Numerosi studi scientifici dimostrano con chiarezza che il sistema immunitario è strettamente legato al microbiota intestinale.
Il microbiota interagisce con l’epitelio intestinale e con il tessuto linfoide associato all’intestino (GALT), contribuendo al mantenimento dell’omeostasi immunitaria. I batteri autoctoni favoriscono la tolleranza attraverso l’attivazione delle cellule T regolatorie (Treg), capaci di sopprimere le risposte infiammatorie, la modulazione di NF-κB, mediatore dell’infiammazione, e altri meccanismi non del tutto chiariti, che modulano la reattività delle cellule T.
In questa rete di interazioni, le cellule dendritiche svolgono un ruolo centrale, poiché collegano microbiota e linfociti T naïve, orientando le risposte immunitarie. Inoltre, il microbiota influenza l’attività delle cellule NK, fondamentali per il riconoscimento e l’eliminazione di cellule infettate o tumorali, regolandone la capacità citotossica attraverso la produzione di metaboliti e la modulazione del microambiente immunitario.
Negli ultimi anni, numerosi probiotici sono stati proposti come modulatori del microbiota e, di conseguenza, come potenziali alleati delle difese immunitarie. Tra questi, uno dei più studiati è Lacticaseibacillus paracasei Shirota (LcS) (1).
Diversi studi hanno evidenziato come questo probiotico possa rappresentare un valido supporto per la protezione degli atleti e delle persone sottoposte a intenso stress fisico. I benefici, tuttavia, non si limitano a questa categoria: effetti positivi sono stati riscontrati anche in soggetti con stili di vita sedentari, lavoratori o con abitudini meno salutari, come i fumatori. Questo aspetto sarà approfondito nel prosieguo dell’articolo.
Effetto di LcS sul sistema immunitario dei lavoratori sedentari
Uno studio condotto su adulti sani, mediante analisi in vitro delle cellule mononucleate del sangue periferico, ha mostrato che LcS è in grado di stimolare i monociti a produrre sia citochine proinfiammatorie sia citochine ad azione antinfiammatoria, come IL-10, evidenziando un duplice ruolo di attivazione e regolazione della risposta immunitaria. In presenza di LcS, inoltre, le cellule NK hanno mostrato una marcata attivazione funzionale. Nel complesso, questi dati indicano che LcS esercita un’azione immunomodulatrice, capace di potenziare le difese innate e, allo stesso tempo, di favorire un bilanciamento della risposta infiammatoria (2).
Un successivo studio su lavoratori sedentari, sottoposti a un ciclo di assunzione di LcS (4 settimane di trattamento, 6 di sospensione e ulteriori 4 di trattamento), ha confermato l’effetto immunomodulatore del ceppo. È stato osservato un aumento significativo dei marcatori di attivazione linfocitaria (CD69⁺) e una progressiva crescita della popolazione di cellule NK attivate, particolarmente evidente al termine del trattamento. Parallelamente si è registrata una riduzione della produzione di alcune citochine proinfiammatorie, tra cui IL-12 e TNF-α, ad indicare un migliore controllo del profilo infiammatorio. A livello mucosale, le concentrazioni salivari di IFN-γ, IgA1 e IgA2 risultavano significativamente aumentate, suggerendo un potenziamento delle difese locali. Anche in questo studio, i risultati suggeriscono che LcS sia in grado di stimolare l’attivazione immunitaria, oltre che rafforzare le difese mucosali, contribuendo al tempo stesso a un migliore controllo della risposta infiammatoria (1).
Un ulteriore studio condotto su lavoratori sedentari trattati quotidianamente con LcS per sei settimane ha mostrato, rispetto al placebo, un aumento dell’espressione di CD40 nelle cellule dendritiche plasmacitoidi, nelle cellule dendritiche convenzionali di tipo 2 e nei monociti classici. Questi dati evidenziano come LcS sia in grado di modulare la funzione delle cellule fagocitiche mononucleate, fondamentali nella regolazione dell’attività delle cellule effettrici, favorendo in vivo un’attivazione coordinata delle risposte immunitarie innate e adattative (3).
LcS e sistema immunitario nei fumatori
Il fumo abituale riduce in modo significativo l’attività delle cellule NK, indebolendo le difese immunitarie. L’assunzione di LcS si è dimostrata capace di contrastare questo effetto, ripristinando la loro attività citotossica.
Uno studio condotto su lavoratori fumatori ha dimostrato che l’assunzione quotidiana, per tre settimane, di LcS manteneva stabile, o addirittura aumentava, l’attività delle cellule NK, mentre nei soggetti trattati con placebo essa tendeva a diminuire. Questo effetto non era associato a un aumento del numero di cellule NK, ma a un potenziamento della loro funzionalità. I risultati suggeriscono che il consumo regolare di LcS possa rafforzare la sorveglianza immunitaria (4).
Un successivo studio su lavoratori con differenti abitudini di fumo ha confermato tali evidenze. Dopo tre settimane di trattamento con LcS, rispetto al placebo, è stato osservato un significativo incremento dell’attività delle cellule NK, associato a una maggiore frequenza di cellule CD16⁺, strettamente correlate al potenziamento della citotossicità. Se prima dell’assunzione, l’attività delle cellule NK mostrava una chiara correlazione inversa con il numero di sigarette fumate, dopo il trattamento con LcS questa relazione negativa è scomparsa. Ciò suggerisce che il probiotico sia in grado di contrastare l’effetto immunosoppressivo del fumo e di favorire una migliore risposta immunitaria (5).
Conclusioni
Le evidenze disponibili mostrano che LcS è in grado di stimolare l’attività delle cellule immunitarie innate, come monociti, cellule dendritiche e cellule NK, incrementando al contempo la risposta adattativa. Questa capacità di modulazione suggerisce che l’integrazione quotidiana con LcS potrebbe rappresentare una strategia promettente per sostenere la salute immunitaria. Saranno necessari ulteriori studi clinici di lungo periodo per confermare la persistenza degli effetti osservati e chiarire più a fondo i meccanismi molecolari alla base della sua azione.
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Reference
- Harbige LS, Pinto E, Allgrove J, Thomas LV. Immune Response of Healthy Adults to the Ingested Probiotic Lactobacillus casei Shirota. Scand J Immunol. 2016 Dec;84(6):353-364. doi: 10.1111/sji.12495. PMID: 27718254.
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- Naito T, Morikawa M, Yamamoto-Fujimura M, Iwata A, Maki A, Kato-Nagaoka N, Oana K, Kiyoshima-Shibata J, Matsuura Y, Kaji R, Watanabe O, Shida K, Matsumoto S, Hori T. Diverse impact of a probiotic strain, Lacticaseibacillus paracasei Shirota, on peripheral mononuclear phagocytic cells in healthy Japanese office workers: a randomized, double-blind, controlled trial. Biosci Microbiota Food Health. 2023;42(1):65-72. doi: 10.12938/bmfh.2022-043. Epub 2022 Oct 11. PMID: 36660595; PMCID: PMC9816042.
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- Reale M, Boscolo P, Bellante V, Tarantelli C, Di Nicola M, Forcella L, Li Q, Morimoto K, Muraro R. Daily intake of Lactobacillus casei Shirota increases natural killer cell activity in smokers. Br J Nutr. 2012 Jul;108(2):308-14. doi: 10.1017/S0007114511005630. Epub 2011 Dec 6. PMID: 22142891.
