Ripensare la dermatologia in un’ottica integrata, studiando tutte le possibili interazioni che vedono nel microbioma un possibile nuovo fronte di intervento diagnostico e terapeutico. È questo il senso del libro Dermobiotica, edizioni Minerva Medica, scritto da Marco Pignatti, dermatologo e responsabile dell’ambulatorio di Dermobiotica dell’Azienda ospedaliera universitaria di Modena.

Il volume passa in rassegna tutti gli studi presenti in letteratura sul tema microbioma e dermatologia. A partire dal cosiddetto asse intestino-pelle, su cui diversi gruppi di ricerca hanno iniziato, negli ultimi anni, a lavorare. In estrema sintesi, il focus è questo: in che modo una disbiosi intestinale può riflettersi sulla salute della pelle? Quali sono i pathway molecolari alla base di questi processi? Come si fa una diagnosi di disbiosi e, soprattutto, è possibile modificare il quadro dei batteri residenti nell’intestino per migliorare il quadro clinico a livello cutaneo?

Le patologie dermatologiche analizzate in questo libro sono molte, dall’acne alla dermatite atopica. Dalle allergie cutanee alle intolleranze alimentari, dalla psoriasi alle malattie autoimmuni della pelle, come vitiligine, lupus eritematoso, pemfigo, rosacea e alopecia.

È una materia ancora giovane, giovanissima, la dermobiotica. Si è iniziato a parlare di questi argomenti solo pochi anni fa, ma i risultati dei primi studi sono davvero incoraggianti. La strada è ancora lunga, ma è molto probabile che anche la dermatologia, come altre specialità mediche, dovrà fare i conti nel giro di pochi anni con la “microbiome revolution”. Una cambio di paradigma radicale, che rivoluzionerà la pratica clinica e scardinerà molti degli assiomi consolidati. Il volume di Marco Pignatti è il primo importante passo verso questa direzione.