Obesità, ricerca USA svela il ruolo dei batteri intestinali

1 agosto 2016

Yale University, New Haven (USA) STUDIO ORIGINALE

Il nesso fra obesità e alterazioni del microbioma batterica intestinale è scientificamente provato: il meccanismo alla base di questo rapporto non è tuttavia chiaro, e un gruppo di ricercatori dell’Università di Yale ha recentemente scoperto in che modo l’alterazione del microbioma intestinale causa l’obesità.

Uno studio precedente, condotto da Gerald Shulman, aveva rivelato come l’acetato (un acido grasso a catena corta) stimolasse la produzione di insulina nei roditori.

Shulman, in collaborazione con un gruppo di ricercatori di Yale, ha condotto una serie di esperimenti, sempre su modelli animali, per comprendere meglio il meccanismo.

I ricercatori hanno comparato l’acetato ad altri acidi grassi simili, evidenziando un livello superiore di acetato negli animali che seguivano una dieta ad alto contenuto di grassi.

L’infusione diretta di questo acido grasso, inoltre, ha stimolato la produzione di insulina da parte delle cellule beta del pancreas.

Successivamente, i ricercatori hanno scoperto che l’iniezione diretta di acetato nel cervello stimola un aumento di insulina tramite l’attivazione del sistema nervoso parasimpatico.

«L’acetato stimola le cellule beta a secernere più insulina in risposta al glucosio attraverso un meccanismo mediato centralmente», spiega Shulman. «Stimola anche la produzione di gastrina e grelina, due ormoni che determinano un aumento nell’assunzione di cibo».

Infine, i ricercatori hanno cercato di stabilire un nesso causale fra l’aumento di insulina e la popolazione batterica intestinale.

Trasferendo materia fecale da un gruppo di roditori all’altro, si sono osservate alterazioni simili tra i batteri intestinali, nei livelli di acetato e nell’insulina.

«Presi insieme, questi esperimenti dimostrano che esiste un nesso causale fra le alterazioni della popolazione batterica intestinale in risposta a variazioni nella dieta e l’aumento nella produzione di acetato», ha dichiarato Shulman.

L’aumento di acetato, dal canto suo, porta a un aumento nell’assunzione di cibo, instaurando una sorta di circolo vizioso che porta all’obesità e allo sviluppo di insulino-resistenza, spiega lo scienziato.

Tale “circolo vizioso”, in ogni caso, ha giocato un ruolo importante a livello evolutivo: in presenza di alimenti molto calorici, spinge gli animali a ingrassare in tempi di scarsità di cibo.

«Le alterazioni nel microbioma intestinale sono associate a obesità e sindrome metabolica sia negli esseri umani, sia nei roditori» conclude Shulman.

«Questo studio fornisce una spiegazione al fenomeno biologico nei roditori, e ora stiamo verificando se lo stesso meccanismo avviene anche negli esseri umani».

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