° giorno) e dopo il completamento della terapia eradicante (15° e 20° giorno) hanno mostrato una riduzione significativa del punteggio GSRS (urgente bisogno di evacuazione, consistenza delle feci [molli/dure], aumentato/ridotto transito delle feci, sensazione di evacuazione incompleta) nei bambini che hanno ricevuto l’integrazione probiotica rispetto al placebo, con un miglioramento evidente al termine del follow-up⁶.
Lo studio ha dimostrato che supportare il microbiota grazie all’integrazione di L. reuteri DSM 17938 durante la terapia antibiotica ha ridotto del 75% la frequenza dei disturbi della defecazione nei pazienti trattati, mantenendo gli effetti positivi anche nei 10 giorni successivi alla terapia⁶.
Un altro studio clinico multicentrico, randomizzato e in singolo cieco, della durata di 5 giorni, ha valutato 127 bambini ospedalizzati con gastroenterite acuta da 12-72 ore. I bambini, con un’età media di 1 anno, sono stati divisi in due gruppi: un gruppo ha ricevuto una soluzione di reidratazione orale e/o terapia endovenosa più L. reuteri DSM 17938 (108 CFU/die), mentre il gruppo di controllo ha ricevuto solo la soluzione di reidratazione orale e/o terapia endovenosa⁸.
Già dopo 24 ore, nel gruppo che utilizzava L. reuteri DSM 17938 si è osservata una riduzione significativa (p < 0,01) della percentuale di bambini con diarrea infettiva. Dopo 48 ore, la metà dei bambini non presentava più diarrea (p < 0,001) e, dopo 72 ore, la percentuale era salita al 69% (p < 0,001). I dati confrontati con il gruppo di controllo hanno evidenziato l’utilità del probiotico nel contribuire a riequilibrare il microbiota e ridurre di conseguenza i disturbi gastrointestinali nei bambini, durante e dopo la terapia antibiotica⁸.
Le evidenze raccolte sono supportate dalle linee guida internazionali. La European Society for Pediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition (ESPGHAN) ha pubblicato un position paper nel 2023, confermando l’importanza dell’uso di probiotici in questo contesto clinico, sottolineando l’evidenza scientifica a supporto⁹. Le linee guida probiotiche e prebiotiche della World Gastroenterology Organisation (WGO) del 2023 raccomandano l’utilizzo di probiotici, come L. reuteri DSM 17938, per ripristinare l’equilibrio della flora intestinale in caso di gastroenterite acuta nei bambini, basandosi su studi che ne dimostrano l’efficacia e la sicurezza¹⁰.
Proprietà distintive del ceppo L. reuteri DSM 17938
Le caratteristiche del ceppo L. reuteri DSM 17938 includono la resistenza all’ambiente gastrico e la capacità di colonizzare l’intestino, ripristinando l’equilibrio della microflora intestinale¹¹. Questo ceppo aderisce all’epitelio intestinale e produce proteine in grado di legarsi al muco, rendendo difficile l’ingresso di microrganismi patogeni e favorendo una composizione equilibrata del microbiota intestinale¹¹.
Questo ceppo ha dimostrato di poter modulare la risposta infiammatoria, e la percezione del dolore addominale, modulando i livelli sierici di serotonina (5-HT) e del fattore neurotrofico derivato dal cervello (BDNF)¹¹.
Questo probiotico ha un profilo di sicurezza positivo ed è efficace nel colonizzare l’intestino, contribuendo all’equilibrio del microbiota, la cui salute è fondamentale per ridurre molti sintomi gastrointestinali.¹¹
Realizzato con il contributo incondizionato di Italchimici SpA
Reference
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