Il carcinoma squamocellulare orale e orofaringeo è uno dei tipi di cancro più comuni a livello globale ed è associato a tassi elevati di morbilità poiché, circa nel 60% dei casi viene individuato in una fase avanzata, con una probabilità di sopravvivenza inferiore al 50% in un periodo di 5 anni. Tra i fattori di rischio accertati implicati nello sviluppo del carcinoma squamocellulare orale e orofaringeo vi sono il consumo di tabacco, il consumo eccessivo di alcol, la masticazione di betel e il papillomavirus umano, ma ultimamente si ipotizza anche un ruolo del microbiota orale. Pertanto, i ricercatori hanno condotto uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati sull’International Dental Journal, per comprendere meglio la relazione tra microbiota orale e carcinoma squamocellulare orale e orofaringeo.
Microbiota orale e tumori
Dati sempre più numerosi confermano la correlazione tra il microbiota orale e disturbi sistemici nell’uomo, poiché i microrganismi orali mostrano la capacità di influenzare il microambiente infiammatorio. Esiste, infatti, una forte correlazione tra batteri e sviluppo di tumori. Ad esempio, Helicobacter pylori si associa al cancro gastrico, Chlamydia pneumoniae al cancro ai polmoni, Salmonella typhi al cancro della cistifellea, Streptococcus bovis e Bacteroides fragilis a tipi di cancro non specificati e Fusobacterium nucleatum al cancro del colon.
Disbiosi microbica e sviluppo di carcinoma squamocellulare orale e orofaringeo
La disbiosi, definita come lo squilibrio nell’equilibrio microbico, potrebbe svolgere un ruolo significativo nello sviluppo del carcinoma squamocellulare orale e orofaringeo. Tuttavia, tale associazione è influenzata dal fatto che la composizione delle popolazioni batteriche orali varia a seconda della saliva e delle specifiche sedi all’interno della cavità orale. Inoltre, i fattori eziologici accertati, tra cui la masticazione di betel, l’uso di tabacco e alcol, possono potenzialmente influenzare la popolazione di microrganismi orali, complicando ulteriormente la relazione. Infine, si deve tener conto anche dell’influenza della genetica sulla composizione dei microrganismi nella bocca. Uno studio sul microbioma orale nei gemelli, infatti, ha dimostrato che il microbioma orale è ereditario, con oltre il 50% dei tratti del microbioma che mostrano ereditabilità.
Tra i batteri che compongono il microbiota salivare Veillonella, Granulicatella, diversi Streptococcus, Prevotella veroralis, Neisseria, Kingella, Haemophilus e Treponema vincentii sono stati significativamente associati a un rischio aumentato di carcinoma squamocellulare orale e faringeo. Al contrario Campylobacter, Aggregatibacter segnis, Mogibacterium, Saccharimonadaceae, Pauljensenia cellulosilytica, Solobacterium e Streptococcus sinensis si associano ad un rischio ridotto. Per quanto riguarda invece il microbiota della lingua sono state trovate associazioni tra carcinoma squamocellulare orale e faringeo, Prevotella veroralis e Treponema vincentii.
Associazione tra Prevotella e tumori del cavo orale
La correlazione tra Prevotella e carcinogenesi orale è ben nota. Ad esempio, è stata evidenziata un’elevata presenza di P. melaninogenica nella saliva di individui affetti da tumori del cavo orale e, di recente, è stato osservato che campioni di carcinoma squamocellulare orale presentano una maggiore presenza di Prevotella intermedia e in generale in questi pazienti è stato osservato un aumento delle concentrazioni di Prevotella. Aumentati livelli di Prevotella sono stati osservati anche nei pazienti con carcinoma squamocellulare orale non fumatori e negativi al papillomavirus umano.
Associazione tra Streptococcus e tumori del cavo orale
Diversi Streptococcus sono risultati associati ad un aumentato rischio di carcinoma del cavo orale. Ad esempio, diversi studi hanno mostrato l’associazione tra Streptococcus anginosus e il tumore orale ed esofageo, tanto che tale specie risulta aumentata in questa categoria di pazienti. L’ipotesi di base è che tale batterio induca il reclutamento di neutrofili e monociti, con il potenziale effetto di distruggere le cellule epiteliali e favorire il successivo sviluppo di escrescenze cancerose. È stata inoltre segnalata, in pazienti con cancro orale, una maggiore presenza di Streptococcus mitis. Altri tipi di streptococco correlati al cancro orale sono Streptococcus constellatus, Streptococcus salivarius, Streptococcus gordonii e Streptococcus parasanguinis.
Altri taxa specifici coinvolti nel carcinoma squamocellulare orale e orofaringeo
Tra gli altri taxa associati al tumore del cavo orale risulta il coinvolgimento del genere Neisseria, probabilmente poiché questi batteri hanno la capacità di generare grandi quantità di acetaldeide. È stato ipotizzato che Neisseria funga da riserva locale di acetaldeide, cancerogena, e quindi svolga una funzione cruciale nello sviluppo del cancro correlato all’alcol negli esseri umani.
Anche Treponema denticola è associato al tumore orale a causa dei meccanismi di infiammazione e immunomodulazione che innesca. In dettaglio, T. denticola potrebbe promuovere lo sviluppo del carcinoma squamocellulare orale attivando la via TGF-β.
Infine, è noto il coinvolgimento di Porphyromonas gingivalis nello sviluppo della parodontite, caratterizzata da infiammazione persistente e squilibrio del microbiota, e studi hanno evidenziato il ruolo di P. gingivalis nei tumori orodigestivi.
Taxa protettivi nei confronti del carcinoma squamocellulare orale e orofaringeo
È stato suggerito che specifici taxa appartenenti al genere Hemophilus possano esercitare un’influenza protettiva sull’incidenza del carcinoma squamocellulare orale e orofaringeo. Una possibile spiegazione di questo fenomeno è la loro influenza sulla salvaguardia dell’equilibrio generale del microbiota orale. È stato infatti precedentemente dimostrato che l’infezione da H. influenzae porta a un aumento dell’espressione del gene NLRP3 dell’inflammasoma, proteggendo così l’equilibrio generale del microbiota.
Un’altra specie che si è dimostrata protettiva è Porphyromonas asaccharolytica, un batterio Gram-negativo, anaerobio obbligato con pigmentazione nera, classificato nella famiglia delle Bacteriodaceae.
Conclusioni
Sono stati dimostrati i possibili nessi causali tra il microbiota orale e il carcinoma squamocellulare orale e orofaringeo, e sono stati identificati biomarcatori plausibili che possono essere ulteriormente esplorati come marker non invasivi per la diagnosi o come obiettivi di intervento per la prevenzione dei tumori orali e orofaringei.