Ruminococcus bromii: «Adoro i carboidrati, ma non ingrasso mai»

Entriamo nel cuore dell’intestino, più precisamente nel colon prossimale, per incontrare un batterio che lavora instancabilmente per scomporre i carboidrati più ostinati della nostra dieta: Ruminococcus bromii.
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Ruminococcus bromii: «Adoro i carboidrati, ma non ingrasso mai»

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Entriamo nel cuore dell’intestino, più precisamente nel colon prossimale, per incontrare un batterio che lavora instancabilmente per scomporre i carboidrati più ostinati della nostra dieta: Ruminococcus bromii. Spesso ignorato, questo specialista della digestione degli amidi resistenti gioca un ruolo cruciale nella nostra salute intestinale. 

Signor Ruminococcus bromii, come si trova nell’intestino? Si trova bene?

Oh, il colon è perfetto per me! È caldo, pieno di amidi da scomporre e ospita una comunità di batteri con cui collaboro. Mi trovo perfettamente a mio agio nel colon prossimale (cioè la parte iniziale del colon). È qui che arriva la maggior parte degli amidi resistenti non digeriti e posso mettermi al lavoro per degradarli. È un ambiente ricco di altri batteri con cui collaboro e con condizioni perfette per la fermentazione. In altre parti dell’intestino non avrei lo stesso successo, quindi preferisco restare qui.Tuttavia, non è sempre tutto rose e fiori: se la dieta dell’ospite cambia improvvisamente o se assume antibiotici, potrei essere ridotto in minoranza. Devo sempre lottare per mantenere il mio posto.

È vero che lei è un amante dei carboidrati?

Assolutamente! Se i carboidrati fossero una squadra di calcio, io sarei il loro allenatore, capitano e miglior giocatore. Ma non mi accontento di qualsiasi carboidrato: il mio vero talento, la mia passione più profonda, è scomporre gli amidi resistenti, quelli che nessun altro sa trattare bene. Mi trovate in prima linea quando si tratta di digerire cereali, legumi, banane verdi e platani. Senza di me, una buona parte di questi alimenti finirebbe direttamente nelle vostre feci.

Perché gli amidi resistenti sono così speciali?

Gli amidi resistenti sono carboidrati complessi che sfuggono alla digestione nello stomaco e nell’intestino tenue. Arrivano nel colon praticamente intatti, e lì entro in scena io. Con i miei amilosomi – strutture specializzate che si trovano sulla mia superficie – spezzo questi amidi in zuccheri più semplici. Ma il mio lavoro non finisce qui: produco anche acidi grassi a catena corta, come acetato e formiato, che a loro volta nutrono altri batteri benefici.

Quindi lei non lavora da solo?

Esattamente. Il gioco di squadra è fondamentale: faccio parte di una grande rete di collaborazione nel microbiota. Per esempio, il mio formiato viene usato da Blautia per produrre acetato, che poi alimenta Faecalibacterium, il produttore di butirrato. Lo sa vero che il butirrato è essenziale per la salute del colon? Nutre le cellule intestinali, riduce l’infiammazione e persino aiuta a prevenire il cancro. Senza di me, molti di questi processi sarebbero meno efficienti.

Ma questa sua passione per i carboidrati non rischia di farla ingrassare?

Ottima domanda. In effetti, passo la giornata a “mangiare” amidi, ma il mio scopo non è accumulare energia per me stesso. Spezzo i carboidrati e distribuisco i sottoprodotti ad altri batteri del microbiota, contribuendo alla produzione di acidi grassi a catena corta. Questi composti, tra l’altro, possono aiutare a regolare il metabolismo e persino proteggere dall’obesità. Quindi, direi che la mia passione per i carboidrati vi evita problemi di sovrappeso. Questo non significa che potete abbuffarvi in mia presenza, pensando: «Che mi frega. Tanto c’è il Ruminococcus che non mi fa ingrassare…». Io posso aiutarvi, ma fino a un certo punto.

Abbiamo capito che le piacciono i carboidrati. Quindi lei è un tipo non molto attento alla dieta… 

Tutt’altro. Sono molto sensibile a ciò che mangiate. Uno studio ha mostrato che quando le persone aumentano l’assunzione di amidi resistenti, la mia popolazione cresce rapidamente, in pochi giorni. Ma se smettono di mangiare questi carboidrati e passano a una dieta a basso contenuto di carboidrati, la mia popolazione crolla altrettanto in fretta. Diciamo che ho bisogno di essere nutrito bene per rimanere attivo. Se “scompaio” poi sono guai. Potreste avere più difficoltà a scomporre gli amidi resistenti e di conseguenza produrre meno acidi grassi a catena corta benefici come il butirrato. Questo potrebbe influenzare la salute intestinale, rendendo l’intestino meno efficiente nel contrastare infiammazioni e malattie. Inoltre, alcuni studi suggeriscono che chi ha bassi livelli di R. bromii tende ad avere più amido non digerito nelle feci, il che significa che non sta estraendo tutta l’energia e i benefici da questi alimenti.

Ma è vero che il suo nome significa “dio dell’alcol”?

Ah, avete scoperto il mio piccolo segreto! Sì, il mio nome viene dal latino bromii, che deriva da Bacco, ovvero il dio dell’alcol. Ma non sono un ubriacone, anzi. Mi hanno dato questo epiteto perché durante la fermentazione dei carboidrati produco anche un po’ di etanolo. Non preoccupatevi, però, non vi faccio ubriacare: è solo un sottoprodotto del mio lavoro di degradazione dell’amido. Se vi ritirano la patente non tirate in ballo il fatto che avete tantissimi Ruminococci bromii nel vostro intestino. Oltre a non reggere, come scusa, potrebbe anche far pensare che siete un po’ matti.

Tutti hanno un lato oscuro. Il suo qual è?

Ah, mi sta chiedendo di essere sincero con me stesso. Beh, ammettiamolo: sono un batterio esigente. Ho bisogno di una dieta ricca di amidi resistenti per prosperare, altrimenti rischio di scomparire. Inoltre, non posso sopravvivere da solo: dipendo dalla presenza di altri batteri che mi forniscono vitamine essenziali. Senza di loro, sono nei guai. Infine, non sono proprio un campione di resistenza: cambiamenti drastici nella dieta o antibiotici possono ridurre la mia popolazione molto rapidamente.

Abbiamo capito che per diventare suo amico bisogna mangiare carboidrati, ma chi sono i suoi nemici?

Se volete essere miei amici mangiate più amidi resistenti. Legumi, cereali integrali, banane verdi, patate raffreddate dopo la cottura. Questi alimenti sono il mio carburante. Se mi nutrite bene, io lavorerò per voi producendo metaboliti che favoriscono la vostra salute intestinale e generale

I miei nemici? ne ho alcuni. Oltre alle diete a basso contenuto di carboidrati, il mio peggior incubo sono gli antibiotici: possono letteralmente spazzarmi via, lasciando spazio a batteri meno benefici. E poi c’è lo stress intestinale causato da cibi ultraprocessati, che alterano tutto il microbiota e mi mettono in difficoltà.

Come si fa a sapere se è presente in quantità adeguata nel nostro intestino?

Il modo più preciso per scoprirlo è un’analisi del microbiota intestinale tramite il sequenziamento del DNA dei batteri nelle feci. Alcuni test avanzati possono rivelare la mia presenza e abbondanza. Un segnale indiretto della mia presenza potrebbe essere la digestione degli amidi: se dopo aver mangiato cibi ricchi di amidi resistenti (banane verdi, legumi o cereali integrali) vi sentite bene e non trovate residui nelle feci, è probabile che io stia facendo il mio lavoro. Se invece il vostro intestino fatica a digerire questi alimenti, potrebbe significare che la mia popolazione è bassa.

Reference

  1. Ze X, Duncan SH, Louis P, Flint HJ. Ruminococcus bromii is a keystone species for the degradation of resistant starch in the human colon. ISME Journal. 2012. https://doi.org/10.1038/ismej.2012.4
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  3. Martinez-Guryn K, Hubert N, Frazier K, et al. Small intestine microbiota regulate host digestive and absorptive adaptive responses to dietary lipids. Cell Host & Microbe. 2018;23(4):458-469.e5. https://doi.org/10.1016/j.chom.2018.03.011Makki K, Deehan EC, Walter J, Bäckhed F. The impact of dietary fiber on gut microbiota in host health and disease. Cell Host & Microbe. 2018. https://doi.org/10.1016/j.chom.2018.05.012

Massimo Barberi
Direttore di Microbioma.it

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