La sindrome metabolica è caratterizzata da accumulo di tessuto adiposo addominale in eccesso, ipertensione arteriosa, alterata glicemia a digiuno o insulino-resistenza e dislipidemia, tutte condizioni che aumentano il rischio di diabete di tipo 2 (T2D) e di malattie cardiovascolari.
In letteratura il rischio di aumento di peso e di T2D è strettamente correlato all’assunzione di bevande zuccherate. Tuttavia, si è visto come non tutti gli zuccheri abbiano lo stesso impatto a livello metabolico e pertanto un gruppo di ricercatori canadesi ha condotto uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati su The Journal of Nutrition, in cui veniva valutato l’impatto metabolico degli zuccheri sostituendo con sciroppo d’acero il 5% dell’apporto energetico giornaliero di zuccheri per 8 settimane. È stato analizzato contestualmente anche l’impatto sul microbiota intestinale.
Sciroppo d’acero, microbiota e metabolismo
Lo sciroppo d’acero è un prodotto minimamente trasformato ottenuto per evaporazione termica della linfa d’acero, che contiene come carboidrato principale il saccarosio, con quantità minori di glucosio e polisaccaridi.
Oltre alla composizione zuccherina, lo sciroppo d’acero contiene anche acidi organici, micronutrienti e polifenoli, come i lignani, che sono associati a una migliore salute metabolica, e inulina, una fibra prebiotica. I polifenoli e l’inulina sono composti specificamente degradati dal microbiota intestinale, che a sua volta modifica la propria composizione. È ormai ampiamente riconosciuto che il microbiota intestinale svolge un ruolo centrale nella salute metabolica dell’ospite.
Attraverso la raccolta di campioni fecali e l’analisi di sequenziamento dell’rRNA 16S sono stati studiati i cambiamenti nella composizione del microbiota intestinale in base allo zucchero somministrato.
Si è evidenziato che il microbiota intestinale nel gruppo dello sciroppo d’acero ospitava significativamente meno specie di Klebsiella (in particolare è risultata ridotta l’abbondanza di Klebsiella quasipneumoniae, un patogeno opportunista che causa infezioni resistenti agli antibiotici nel tratto gastrointestinale) e Bacteroides pectinophilus rispetto a quelli nel gruppo dello sciroppo di saccarosio, mentre risultava aumentata significativamente la crescita di Lactocaseibacillus casei e Clostridium beijerinckii.
A livello di percorsi metabolici associati al microbiota, lo sciroppo d’acero è stato associato a una downregulation di specifici percorsi batterici intestinali, come il percorso di degradazione di L-arginina e L-ornitina e il percorso di degradazione di L-arginina, putrescina e 4-aminobutanoato, percorsi batterici associati alla risposta proinfiammatoria dell’IL-6 indotta da LPS. Non è stato alterata la concentrazione di acidi grassi a catena corta.
Omeostasi del glucosio
La sostituzione di zuccheri raffinati con sciroppo d’acero ha determinato una significativa riduzione dell’area sotto la curva del glucosio, corrispondente ad una diminuzione della glicemia, rispetto alla sostituzione di zucchero raffinato con sciroppo di saccarosio, che ha portato invece ad un aumento dell’area sotto la curva.
Non sono state rilevate tra i gruppi modifiche nelle curve di escursione dell’insulina e del peptide C e nella secrezione di insulina, nella sensibilità all’insulina, nella clearance dell’insulina e negli indici di sensibilità all’insulina del tessuto adiposo.
Rischio cardiometabolico
La sostituzione del 5% dell’apporto energetico giornaliero con sciroppo d’acero non è stata associata a cambiamenti nel peso corporeo e nella circonferenza della vita rispetto alla sostituzione con sciroppo di saccarosio. Tuttavia, la composizione corporea differiva tra i gruppi, con diminuzione del grasso androide nel gruppo sciroppo d’acero rispetto al gruppo sciroppo di saccarosio.
Non sono state riscontrate differenze per quanto riguarda i cambiamenti nel grasso corporeo totale, nel grasso ginoide e nella massa magra totale tra i gruppi. La sostituzione degli zuccheri raffinati con sciroppo d’acero ha inoltre ridotto significativamente la pressione sanguigna sistolica e anche la pressione sanguigna diastolica è diminuita nel braccio di intervento con sciroppo d’acero rispetto a un aumento nel braccio con sciroppo di saccarosio.
L’intervento non è stato associato a cambiamenti significativi nella frequenza cardiaca, nell’aspartato aminotransferasi, nell’alanina aminotransferasi, negli acidi grassi liberi e in altri lipidi plasmatici.
Conclusioni
La sostituzione degli zuccheri raffinati – che rappresentano solo il 5% dell’apporto calorico totale – con sciroppo d’acero per 8 settimane ha portato a escursioni glicemiche ridotte rispetto alla sostituzione con sciroppo di saccarosio. Allo stesso modo, la sostituzione dello zucchero raffinato con sciroppo d’acero ha portato a una significativa diminuzione sia della massa grassa androide sia della pressione sanguigna sistolica rispetto alla sostituzione dello zucchero raffinato con sciroppo di saccarosio, che si è scoperto aumentare tali parametri.
I cambiamenti nei fattori di rischio cardiometabolico sono stati associati a cambiamenti specifici nella composizione e nella funzione del microbiota intestinale, in particolare con una maggiore crescita di specie benefiche e una minore abbondanza relativa di specie di Klebsiella.
