L’obesità che insorge durante l’infanzia o l’adolescenza spesso persiste anche in età adulta e si stima che, a livello globale, vi sia un tasso di obesità del 14%. L’obesità infantile e/o adolescenziale è un forte predittore di aumento della morbilità e mortalità durante l’età adulta e, pertanto, è necessario intervenire precocemente per modificare il decorso di questa condizione. Di recente si è posta l’attenzione sul ruolo del microbioma intestinale nell’obesità ispirando i ricercatori a condurre uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati su nature communications, sugli effetti del trapianto di microbiomi di donatori magri in pazienti affetti da obesità e/o disturbi metabolici.
Trapianto di microbiota e obesità
Diversi studi hanno dimostrato che gli individui obesi ospitano composizioni distinte del microbioma intestinale e che tali composizioni, quando trapiantate in topi germ-free, possono indurre aumento di peso e disturbi metabolici. Inoltre, studi clinici sugli effetti del trapianto di microbiomi di donatori magri in pazienti affetti da obesità e/o disturbi metabolici hanno riportato miglioramenti a breve termine nella sensibilità all’insulina, nella permeabilità intestinale e in altri marcatori del metabolismo del glucosio. Studi preliminari compiuti sul trapianto di microbiota fecale (FMT) come terapia per la perdita di peso hanno riportato un miglioramento nella distribuzione del grasso (inferiore rapporto grasso androide-ginoide, un marcatore di adiposità centrale), nonché miglioramenti transitori nella resistenza all’insulina e nel metabolismo del glucosio.
Composizione corporea e salute metabolica a lungo termine dopo FMT
Il follow up a quattro anni sui soggetti che hanno ricevuto un FMT confrontati con il gruppo placebo, ha mostrato come, nei primi l’indice di massa corporea e il peso risultavano inferiori, così come la circonferenza vita e la massa grassa totale. In dettaglio, tra i due gruppi si riscontrava una differenza in termini di circonferenza vita di 10 cm e una differenza di percentuale di massa grassa totale del 4,8%. Inoltre, nel gruppo placebo, si aveva un livello più alto del 68% di un particolare marcatore infiammatorio sistemico (hs-CRP)rispetto al gruppo FMT. I miglioramenti antropometrici e metabolici osservati non sono stati influenzati da differenze tra i gruppi in termini di dieta, attività fisica o uso di farmaci.
Cambiamenti a lungo termine nella composizione del microbiota intestinale
Nel gruppo FMT si è osservata a lungo termine una maggiore diversità microbica, con un aumento di 28 specie, tra cui Alistipes sp. CAG 435, Bacteroides finegoldii, Bacteroides salyersiae e Desulfovibrionaceae bacterium, e una diminuzione di 20 specie. Nel gruppo placebo invece tale diversità non è stata osservata. Inoltre, Desulfovibrio piger è risultato arricchito esclusivamente nelle riceventi femminili, mentre Megasphaera sp. MJR8396C ha mostrato arricchimenti solo nei maschi, così come Ruminococcus callidus, nonostante quest’ultimo fosse presente in abbondanza nei donatori di entrambi i sessi. Questi risultati suggeriscono che l’arricchimento/deplezione di specie specifiche per sesso nei riceventi FMT possa essere influenzato da una combinazione di materiale del donatore, fitness del ceppo e fisiologia del ricevente.
Conclusioni
Un singolo trattamento FMT è associato a cambiamenti a lungo termine nella composizione e nella capacità funzionale del microbioma intestinale, oltre a miglioramenti nella salute metabolica negli adolescenti e nei giovani adulti obesi. Questi risultati sottolineano la necessità di studi clinici randomizzati e controllati più ampi sul FMT.
