Il 17 e 18 aprile 2026 Bologna ospiterà il 2° Congresso Nazionale MICS, promosso dalla Microbiota International Clinical Society, in programma all’NH Bologna de la Gare. Il titolo scelto, “La rivoluzione nel macrocosmo della salute”, sintetizza bene l’impostazione dell’evento: leggere il microbiota non più come un tema confinato a gastroenterologia e immunologia, ma come uno snodo trasversale capace di interagire con sistemi e specialità diverse. Il razionale del congresso sottolinea proprio questo passaggio, evidenziando come il microbiota si stia imponendo come elemento centrale di molteplici “assi” fisiopatologici e come il meeting voglia esplorare anche implicazioni meno note rispetto a quelle già consolidate.
A guidare l’appuntamento saranno la presidente del congresso, Ilaria Cavecchia, e la responsabile scientifica, Mariarosaria Matera. La struttura del programma conferma la volontà di costruire un confronto ampio, che unisce momenti formativi introduttivi e sessioni congressuali accreditate ECM, con un taglio che alterna pratica clinica, aggiornamento scientifico e apertura a prospettive innovative.
Un congresso che parte dalla pratica
La prima giornata, venerdì 17 aprile, sarà dedicata a corsi precongressuali e tavole rotonde non accreditati ECM. In apertura è previsto un Corso base di lettura del test del microbiota affidato ad Alexander Bertuccioli, seguito da un approfondimento su fermentati, alimenti vivi e modulazione dell’asse microbiota-intestino-cervello con Valentina Biagioli. È una scelta programmatica chiara: affiancare alla dimensione teorica strumenti utili alla pratica quotidiana, a partire da uno dei terreni che più stanno interessando i professionisti sanitari, cioè l’interpretazione dei test e la loro collocazione all’interno della clinica.
In questo senso si inserisce bene anche la visione espressa da Francesco Di Pierro, presidente MICS: «Il 2° Congresso Nazionale MICS segna un momento di crescita importante per la medicina del microbiota. Già dal primo giorno, con il corso base di lettura del test del microbiota, abbiamo voluto offrire un taglio pratico oltre che scientifico. Il programma unisce gastroenterologia, immunologia, pediatria, cardiologia, epatologia, ginecologia, urologia, obesità, dietologia e performance, coinvolgendo medici, biologi, farmacisti, dietisti, fisioterapisti, odontoiatri e ostetriche in un vero confronto multidisciplinare. Uno dei punti più innovativi è il tema dei probiotici autologhi, una sorta di terapia 4.0: una soluzione intermedia, evoluta e altamente personalizzata tra i probiotici di precisione eterologhi e il trapianto di microbiota fecale. È in questa integrazione tra rigore, multidisciplinarietà e innovazione terapeutica che il congresso trova la sua identità più forte”.
Dal trapianto di microbiota ai probiotici autologhi
Il cuore scientifico del congresso si concentrerà sabato 18 aprile, con una serie di sessioni ECM che mostrano bene la traiettoria del dibattito attuale. La prima sessione, dal titolo “Trapianto di microbiota, oltre al mito”, sarà moderata da Lorenzo Drago e affronterà temi che vanno dai “dietro le quinte” del FMT, presentati da O. Palmieri, alle possibili applicazioni in IBD, GVHD e coliti da immunoterapia con G. Biscaglia. All’interno della stessa sessione, Francesco Di Pierro interverrà sul tema dei probiotici autologhi, indicato anche dal presidente MICS come uno dei punti più innovativi del congresso.
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La presenza di questo focus suggerisce un interesse crescente verso approcci terapeutici sempre più personalizzati. Nel programma i probiotici autologhi vengono collocati accanto al trapianto di microbiota, quasi a indicare l’emergere di una nuova area di riflessione tra le soluzioni già oggi discusse in medicina del microbiota e le prospettive di una modulazione più precisa, cucita sulle caratteristiche del singolo paziente. Anche solo per questo, il congresso appare destinato a intercettare una delle linee di sviluppo più promettenti del settore.
Il microbiota oltre i confini tradizionali
Se una parte del programma consolida le connessioni ormai note, un’altra punta apertamente ad allargare il perimetro. La seconda sessione, “Dove sappiamo che il microbiota c’entra”, toccherà ambiti come bloating, stipsi e diarrea, malattie infiammatorie intestinali e malattie funzionali pediatriche, con interventi di L. Tessieri, L. Pastorelli e M. Illiceto. È il versante più vicino alla quotidianità clinica, quello in cui l’interesse per il microbiota è già entrato stabilmente nella pratica e nella letteratura.
Ma è soprattutto la terza sessione, significativamente intitolata “Dove non ti aspetteresti il microbiota”, a rendere esplicita l’ambizione culturale del congresso. Moderata dallo stesso Di Pierro, porterà il microbiota in dialogo con cardiologia, epatologia, ginecologia e urologia, attraverso gli interventi di U. Trecroci, V. Giannelli, M. Matera e I. Cavecchia. In altre parole, il congresso non si limita a ribadire che il microbiota è rilevante: prova a mostrare dove e come questa rilevanza possa essere letta anche in territori clinici che, fino a pochi anni fa, sarebbero sembrati periferici rispetto al tema.
Obesità, nutrizione e performance: una visione integrata
Il programma del pomeriggio prosegue poi con due sessioni che ampliano ulteriormente la prospettiva. La quarta, dedicata a obesità, dietologia e microbiota, mette insieme chirurgia bariatrica-metabolica, terapia dell’obesità, weight regain, effetti della terapia chetogenica sui livelli di TMAO e dieta FODMAPs. Interverranno A. Belluzzi, G. Pontesilli, G. Zonzini, G. Annunziata e L. Galletti. È un blocco che riflette bene quanto il microbiota sia ormai diventato una chiave di lettura trasversale anche per il metabolismo, la nutrizione clinica e la gestione del peso corporeo.
La quinta sessione, realizzata come sessione ESNS, si sposterà invece sul rapporto fra aspetti metabolici, microbiota, salute e performance. Qui il filo conduttore sarà il legame tra dieta chetogenica, digiuno intermittente e microbiota, con interventi di A. Paoli, T. Moro e A. Bertuccioli. Il fatto che il congresso dedichi uno spazio specifico a questi temi conferma un’altra tendenza in atto: il microbiota non è più soltanto un oggetto di interesse per la medicina delle malattie, ma anche un elemento della fisiologia applicata alla prevenzione, allo stile di vita e alla performance.
Un appuntamento rivolto a molte professioni sanitarie
Un altro elemento rilevante è la platea a cui il congresso si rivolge. L’accreditamento ECM riguarda infatti diverse categorie professionali e discipline: medici chirurghi di varie specialità, biologi, dietisti, fisioterapisti, odontoiatri e ostetriche. Questo dato, letto insieme alla composizione del programma, rafforza l’idea che la medicina del microbiota stia diventando un terreno di confronto interprofessionale, in cui il valore non sta soltanto nell’aggiornamento scientifico, ma anche nella possibilità di costruire un linguaggio comune tra competenze differenti.
Il congresso si svolgerà in lingua italiana presso l’NH Bologna de la Gare, in Piazza XX Settembre 2, a Bologna. Le quote di iscrizione indicate nel programma sono di 150 euro per i soci MICS e di 200 euro per i non soci, IVA inclusa.
