L’ipertensione primaria è caratterizzata da una diminuzione della produzione e della biodisponibilità dell’ossido nitrico (NO), e il mantenimento o il ripristino dell’omeostasi dell’NO in vivo può essere una potenziale opzione nella prevenzione e nel trattamento dell’ipertensione.
Esiste un gruppo di batteri nella cavità orale che possiede la capacità di ridurre i nitrati e di partecipare al metabolismo dell’azoto umano attraverso la via nitrato-nitrito-NO, mantenendo così l’omeostasi dell’NO e la dilatazione vascolare alleviando l’ipertensione nell’ospite.
Uno studio, pubblicato sulla rivista Frontiers in Cardiovascular Medicine, ha esplorato il ruolo del microbiota orale nel percorso nitrato-nitrito-NO e la sua potenziale funzione nel mantenimento dell’omeostasi pressoria dell’ospite.
Ossido nitrico e pressione arteriosa
L’NO è un’importante molecola di segnalazione che, nei vasi sanguigni, viene rilasciata dalle cellule endoteliali e influenza in modo significativo la fisiologia endoteliale e cardiovascolare. L’NO protegge le cellule endoteliali da danni e infiammazioni, riducendo l’espressione delle molecole di adesione e mantenendo così la normale funzione dell’endotelio vascolare, prevenendo lesioni vascolari e formazione di trombi.
Inoltre, l’NO inibisce l’aggregazione piastrinica e la viscosità del sangue, migliora l’emodinamica, abbassa la pressione arteriosa e riduce il rischio di malattie cardiovascolari. Per tale motivo la ridotta biodisponibilità di NO è una caratteristica comune nelle malattie cardiovascolari e la compromissione della funzione endoteliale porta a squilibri nell’omeostasi dell’NO, con conseguente disfunzione della vasodilatazione endotelio-dipendente.
Vie di produzione dell’ossido nitrico
L’NO viene prodotto seguendo due vie. La prima, quella dell’L-arginina-NOS, forma NO nelle cellule endoteliali grazie all’ossido nitrico sintasi (NOS). Nella cavità orale, invece, il nitrato, presente in alte concentrazioni nella saliva, viene parzialmente ridotto a nitrito e NO, che vengono poi ingeriti. In presenza di acido gastrico, la maggior parte dei nitriti viene quindi trasformata in HNO2, che si decompone ulteriormente in NO e altri ossidi di azoto attraverso l’azione di antiossidanti come la vitamina C e i polifenoli. Questo processo è noto come via nitrato-nitrito-NO.
Microbiota orale e ossido nitrico
La cavità orale, in quanto primo punto di ingresso all’interno del corpo umano, è uno dei cinque principali ecosistemi microbici, ed è correlata alle malattie cardiovascolari e alla salute metabolica. Le comunità microbiche orali possono svolgere un ruolo cruciale nel processo di riduzione dei nitrati, ed è stata evidenziata l’esistenza di una relazione simbiotica tra il microbiota orale e l’ospite.
La composizione del microbiota orale e la sua attività svolgono infatti un ruolo decisivo nella generazione di NO attraverso la via nitrato-nitrito-NO, contribuendo alla regolazione della salute cardiovascolare e metabolica. I batteri che riducono i nitrati orali, tra cui tra cui Neisseria, Actinomyces, Veillonella, Streptococcus, Propionibacterium, Prevotella e Rothia, possono utilizzare il nitrato nella saliva come accettore di elettroni alternativo per l’ossigeno, riducendolo efficacemente a nitrito attraverso l’azione della nitrato reduttasi. Questo processo porta alla produzione di NO e di altre specie di ossido di azoto biologicamente attive.
Microbiota orale e ipertensione
Attraverso l’analisi del microbiota orale si è evidenziato come, nei pazienti ipertesi, l’abbondanza relativa di batteri nella saliva era ridotta e vi era una correlazione significativa con la pressione sanguigna, sia sistolica sia diastolica.
In particolare, è stata evidenziata una maggiore abbondanza relativa di Actinomyces, Rothia e Neisseria nei pazienti sani, e una maggiore abbondanza relativa di Porphyromonas gingivalis e Actinobacteria nei pazienti ipertesi, in associazione a elevati livelli di citochine proinfiammatorie, il che indica una stretta correlazione tra microbiota orale e ipertensione.
Inoltre, si è osservato come, dopo l’utilizzo di un collutorio antibatterico, si aveva una riduzione del 90% del contenuto di nitriti nella cavità orale e una riduzione del 25% del contenuto di nitriti nel plasma. Ciò è stato associato ad un aumento della pressione arteriosa sistolica e diastolica di circa 2-3 mmHg, che era significativamente correlato alla diminuzione della concentrazione di nitriti plasmatici. Pertanto, lo squilibrio della flora microbica orale può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari come l’ipertensione.
Conclusioni
La capacità dei batteri della placca sottogengivale di generare nitriti è associata a un minor rischio di esiti metabolici cardiovascolari e pertanto, considerando il ruolo dei batteri della cavità orale nell’omeostasi dell’NO, in futuro si potrebbero sviluppare probiotici specifici che riducono i nitrati per via orale, combinate con il consumo di alimenti e verdure ricchi di nitrati. Questo percorso alternativo potrebbe essere una strategia pratica ed efficace per promuovere la produzione di NO e mantenere l’omeostasi di NO nel corpo, con un impatto positivo sul mantenimento della pressione sanguigna e una riduzione dell’ipertensione.
